Laura e Grazia premiate da Guacci

Come ogni anno, al Dipartimento di Farmacia, due studenti ricevono il Premio Guacci (Guacci Awards) – uno per la Chimica, l’altro per la Biologia – un’iniziativa promossa dalla stessa azienda con la struttura di Via Montesano. Il 2026 porta in dote i nomi di due laureate in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (CTF): le ventiquattrenni Anna Maria Laura Fatigati e Grazia Sorrentino.
Che hanno ottenuto le pergamene rispettivamente a ottobre e luglio dello scorso anno e si sono distinte per le tesi sperimentali che hanno prodotto. La premiazione si è tenuta il 28 maggio presso la sede aziendale di Nola, entrambe hanno vinto una borsa di studio. Laura attualmente sta effettuando un tirocinio a Santiago de Compostela, grazie all’Erasmus Traineeship.

È in Spagna da febbraio e tornerà a luglio: “sono in un laboratorio di ricerca – spiega – sulla tecnologia farmaceutica, materia della mia tesi, ogni giorno sintetizziamo particelle, facciamo idrogel”. Sul Guacci: “è stato molto bello ricevere il premio, purtroppo non ho fatto in tempo a tornare per la cerimonia. A me l’hanno conferito per la Chimica”.

Sulla tesi: “l’ho svolta con il prof. Marco Biondi sulla realizzazione di nanoparticelle volte a curare le malattie infiammatorie della parte posteriore dell’occhio. È durata un anno, più o meno”. Da ex studentessa di CTF, solo parole al miele: “è un percorso che consiglio molto, soprattutto andando avanti ci si rende conto che apre tante strade”.

Questi ‘i segreti’ del suo percorso: “seguire sempre le lezioni, ma, soprattutto, aver vissuto l’università, conosciuto i colleghi, essermi confrontata. Questa è stata sicuramente la parte più bella. Coloro che ho conosciuto in questi cinque anni sono gli amici che tuttora frequento”. L’ultima battuta è sull’esperienza che sta vivendo all’estero: “mi sono candidata un anno fa senza sapere in cosa mi sarei imbattuta. La paura c’era, soprattutto di allontanarsi dalla zona di conforto per la prima volta in assoluto. Lasciare i genitori, gli amici.

Dopo cinque mesi però posso dire che lo rifarei, senza dubbio”. Quanto a Grazia, dice che ricevere il premio “è stato emozionante”, perché negli anni precedenti aveva assistito come studentessa, “e partecipare e vincere da laureata ha avuto un sapore particolare, un grande riconoscimento per tutti i sacrifici affrontati”.

Non solo: “è stato bello condividerlo con Laura, abbiamo svolto tutto il percorso insieme”. Sul lavoro di tesi, in Farmacologia: “è stato abbastanza lungo, è durato circa 15 mesi, e l’ho incentrato sulle patologie cardiovascolari. Ho valutato in un modello preclinico in vivo la combinazione terapeutica di due farmaci, attualmente già in commercio ma non utilizzati in combinazione, in una particolare sottopopolazione di pazienti, ovvero donne anziane con insufficienza cardiaca e affette da obesità. Ebbene, l’azione sinergica può provocare un beneficio maggiore”.

In questo momento Grazia lavora come farmacista ma nel frattempo si è preparata per il concorso di Specializzazione in Farmacia ospedaliera a Salerno, che ha superato. Racconta le differenze, nonché pregi e difetti dell’uno e dell’altro settore: “nel privato c’è più contatto con il pubblico, che comporta qualche contro in più, e sussiste anche una certa disorganizzazione tipica delle realtà più piccole; invece nel pubblico – dove al momento sono nel pieno del tirocinio all’Asl – il lavoro del farmacista è completamente diverso.

Molto più nascosto, c’è più burocrazia e si collabora tanto con gli altri professionisti sanitari. Io faccio preparazioni galeniche per pazienti che hanno malattie rare e lavoro con il medico di famiglia e il paziente stesso per elaborare una terapia personalizzata, soprattutto per i bambini. Si è più nelle retrovie, insomma, ma si sta tanto in laboratorio e a me piace davvero molto”.

Le differenze sussistono anche dal punto di vista economico: “al momento, in Specializzazione, non ricevo uno stipendio, ma quello che guadagnerò domani non è paragonabile a quello di un farmacista, che arriva a circa 2000 euro lordi. Nel pubblico, un neospecializzato guadagna 2500 euro netti e la qualità stessa della vita è totalmente differente, ci sono più tutele e gli orari sono migliori”.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.11-12 – 2026 – Pagina 15

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