Lavorare in uno studio internazionale: a Giurisprudenza i consigli del team Hogan Lovells

Recruiting Day

Lo studio legale internazionale Hogan Lovells, con più di 2500 avvocati operanti in 47 sedi in tutto il mondo, ricerca nuovi professionisti da inserire nelle sedi italiane di Roma e Milano. Delle competenze richieste se n’è parlato durante il Recruiting Day dedicato agli studenti di Giurisprudenza che si è tenuto il 13 maggio, presso l’aula De Sanctis. Un’occasione di orientamento in uscita messa a disposizione dall’Ateneo, “vantaggiosa e indispensabile per chiunque voglia incarnare nel proprio futuro la figura dell’avvocato internazionalista. Una figura emergente rispetto a quelle tradizionali a cui dà accesso la laurea in Giurisprudenza, ma sempre più richiesta e per la quale si rendono necessarie competenze specifiche”, ha introdotto il dott. Donato Greco, laureato federiciano e attualmente ricercatore di Diritto Internazionale della Luiss Guido Carli, prima di dare avvio alla presentazione.
Ad intervenire, due volti rappresentativi della Hogan Lovells: l’avv. Paola Barometro, partner Corporate ed ex alumna Federico II, e l’avv. Daniela Pistorio, senior Human Resource Manager. “Lavorare in uno studio internazionale, uno di quelli in cui convivono tante professionalità e in cui ci si trova inseriti in un team ben assemblato, significa avere chiara la propria posizione che deve essere garantita da un percorso accademico di qualità”, ha sottolineato Barometro, indicando ai candidati le qualità essenziali da possedere: competenza, non solo nel campo giuridico ma anche per tutto ciò che concerne il business, passione, ambizione, innovazione e conoscenza parlata e scritta della lingua inglese. Quest’ultima intesa come vero e proprio strumento di lavoro”. Richieste non eccessive per un “leader globale che fornisce servizi legali eccezionali in settori altamente regolamentati, ottenendo grandi risultati grazie ad una cultura basata sull’impegno nelle relazioni con i clienti, tra colleghi e con la comunità”.
In Italia, lo Studio è attivo nelle seguenti practice: Corporate & Finance, Disputes & Arbitration, Glob Regulatory, Intellectual Property, TMT, Privacy & Cybersecurity, Antitrust & Competition, Debt Capital Markets, Environmental & Public Law, Employment, Tax e Real Estate. Tra i pilastri fondamentali citati, quello della formazione. “Siamo convinti che non si finisca mai di imparare e di crescere. Ecco perché ci teniamo a supportare i nostri professionisti e le nostre professioniste al meglio con percorsi di alta formazione sia a livello internazionale, con Trainees e Stagiaires, che a livello locale”, ha affermato Pistorio. In particolare, in ambito locale, lo Studio garantisce “sostenimento per ciò che riguarda i costi relativi alla Scuola Forense Obbligatoria e/o ad un corso esterno di preparazione per l’esame, e un periodo di study leave retribuito per la preparazione dell’esame di Stato”.
Parimenti, si dà importanza allo sviluppo di soft skills, che comprendano “tecniche di negoziazione, linguaggio di genere, gestione delle emozioni negative e delle conversazioni difficili e positioning. Si garantisce, inoltre, una formazione tecnica attraverso Monday Lunches con focus su tematiche di BD e sviluppo dei clienti nonché su tematiche giuridiche di attualità”. Massima sensibilizzazione per le tematiche di genere, con un “Mentoring Program al femminile con l’associazione PWN (Professional Women’s Network)”.
A tutti i collaboratori è inoltre richiesto di dedicare almeno 25 ore all’anno ad attività di Responsible Business (Pro Bono; Fundraising; Community Investment; Sustainability and Diversity, Equity and Inclusion) come parte della loro normale pratica professionale. Suggerimenti pratici per essere presi in considerazione: Pistorio consiglia l’esibizione di un curriculum “chiaro, lineare e senza errori nel quale si enfatizzi l’andamento del percorso accademico, eventuali esperienze curriculari ed extracurriculari, percorsi di studio e/o permanenza all’estero e la conoscenza della lingua inglese ad un livello avanzato”.

Le domande degli studenti

Prima di dare il via ai singoli colloqui, studenti e laureati presenti hanno posto alcune domande alle recruitiers.
In che modo si guidano i candidati alla scelta della Specializzazione? “La compagine dello Studio non ci permette di essere estremamente flessibili, in questo senso, nei confronti dei laureati in quanto cerchiamo persone che si specializzino sin da subito e che abbiano le idee chiare. Ma lo siamo sicuramente prima della laurea con l’offerta di stage multidisciplinari trimestrali, che si iniziano a partire dal quarto e quinto anno. Tramite l’affidamento ad un tutor, c’è dunque la possibilità di collaborare con i vari dipartimenti per individuare quale materia sia più vicina ai vostri interessi. È importante dunque capire già durante il percorso universitario le specializzazioni attinenti, ecco perché il consiglio è quello di seguire stages, se ve n’è la possibilità, di parlare con persone esperte che vi possano indirizzare e di cercare di mettere le mani in pasta il prima possibile”.
La richiesta è indirizzata solo a studenti e laureati in Giurisprudenza oppure possono essere prese in considerazione candidature anche da altri percorsi universitari? “Di base, si ricercano quasi sempre studenti o laureati esperti di Diritto, dunque la laurea in Giurisprudenza risulta quella più idonea per lavorare nel nostro Studio. Tuttavia, abbiamo anche dipartimenti come quello di Tax che ricerca laureati in Economia e Commercio. Ma i casi specifici poi si analizzeranno in sede di colloqui”.
È consigliato affiancare la collaborazione presso lo Studio a percorsi di Dottorato? “Assolutamente sì, incoraggiamo sempre di seguire percorsi di dottorato, anche se ciò significa maggiore sacrificio, ed è per questo che mettiamo a disposizione delle collaborazioni part time, dunque con un carico di lavoro ad hoc per le singole persone, il quale tuttavia si decide analizzando prima le esigenze del team”.
È importante che il candidato presenti già un percorso ferrato subito dopo la laurea? “Noi non ci aspettiamo che un neolaureato sia già perfettamente ferrato nel ruolo che andrà ad occupare. È ovvio che tutti prima o poi debbano cominciare da un punto di partenza. Ciò che però contano sono l’approccio, il metodo e la capacità di analisi. Certo è vero che avere una predilezione per una materia, averla nutrita attraverso convegni e letture e studi personali sia un assoluto vantaggio ma l’importanza è la focalizzazione e, soprattutto, la voglia di fare”.
Giovanna Forino

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Ateneapoli – n.09 – 2024 – Pagina 20

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