Scienze Economiche e Statistiche (Dises) ha ospitato l’Open Day Magistrali, una giornata dedicata all’orientamento, al confronto con studenti e docenti e alla valorizzazione delle eccellenze accademiche del Dipartimento. L’iniziativa, dal titolo ‘Perché studio Economia?’, si è svolta il 26 maggio presso l’Aula Azzurra del Complesso Universitario di Monte Sant’Angelo.
Nel corso dell’evento sono state presentate le Magistrali in Economics and Finance, Economia e Commercio e Finanza, insieme alle testimonianze di studenti ed ex studenti e all’intervento del prof. Ettore Panetti dedicato al tema dell’intelligenza artificiale e delle trasformazioni del mercato del lavoro. Uno dei momenti centrali della giornata è stata la premiazione delle migliori studentesse e dei migliori studenti del Dises, selezionati sulla base della qualità delle loro carriere accademiche. I riconoscimenti hanno premiato non solo il merito, ma anche percorsi personali molto diversi tra loro, accomunati da impegno, curiosità e determinazione.
Tra le studentesse premiate Melissa Battaglia, che ha raccontato il proprio percorso partito da un liceo linguistico: “All’inizio la scelta di Economia mi sembrava quasi azzardata, perché non avevo mai avuto contatti con questo mondo. Poi, dopo il primo esame di Contabilità e Bilancio, che ho superato con 30 e lode, ho capito di aver fatto la scelta giusta”.
Melissa ha sottolineato come il percorso universitario le abbia aperto nuove prospettive: “Mi piace moltissimo poter studiare non solo materie economiche, ma anche discipline come il diritto privato. Questa università mi ha davvero aperto un mondo”. Agli studenti indecisi ha lasciato un messaggio chiaro: “Non bisogna lasciarsi intimidire dal proprio percorso scolastico precedente. Anch’io avevo paura all’inizio. L’università ti insegna davvero tanto, non solo dal punto di vista accademico ma anche umano”.
Anche Riccardo Gammella ha condiviso la propria esperienza, spiegando di aver scelto Economia e Finanza per la forte componente matematica del Corso: “Alle superiori partecipavo a competizioni di matematica e questo mi ha fatto capire che volevo approfondire la matematica applicata all’economia”.
Lo studente ha attribuito gran parte dei propri risultati al confronto con i colleghi: “La cosa più importante è stata studiare insieme agli altri. Se non avessi condiviso il percorso con i miei amici probabilmente non avrei ottenuto una media così alta. Confrontarsi con altre persone permette davvero di migliorarsi”.
L’economia “scienza che regola gran parte del mondo”
Per Matteo Rodriguez, l’economia rappresenta “la scienza che regola gran parte del mondo e che permette di comprendere ciò che accade ogni giorno, ma anche gli scenari futuri”. Matteo ha raccontato il proprio interesse per il curriculum in Data Science: “L’analisi dei dati sarà sempre più importante e stimolante nei prossimi anni”. Lo studente ha inoltre evidenziato la qualità dell’esperienza vissuta alla Federico II: “Ho trovato professori molto preparati e davvero motivati a trasmettere le loro conoscenze”.
Ricevere il premio ha avuto per lui un significato particolare: “Lo considero un punto di partenza più che un traguardo. È il risultato di sacrifici e impegno, ma anche una motivazione per continuare a crescere”. Tra le testimonianze più sentite quella di Noemi Cuomo, proveniente da un percorso in Informatica e Telecomunicazioni.
“Mi sono avvicinata all’economia attraverso l’interesse per la gestione dei database e dei dati – ha spiegato – Guardando il piano di studi di Economia e Commercio ho capito che era un percorso molto ampio, capace di permettere agli studenti di trovare poi la propria specializzazione”.
Noemi ha raccontato anche la propria esperienza nel progetto Operazione Talenti, sviluppato in collaborazione con Deloitte: “È stato difficile conciliare studio e lavoro part-time, ma questa esperienza mi ha fatto crescere tantissimo sia professionalmente sia personalmente”. Guardando al futuro: “Mi piacerebbe continuare il percorso accademico con una Magistrale e magari un dottorato”.
Infine, ha voluto incoraggiare gli studenti più giovani: “L’università è per tutti, non solo per i geni. Conta l’impegno, la qualità dello studio e la capacità di organizzarsi”. Grande emozione anche per Serena D’Urzo, che ha definito il premio “un enorme onore”. “Ho affrontato questo primo anno con serietà, curiosità e determinazione, vedere riconosciuto questo impegno è stato davvero speciale”, ha raccontato.
Serena ha poi aggiunto: “Questo riconoscimento rappresenta una grande motivazione per continuare a crescere sia dal punto di vista accademico sia personale”. Antonio Gaeta ha raccontato il cambiamento di percorso intrapreso dopo un primo semestre in Ingegneria Ambientale: “Avevo scelto quel Corso pensando soprattutto agli sbocchi lavorativi, ma ho capito presto che non era ciò che mi appassionava davvero”.
Successivamente si è iscritto a Scienze del Turismo a indirizzo manageriale: “La mia famiglia ha sempre lavorato nel turismo e Castellammare è una città con enormi potenzialità che spesso non vengono valorizzate abbastanza”. Antonio ha spiegato come lo studio dell’economia gli abbia permesso di leggere il mondo in maniera diversa: “Studiare economia significa capire non solo i processi economici, ma anche quelli storici e sociali che ci circondano”.
Agli studenti indecisi ha lasciato un consiglio personale: “Non bisogna aver paura di sbagliare. Le scelte vanno fatte seguendo ciò che si sente davvero dentro”. Infine, Marco Pacelli ha raccontato la propria passione per i mercati e la finanza: “Ho sempre pensato che dietro gli eventi che influenzano la nostra vita esistano logiche economiche e finanziarie precise.
Capire il funzionamento dei mercati significa capire meglio il mondo”. Marco ha descritto l’ambiente della Federico II come “molto stimolante”, sottolineando il rapporto diretto con i docenti e la disponibilità al confronto. “È un percorso impegnativo, che richiede sacrificio e dedizione, ma con costanza e impegno anche chi proviene da un liceo classico può ottenere ottimi risultati”. Ricevere il premio, ha concluso, “è stato inaspettato e rappresenta uno stimolo ulteriore a dare sempre il massimo”.
L’Open Day si è così confermato non solo come momento di orientamento e promozione dell’offerta formativa, ma anche come occasione per valorizzare le storie, i percorsi e le aspirazioni degli studenti del Dipartimento, mettendo al centro il ruolo dell’università come luogo di crescita personale, culturale e professionale.
Eleonora Mele
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