“Non perdersi nei dettagli e stabilire delle priorità”

Come affrontare Farmacologia e Tossicologia Medica, un esame ‘tosto’

Volendolo rappresentare con una figura retorica lo si potrebbe paragonare ad una montagna con, a valle, le discipline di base e, man mano che si sale, solide e specifiche conoscenze e competenze cliniche. In cima: Farmacologia e Tossicologia Medica, classico “esame tosto” a Medicina, uno degli scogli che blocca maggiormente il percorso dei futuri camici bianchi. La disciplina è divisa in due Corsi Integrati – collocati al secondo semestre l’uno del terzo e l’altro del quarto anno e coordinati rispettivamente dai professori Antonella Scorziello e Maurizio Taglialatela – in cui si trattano gli aspetti generali della farmacocinetica e della farmacodinamica, quindi come funzionano i farmaci e cosa accade quando vengono assunti, e una parte speciale riguardante lo studio e il trattamento delle varie patologie. Ma perché è così difficile? “Perché presuppone uno studio diverso oltre che solide conoscenze pregresse di chimica, biochimica, anatomia, genetica, fisiologia, patologia generale e fisiopatologia clinica”, risponde il prof. Giuseppe Pignataro, Associato in Farmacologia. Allo studente “si richiedono collegamenti tra le varie discipline. Un esempio: non si possono studiare i farmaci antiaritmici senza conoscere la cardiologia e la fisiologia del cuore”. Una cosa non da poco: “Sicuramente il programma è vasto e c’è da dire che, nel corso dei due semestri, ci sono altri esami complessi da affrontare”. Ecco perché, a parer del prof. Pignataro, seguire le lezioni diventa fondamentale: “Noi docenti diamo tante indicazioni utili: l’importante è non perdersi nei dettagli e stabilire delle priorità. Quando un bambino si approccia alla scrittura non produce subito un tema, bensì parte dalle lettere. Lo studio della Farmacologia va condotto secondo lo stesso principio: bisogna cominciare assimilando le informazioni di base, quelle che diamo in aula, per poi approfondire”, chiarisce. E infatti: “Ai primi appelli, quindi a corso da poco terminato, generalmente si registrano performance migliori. Tengo a precisare che tutti noi docenti siamo disponibilissimi ad offrire un ulteriore supporto e consiglio vivamente di sfruttare il ricevimento”. Delineata la corretta metodologia di studio e raccolto il materiale didattico che aiuta a comprendere ogni argomento in tutti i suoi aspetti, è tempo di memorizzare. Ma attenzione: Non sono d’accordo con chi considera Farmacologia uno studio esclusivamente mnemonico. È anche una questione di ragionamento. Una volta compresi i meccanismi alla base della patologia che si intende trattare, diventa più semplice capire quali sono i bersagli da colpire, i farmaci da utilizzare e i possibili effetti collaterali”. Per un medico, al di là della specializzazione, è fondamentale conoscere le caratteristiche, il meccanismo di azione, gli effetti farmacologici e collaterali delle varie classi di farmaci. E non è nulla di impossibile, il docente è ottimista. “Ora, però, resta da capire quale sarà l’effetto dello spostamento di Farmacologia I dal quarto al terzo anno, in seguito al cambio di ordinamento. Il timore è che, anticipandolo, lo studente arrivi al dunque non avendo ancora sostenuto alcuni degli esami propedeutici e senza aver acquisito tutte le conoscenze pregresse necessarie”, conclude.

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