Passeggiando in città con la Triennale

Due itinerari cittadini per studenti e non solo durante la pausa didattica

Si chiama ‘Passeggiando con la Triennale per toccare con mano diversi modi per parlare di bellezza con l’architettura’ ed ha l’obiettivo di generare nuovi momenti di condivisione, facendo visita a luoghi e architetture che, in diverse modalità, sono parte dell’enorme patrimonio della città di Napoli. È l’iniziativa promossa dal Corso di Laurea in Scienze dell’Architettura coordinato dal prof. Nicola Flora aperta a tutti gli studenti che frequentano il Dipartimento di Architettura, non solo a quelli della Triennale, e agli stessi docenti. Primo appuntamento il 9 novembre in coincidenza con la settimana di interruzione didattica del primo semestre. Quel giorno erano previste due passeggiate. La prima tra strade, vicoli ed architetture della Sanità. Luoghi dove negli anni passati ha molto operato la Fondazione San Gennaro con il supporto, in forma di terza missione, del Dipartimento.

Una passeggiata – recitava il programma della vigilia – attraverso luoghi oggi considerati imprescindibili per chi vuole conoscere Napoli e per riconoscere l’azione di riscatto costruita dalla comunità attraverso l’arte e l’architettura”. Il secondo percorso si è svolto in contemporanea al primo tra la Chiesa di Santa Maria Donnaregina, il Duomo e la Basilica di Santa Chiara. Nel primo dei due itinerari gli studenti sono stati accompagnati dai professori Francesca Iarrusso e Gianluigi Freda.
L’appuntamento davanti alla chiesa di Sant’Aspreno ai Vergini (museo Jago), per proseguire poi lungo via dei Cristallini, largo San Severo a Capodimonte, chiesa di Santa Maria della Sanità e piazza Totò. Un itinerario affascinante al quale hanno però partecipato solo due studentesse. Una delle due abita non lontano dalla Sanità, a Materdei. Si chiama Fabiana Varriale e frequenta il Corso di Laurea in Architettura a ciclo unico. “Sono venuta – ha raccontato prima che iniziasse la passeggiata – perché l’idea di conoscere più a fondo la Sanità mi affascina. Farlo in gruppo e con i docenti credo che sia un arricchimento. Mi auguro che nei prossimi mesi siano promosse iniziative analoghe, compatibilmente con gli impegni didattici”.

L’altra studentessa che ha aderito alla proposta si chiama Francesca Iaconis. Abita a Pomigliano d’Arco, studia anche lei nel Corso di Laurea a ciclo unico in Architettura: “Ho sentito parlare della Sanità da quando ero bambina attraverso i racconti di mio papà, che è cresciuto nella zona di piazza Dante, non lontano da qui. Per me bambina era un luogo magico, favoloso ed anche un po’ misterioso. Crescendo, naturalmente, sono venuta in questo quartiere più di una volta. Da sola e in una circostanza con l’Università. In particolare è successo durante il corso di Storia dell’architettura 2”.
Ha proseguito: “Quando ho letto che c’era l’opportunità di girare oggi per questo quartiere con i docenti ho aderito subito. Spero di andare via alla fine della mattinata con uno sguardo diverso sul progetto e con le idee più chiare su cosa sia migliorabile. Un architetto deve anche avere una capacità di immaginare quello che potrebbe essere il futuro”.

La prof.ssa Iarrusso ha sintetizzato con queste parole la genesi dell’iniziativa promossa dal Corso di Laurea: “L’idea parte dalla volontà del coordinatore Nicola Flora di immaginare esperienze nella città, viaggi di architettura che potrebbero essere estesi poi anche al di fuori del contesto cittadino”. Ha aggiunto: “Molti degli studenti magari non conoscono fino in fondo la Sanità e non sanno che qui da circa un decennio il Dipartimento ha svolto azioni a supporto delle attività e dei progetti della Fondazione di Comunità San Gennaro”.
Ha concluso: “Insomma, quella di oggi è una opportunità che abbiamo per raccontare un intervento diretto sul territorio ed anche le architetture che lo caratterizzano”. L’iniziativa nasce, ha sottolineato il prof. Freda, per stimolare gli studenti a vivere la città: “La Sanità è un laboratorio progettuale perché il Dipartimento si è impegnato con la Fondazione San Gennaro in una serie significativa di azioni di rigenerazione di luoghi che non avevano fama nella memoria collettiva”.

Ha accennato, tra l’altro, al progetto dell’ingresso del cimitero delle Fontanelle nel quale sono impegnati vari docenti. “È un’idea – ha raccontato – che è partita grazie ad un finanziamento di Renzo Piano. Lui ha messo a disposizione il suo stipendio da senatore a vita per azioni di rigenerazione di luoghi di diverse città italiane con tesori nascosti. Tra questi c’è appunto l’ingresso al cimitero delle Fontanelle. Ci stanno lavorando Nicola Flora, Daniela Buonanno, borsisti e studenti. Una bella cosa ed una bella esperienza per i giovani”.
L’esperienza della collaborazione tra Architettura e la Fondazione San Gennaro, ha concluso il docente, “è anche la testimonianza che si va avanti in maniera proficua se l’Università ha la capacità di ascoltare e di fare le cose con il territorio. Non vanno bene le iniziative calate dall’alto. Occorre che si abbia sempre attenzione al confronto e alla relazione con chi abita e vive le zone nelle quali proviamo come universitari a dare un contributo di idee e di proposte”.
Fabrizio Geremicca

Ateneapoli – n.18 – 2023 – Pagina 17

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