Primi esami: le domande più frequenti e qualche consiglio

Primi esami: le domande più frequenti e qualche consiglio

Quali sono state le domande frequenti al primo appello per le matricole di Giurisprudenza? La maggior parte degli studenti ha iniziato con Economia Politica in quanto sono state affrontate prove intercorso di micro e macro durante l’anno. Tra questi Diana Di Stasio, IV cattedra: “Le domande hanno riguardato per lo più le curve di domanda e offerta e i loro spostamenti, per quanto riguarda micro. Per macro, gli argomenti di punta sono stati il PIL e le curve LM e IS, con le relative traslazioni”.

Qualcun altro, invece, ha preferito sostenere direttamente l’esame orale completo. Racconta Raffaella Castellone, III cattedra: “Mi è stato chiesto Pil nominale, Modello IS-LM, Costo marginale, effetto reddito ed elasticità della domanda”.
La frequenza ai corsi ha ripagato i perseveranti che hanno seguito le lezioni tutto il semestre, come sottolinea Elisabetta Ascione, II cattedra: “Ho dato Filosofia del Diritto e, nel mio caso, ho riscontrato una bella differenza tra corsisti e non corsisti per i quali il programma era molto più lungo. Le spiegazioni del docente sono state fondamentali per preparare l’esame. Mi ha chiesto praticamente tutto, anche se con una predilezione per Croce”.

Sempre a proposito di Filosofia del diritto, racconta Riccardo Iavarone, V cattedra: “Non ci sono state delle vere e proprie domande frequenti. A me, ad esempio, è stata posta solo una domanda iniziale. Sono partito da lì e poi ho fatto un discorso che ha inglobato anche altri argomenti”. Per la III cattedra, invece, a suggerire le domande di punta è Martina Buono: “Per quanto riguarda la parte su Croce, mi è stata chiesta la differenza tra ‘norma giuridica’ e ‘norma economica’, la coazione (con riferimento a Tomasio) e la spiegazione del brocardo ‘Coacti tamen volunt’. A proposito di Kelsen, invece, cosa significa ‘teoria pura’ e le sue innovazioni rispetto al positivismo tradizionale”.
Martina ha sostenuto anche Storia del diritto medievale: “mi è stato chiesto come nascono le Università e la Scuola del commento”.

Anche Sergio Ciro Viscardi, II cattedra, ha dato lo stesso esame, “ma non è andato bene. Le domande hanno riguardato il Corpus Iuris Canonici e Grozio. Su quest’ultimo ero preparatissimo, ma ho fatto confusione sulla datazione e mi è costato caro”. Quindi suggerisce “la precisione nell’esposizione e nei riferimenti”.

Particolarmente affollate le sedute di Diritto Romano, con domande che hanno insistito fortemente sulla parte di diritto privato, con predilezione per obbligazioni e successioni. Del rimanente programma sono state toccate principalmente, come testimonia Raffaele Cozzolino, III cattedra: “il diritto di proprietà, la patria potestas, il senato, il processo e qualche accenno di storia”. Un consiglio: “andare a ricevimento, specialmente per Diritto Romano: mi è stato utilissimo per chiarire alcuni dubbi su argomenti che pensavo essere difficili ma in realtà erano molto semplici. Quando poi mi sono stati chiesti all’esame, ho saputo rispondere esaustivamente”.

Anche laddove l’esame non dovesse andare come previsto, la prima regola è non abbattersi, come suggerisce Raffaele Sollazzo, II cattedra: “il mio primo esame è stato Diritto romano e sono stato bocciato, ma mi ha fatto bene. La bocciatura non deve essere considerata come insormontabile, ma come un incidente che fa parte del percorso. Va presa come stimolo per studiare meglio e puntare al massimo all’appello successivo. Durante l’esame i docenti ci hanno messo a nostro agio e ci hanno invitato ad andare al ricevimento e sfruttare questa opportunità il più possibile”.
Giulia Cioffi

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