Qual è il tuo professore del cuore?

Qual è il tuo professore del cuore?

Gentilezza, disponibilità, passione, empatia: le qualità del corpo docente apprezzate dagli studenti

Ad un docente ci si può relazionare in modi diversi. Con ammirazione e rispetto, con distacco, con sguardo accusatorio. Volendo indagare la prima opzione, quella che auspicabilmente si vorrebbe vedere a tutti i livelli di istruzione, cos’è che colpisce l’allievo e, sedimentato, torna alla memoria, magari a qualche mese o anno di distanza? Ci riflettono un po’ di studenti di Economia, rispondendo alla domanda ‘Qual è il tuo professore del cuore?’. Ornella Orefice, Economia Aziendale, risponde senza esitazione: “Il prof. Riccardo Viganò che insegna Ragioneria ed Economia Aziendale al primo anno. Nei confronti degli studenti mostra un atteggiamento quasi paterno, comprensivo e disponibile. È una persona gentile. Apprezzato il suo metodo di insegnamento: Entra nella materia gradualmente, senza bombardare di informazioni, con esempi semplici, spesso mutuati dalla sua grandissima esperienza di professionista. E lo stesso atteggiamento lo mostra all’esame. Pone la domanda, aspetta la risposta, ci lascia esprimere liberamente e stimola il dialogo per comprendere se abbiamo effettivamente capito”. “Ed è il motivo per cui, a distanza di un anno, io ricordo ancora tutto il suo programma, aggiunge Ilenia Granato, che nomina il medesimo docente. A volte, spiega la studentessa, “sono quelle parole dette un po’ così,  per chiacchiera, a lasciare il segno. Ancora mi ricordo di una pausa dalla lezione in cui il docente volle sapere qualcosa di noi. Ci chiese il perché della scelta di Aziendale e, comprendendo la titubanza di alcuni, ci invitò ad affrontare il primo anno con serenità, senza sensi di colpa o rammarichi di sorta. Fu consolante”. Severa e molto esigente, ma “giusta”, questi gli aggettivi con i quali Chiara Calabrese, Hospitality Management, disegna il volto della prof.ssa Claudia Arena che insegna Economia aziendale nello smart tourism alle matricole: “In classe sapeva quando pretendere e quando, invece, essere gentile e comprensiva. Ora sono al secondo anno, ma ricordo ancora il clima nella sua classe. Ci metteva addosso tanta voglia di fare e di daffare, a dire il vero, ne dava eccome. Le sue lezioni erano molto pratiche, tra lavori progettuali e quiz, soprattutto utili perché forniva degli strumenti. Ad un primo anno di Corso ci ha insegnato ad analizzare un bilancio di una società quotata”. Accenna simpaticamente all’abitudine della docente di “parlare parecchio e parecchio velocemente, ma io per il suo esame non ho praticamente avuto bisogno di aprire il libro. Gli appunti  erano diventati il manuale stesso. La prof.ssa Arena si impegna e, a sua volta, apprezza l’impegno quando lo vede nei suoi studenti”. Giudici dagli occhi indagatori, essendo lì per imparare, dall’altro lato della cattedra gli studenti cercano di mutuare dal docente quanto più possibile. E allora non sfugge nemmeno il sorriso accennato nominando un argomento in particolare o il lampo di soddisfazione negli occhi alla domanda più attesa. “Il punto – spiega Valerio Fusco, Economia e Commercio –è la passione per la  materia e il desiderio di condividerla. E credetemi quando dico che ce ne accorgiamo”. Preoccupato di far torto a qualcuno, tituba un po’ nel nominare un docente in particolare e infatti alla fine non riesce a decidersi tra due nomi: Marco Gherghi, di Statistica, e Marco Pagnozzi, di Microeconomia e complementi di microeconomia, due materie niente affatto facili. Pur spiegando sempre gli stessi argomenti, ogni anno, ad ogni coorte, si percepisce un’adesione alla loro disciplina come utile strumento di analisi e di indagine. Ecco, la loro passione mi ha ricordato perché ho scelto Economia e come, un domani, vorrei essere da professionista nel mondo del lavoro”. Ha colpito nel segno anche la passione della prof.ssa Emilia Di Lorenzo.

Lo testimonia Maria Francesca Luise, Economia delle Imprese Finanziarie: Insegna Matematica finanziaria, bella tosta. Grazie a lei sono riuscita a capire la distribuzione normale perché finalmente, a furia di esercizi, mi ha ricondotto all’osso della teoria aiutandomi a capirne il senso e quindi l’utilità”. Dote sempre apprezzata: La disponibilità. La prof.ssa Di Lorenzo è sempre pronta a fermarsi alla fine della lezione o a vederci al di fuori degli orari di ricevimento. Ci fa sentire accolti, annullando la distanza tra uno studentello alle prime armi e un docente universitario e ricercatore, la cui figura ci sembra così in alto da mettere in soggezione”. Anna Alvino, medesimo Corso, ricorda con piacere il prof. Riccardo Martina di Microeconomia e complementi di microeconomia e i suoi esempi concreti spesso piuttosto divertenti. In particolare, una volta nacque una simpatica discussione a proposito dei prezzi e della tendenza delle persone a dividere l’antipasto al ristorante credendo di poter spendere di meno. Ora so che non è così”. Ormai entrati all’Università, pronti ad assumersi la responsabilità di apportare un contributo alla società con le proprie azioni, “il prof. Martina a lezione parlava spesso della necessità di considerare la cultura come esperienza ampia e diffusa, non limitata ai soli concetti specialistici del nostro percorso. Credo ne facesse una questione di condotta personale e professionale. E in fondo l’Università deve trasmetterci anche un’etica del lavoro”. Medesimo insegnamento, docente diverso. “Mi è piaciuto tanto il prof. Antonio Acconcia, confessa Giorgia Pia Comanzo, Economia Aziendale. Ne spiega le ragioni: “Lui è il tipo di professore che non va avanti se non sente la partecipazione della classe e le nostre domande. Ti tiene sveglio, diciamo”. Apprezzata la sua ironia per stemperare la tensione:Per spiegarci la propensione al rischio ha tirato in ballo noi e le nostre prove intercorso, arrivando a dimostrare come tutti avessimo ipotizzato di aver preso un voto inferiore a quello reale. A noi sembrava scaramanzia, invece il tutto ha una spiegazione scientifica!”.

Chiude Salvatore Bryant, Economia delle Imprese Finanziarie, con la prof.ssa Nadia Di Paola, docente di Economia e gestione delle imprese: “Giovane, per nulla didascalica, simpatica, sempre attenta all’attualità, ci ha invitato spesso a riflettere su temi come ecologia e consumismo, attinenti al suo programma, ma con una visione generale”. Viene da chiedersi, con un pizzico di malizia, se e quanto abbia pesato su queste considerazioni l’andamento dell’esame. Tutti promossi a pieni voti, siamo in un range tra il 27 e il 30, gli studenti sottolineano però “come non conti il voto, bensì la predisposizione alla materia favorita dal bravo docente in cattedra”.

Carol Simeoli

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