“Qui un posto bene o male lo si trova”

“Qui un posto bene o male lo si trova”

Gli studenti sulla sede di Via Nuova Agnano

È un lunedì mattina ventoso questo 27 marzo che accoglie gli studenti di Ingegneria a Via Nuova Agnano. In attesa dell’inizio delle prime lezioni si fermano a chiacchierare nel giardino interno del pian terreno o sui gradoni che conducono al primo piano. “Stamattina fa un po’ freddino – dice Salvatore Buonocore, terzo anno di Ingegneria Informaticavisto che la sede alterna nella stessa struttura spazi di lavoro e spazi scoperti. Ma d’estate, con il sole, si sta benissimo”. L’affluenza sembra non aver raggiunto ancora il picco massimo. “La sede di Agnano – spiega Vincenzo Alaia, terzo anno di Ingegneria Aerospazialeè una comunità non piccola, ma comunque abbastanza contenuta. Seguono soprattutto il secondo e terzo anno di alcune Triennali e diverse Magistrali ed è un po’ meno congestionata di altri plessi. Marzo comunque è mese di esami, quindi non tutti stanno seguendo assiduamente”. “Pur soffrendo della tipica carenza di spazi studio che affligge l’Ingegneria tutta, qui un posto bene o male lo si trova, commenta la sua collega Virginia Cardiello. Tablet alla mano, si sta sistemando nell’aula studio del primo piano, tranquilla e ben illuminata, “purtroppo l’unica. Poi c’è la biblioteca, dove però bisogna studiare in silenzio, e che oltretutto chiude presto, martedì e giovedì alle 16.30 e gli altri giorni alle 14.30. Un po’ scomodo perché noi rimaniamo all’università fino a tardi”. A qualche tavolo di distanza Marcella Maiocca, studentessa di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio al terzo anno, sta consultando un voluminoso quaderno di appunti di Idraulica: “Seguo a via Claudio, ma per ripetere preferisco venire qui. Se l’aula studio è occupata basta consultare la nostra piattaforma per gli orari EasyAcademy e cercare le aule libere da esami e lezioni, anche se spesso i docenti non le prenotano e quindi alla fine tocca andar via”. Racconta di essere in un periodo di riflessione: “La mia esperienza universitaria è stata positiva, forse troppo teorica più che pratica. Ora mi sono un po’ bloccata con gli esami, ad un certo punto ho perso la concentrazione, e mi tocca recuperare”.

I contro: Impianti audio e parcheggio

I pro descritti finora dagli studenti, come c’è da aspettarsi, sono controbilanciati da diverse criticità. Sorto a Bagnoli come terzo polo di Ingegneria, inaugurato poco più di vent’anni fa, “il complesso andrebbe già aggiornato”, fanno notare Francesca Coppola e i suoi amici, matricole di Ingegneria Informatica. Spiegano: Nelle aule gli impianti audio danno sempre qualche problema e spesso i microfoni non si collegano. Un’aula al primo piano (la I.A.4, n.d.r.) non ha nemmeno i banchetti, ma solo delle sedie affastellate insieme. Non abbiamo prese elettriche a cui collegare i dispositivi, che in un’intera giornata si scaricano, e anche il wi-fi latita”. Impegnati con Fisica II e Calcolatori elettronici, in sede trascorrono l’intera giornata. Ed è immancabile una considerazione sui mezzi di trasporto: “In teoria la zona sarebbe ben servita, peccato che la Cumana non passi mai. O meglio, come al solito bisogna indovinare gli orari delle corse. A volte si lascia prima la lezione proprio per arrivare in tempo e, niente, si rimane ugualmente a piedi. A pomeriggio inoltrato, dopo un’intera giornata, è insopportabile”. È Federica De Cicco, Magistrale in Ingegneria Gestionale, ad approfondire il discorso sollevando un problema che, come emerge anche dalle chiacchiere con altri studenti, è profondamente sentito: “Il parcheggio. Non possiamo utilizzare quello interrato perché è per i docenti. Non sappiamo mai dove lasciare le auto e abbiamo pure la Municipale a due passi”. La prende con un certo spirito: “Un po’ di tempo fa, all’improvviso, mentre stavamo seguendo, è partito un annuncio per avvisarci di andare a spostare i nostri mezzi perché stava arrivando il carroattrezzi. Io, dopo l’ultima multa, mi arrangio con il treno”. La studentessa è seduta nel giardino interno in attesa di una lezione. Mentre parla nota un cagnolino che gironzola tra gli alberelli (e altri sono al guinzaglio nell’area verde ‘Antonio Attanasio’ antistante l’ingresso principale). “Il contesto ricorda un po’ Piazzale Tecchio, per quanto decisamente meno urbanizzato”, commenta Silvia Capitozzo, altra studentessa Magistrale in Ingegneria Gestionale. Dice: “Di fatto siamo all’interno del quartiere, ma lo sfioriamo a tratti. Al massimo, per arrivare in sede dalla linea 2, passiamo per un reticolo di stradine abitate che di sera è privo di illuminazione e non sembra molto raccomandabile, soprattutto in inverno quando il sole tramonta presto. Che io sappia però non è mai accaduto alcunché di male e in zona si mangia una buona pizza”.

Troppe cicche a terra

Altro luogo di integrazione è il Parco pubblico Totò nelle adiacenze, “dove a volte andiamo a passeggiare e a prendere il sole. È proibito entrare con i panini, però abbiamo scoperto che l’acqua è potabile”, ancora Federica. Da un confronto con il gruppo delle due ragazze, intanto riunitosi, emergono altre note dolenti dell’ultim’ora. “Com’è che alle 8:00 del mattino manca il caffè alle macchinette? – si domanda Andrea Già sono poche, soltanto due, e non funzionano nemmeno a dovere. Al bar, che tra le altre cose chiude alle 15:00 precise, a volte lo servono un po’ bruciacchiato e neanche la mensa è invitantissima con tutti quei piatti al sugo. I cornetti, invece, sono buoni. Altro problema riguarda i cestini. Ce ne sono per la carta e la plastica, ma non sappiamo dove buttare i mozziconi di sigarette che poi, puntualmente, finiscono a terra”. Ed effettivamente, anche ad un’occhiata superficiale, pur nel complesso della pulizia generale degli ambienti, le cicche non passano inosservate. Il gruppo si allontana con un ultimo commento: “Gli studi di Ingegneria sono prestigiosi, sono Corsi che valgono. Ma ci vorrebbero più esperienze in azienda e una maggiore elasticità nella convalida degli esami in Erasmus per i quali spesso vengono richieste ulteriori integrazioni al rientro. È un peccato perché l’impressione è che manchi sempre qualcosa”. Sulla stessa lunghezza d’onda Matteo Sommella, Magistrale in Ingegneria Biomedica. In una pausa da una lezione di Circuiti e sistemi elettronici per applicazioni biomedicali rimarca “la preponderanza della dimensione teorica dei nostri studi. Di laboratori ne vediamo ben pochi, e quelli che abbiamo qui hanno computer vecchiotti, mentre per fortuna è accentuata la dimensione progettuale degli esami. Chiara Caroprese e la sua amica Sabrina, matricole di Ingegneria Biomedica, si considerano ancora in fase esplorativa: “Abbiamo seguito il primo semestre in via Claudio. Non conosciamo bene la sede di Agnano, frequentiamo solo le aule delle lezioni e un poco l’aula studio”. Al momento “seguiamo Analisi II, mentre per Algebra e Geometria non c’è ancora un docente fisso e si stanno alternando più professori. Il carico didattico è commisurato ad un Corso in Ingegneria, ma tanto dipende dai docenti, dal loro modo di spiegare le diverse materie e da come si affrontano le esercitazioni e le altre prove in aula”. Lorenzo Del Vecchio, terzo anno di Ingegneria Aerospaziale, ha in semestre Affidabilità e qualità ed Elettrotecnica, “dal lunedì al giovedì, alternando mattina e pomeriggio. Ci sarebbero anche gli esami a scelta, ma non mi sto interessando perché sono rimasto un po’ indietro. Tuttavia sono contento. Aerospaziale mi piace e così Agnano. Ci sono quasi tutto il secondo e il terzo anno del mio Corso ed è come ritrovarsi tra amici”.
Carol Simeoli

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