Cataldi: “credo di lasciare un Dipartimento in buono stato di salute”

Cataldi: “credo di lasciare un Dipartimento in buono stato di salute”

Passaggio di testimone al timone di Scienze Umane e Sociali

“Sono molto soddisfatto di questi quattro anni. Ho lavorato in piena armonia e in un clima di grande collaborazione con il Rettore e i miei due omologhi (i Direttori Andrea Manzo e Maria Carmela Laudando, ndr). Questo ha portato frutti importanti: il reclutamento di colleghi e passaggi di carriera attraverso procedure mai chiuse in sé stesse, ma sempre frutto di confronto e nell’interesse di tutti per capire cosa servisse all’Ateneo”. Si congeda così il prof. Giuseppe Cataldi dal ruolo di Direttore di Scienze Umane e Sociali (resterà in carica fino a fine anno, a compimento dei quattro anni di mandato). Che per L’Orientale è stato figura di riferimento nel regolare gli equilibri interni e nella gestione della macchina dipartimentale: tuttora professore ordinario di Diritto internazionale, già Direttore di Scienze sociali dal 2002 al 2005 – dunque, prima della riforma Gelmini che abolì le Facoltà – e Prorettore Vicario dal 2008 al 2014.

Al successore, il prof. Paolo Wulzer, suo vice a Palazzo Giusso dal 2020, l’invito ad “interpretare certamente a modo suo il ruolo” ma soprattutto ad “essere aperto, altruista e ad avere spirito di servizio; spero gli sia servita l’esperienza come mio secondo”. Poi aggiunge: “Lo conosco bene: ha passione ed equilibrio, caratteristiche indispensabili per questa carica”. Nel ringraziare tutti, Cataldi si lascia andare anche a qualche critica sull’interpretazione del ruolo che si appresta a lasciare.
Nessun nome, eppure la stilettata sembra avere un destinatario (o forse più) non meglio identificato: “ho avuto la fortuna di ottenere grande consenso. Tutti si sono affidati a me e mi hanno manifestato gratitudine e riconoscenza. D’altronde alla mia età la soddisfazione è lavorare per gli altri, non certo per sé stessi. Se si ritiene di avere lo spessore necessario per essere professori universitari, non ci si può limitare al proprio orticello; in tal caso meglio farsi da parte. Al contrario, un Direttore deve agire nell’interesse di tutti e interpretare la volontà collettiva”.

Il conferimento della Laurea honoris causa a Vinicio Capossela e la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione degli 80 anni delle Quattro Giornate di Napoli, “l’apoteosi del mio mandato, quanto a iniziative culturali”, dice con orgoglio, “certamente si è trattato di due eventi di Ateneo, ma hanno coinvolto soprattutto il Dipartimento che dirigo”. Immancabile, poi, il riferimento agli studenti: “al di là di episodi di ovvia difficoltà, posso dire di aver avuto con loro un rapporto ottimo, anche grazie alla presenza fresca di docenti giovani”. E questi ultimi sarebbero stati il punto forte del suo mandato: “sono contento di avere realizzato un turn-over generazionale portando dentro, grazie al Pnrr e altri finanziamenti, giovani ricercatori molto promettenti e pieni di entusiasmo”.
Al contrario, resta irrisolto il problema della fatiscenza di Palazzo Giusso: “La nostra sede è splendida, ma essendo antica ha bisogno di manutenzione continua: bisogna ammettere che è un fardello pesante da sopportare”. Così come una certa lentezza della macchina amministrativa: “Non è certo colpa del personale, che è eccezionale. Forse è più un problema di impostazione, sul quale il Direttore Generale (Giuseppe Festinese, ndr) sta mettendo mano. Speriamo che i prossimi concorsi migliorino la situazione. Il pensionamento di persone esperte negli ultimi anni ci ha condizionato non poco.

Non ci si può certo dimenticare, ripercorrendo gli anni di gestione Cataldi, l’inizio funestato dal Covid-19. “Quello è stato di sicuro il momento più complesso. Non era facile in quel contesto riuscire a mettere a sistema le lezioni on-line, la presenza in studio, le certificazioni varie. Ad ogni modo, credo di lasciare un Dipartimento in buono stato di salute”. Su cosa voglia fare da grande, il docente sembra avere le idee chiare: “entro fine anno dismetterò anche i panni di Presidente della Commissione nazionale scientifica al ruolo di professore associato e ordinario per la materia di Diritto internazionale. Quindi da gennaio, con tutta tranquillità, tornerò a dedicarmi alla ricerca, allo studio, all’insegnamento e alla consulenza. Insomma, al Diritto internazionale”.

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