Il Rettore: “Il mio sogno è unificare la biblioteca in posto unico”

Lezioni, si riparte in presenza

Una manifestazione di interesse di 6 milioni di euro per l’acquisizione di una struttura nel centro storico, una convenzione con Architettura della Federico II per l’idea tutta da verificare di centralizzare in un unico edificio la biblioteca universitaria e non solo. Ancora: nonostante la possibile contrazione degli iscritti, le prospettive sulla gestione degli spazi per l’anno che sta per cominciare – esami orali e sedute di laurea tornano definitivamente in presenza – saranno di sofferenza, con tutta probabilità. L’Orientale, le cui lezioni prenderanno il via il 27 settembre (22 e 23 giornate di orientamento per studenti in entrata), riapre i battenti. Il Rettore Roberto Tottoli, sulle pagine di Ateneapoli, affronta le questioni principali che riguardano l’Ateneo, tra sfide vecchie e nuove. Prima, però, un messaggio di commiato per la scomparsa del Professore Emerito Franco Mazzei, venuto a mancare il primo settembre a Bruxelles. “Beh, non solo è stato un caro amico e collega di Dipartimento, ma sicuramente una delle figure più prestigiose de L’Orientale, la cui bandiera ha tenuto alta anche nel suo ultimo viaggio in Giappone. Come studioso è partito dalla filologia per finire sulla contemporaneità e su studi internazionali, orizzonti che ben rappresentano tutte le nostre competenze. È una perdita pesantissima, senza dubbio avrebbe potuto svolgere il ruolo di Rettore e ricoprire cariche di vertice per rappresentare la nostra Università”.

Didattica: “Abbiamo confermato la nostra offerta didattica, al di là di una revisione relativa ad alcune classi di laurea e crediti relativi all’insegnamento che però partirà dall’anno prossimo. Confermiamo le sei Triennali e le nove Magistrali. Aggiungo che, con il nuovo Direttore Generale Giuseppe Festinese (entrato in servizio a gennaio scorso, ndr) da qualche mese si sta procedendo per far fronte ai pensionamenti degli amministrativi e all’espansione del corpo docente”.

6 milioni di euro per un nuovo immobile

L’Orientale è intenzionato ad acquistare un immobile multifunzione da destinare ad attività didattiche, ricerca e ospitalità. L’investimento sarebbe di 6 milioni di euro. È un punto di svolta per la questione spazi?

“Stiamo avanzando velocemente, per quanto lo permettano le procedure di un ente pubblico. Però il processo è lungo, perché bisogna valutare le offerte, chiedere ad un perito di verificare, poi al demanio, al Ministero dell’Economia di valutare il prezzo. Io sono molto fiducioso, ma di sicuro non sarà disponibile nel giro di un anno accademico”.

Nella manifestazione di interesse si parla di una struttura che nelle idee dovrebbe raggiungere i 2500 mq. C’è già un piano per la suddivisione degli spazi?

“Questo va combinato con un’altra manifestazione di interesse. Sicuramente servirebbero più delle 50 aule che abbiamo ora. Un incremento del 50 per cento ci metterebbe al riparo dai problemi. La vera questione è che, data la realtà del centro storico, ci mancano aule grandi. Sia per le lezioni che per le altre attività”.

In gioco c’è anche una seconda manifestazione di interesse. L’Ateneo vorrebbe affittare per 68 giorni (per il primo semestre) aule studio di circa di circa 100, 200 posti a sedere. Sono già state individuate? Darebbero respiro alla gestione dei tanti iscritti?

“In questo caso si tratta di un rinnovo di spazi già utilizzati. È necessario riprendere in affitto un’aula restaurata dell’Ordine degli Ingegneri, in zona Banchi Nuovi, e l’aula Anmig, a nostra disposizione da anni. Siamo poi in fase di messa a posto di uno spazio in centro che comprende quattro, cinque aule di non grosse dimensioni pronte per il secondo semestre. In generale, mi sento di dire che l’eventuale acquisizione di almeno uno, due spazi più ampi richiederà una riorganizzazione complessiva. Il mio sogno è unificare la biblioteca in posto unico. Tra l’altro siamo alle firme per una convenzione con Architettura della Federico II”.

Di che si tratta?

“Ci sono alcune proposte su come riequilibrare gli spazi che sono al vaglio dei tecnici. Ora bisogna capire quali sono le strutture e come organizzarle. Speriamo di avere almeno due luoghi consistenti: in uno magari centralizzare la biblioteca, in un altro dare sfogo alle altre attività universitarie”.

Dallo scorso giugno tutti gli esami orali si svolgono in presenza mentre gli scritti restano online. Conferma queste disposizioni? Avranno luogo in sede anche le sedute di laurea? Come affronterete le difficoltà relative agli spazi?

“Sì, confermo tutto, anche le sedute saranno in presenza. Sugli spazi, ovviamente, l’Ateneo starà attento a supportare la frequenza con altre forme se necessario, ma la didattica mista non ci sarà più”.

Esiste un piano per evitare che tanti studenti siano costretti a seguire le lezioni in piedi per mancanza di posti a sedere?

“Io spero non accada. Se dovessimo avere indicazioni di criticità, agiremo per limitare il problema”.

Laboratori e attività extracurriculari?

“Dipenderà dall’organizzazione dei singoli Corsi. La parola d’ordine, però, è tenere tutto in presenza. Magari per alcuni Master e laboratori si potrà agire diversamente. Ad ogni modo si valuterà caso per caso”.

Si aspetta un incremento o un calo degli iscritti?

“Come tutti gli Atenei, ci aspettiamo un calo. Fino alla pandemia abbiamo avuto tassi di crescita poco sostenibili per noi. Tuttavia già l’anno scorso abbiamo registrato un -10%, accadrà lo stesso anche stavolta con tutta probabilità. Viaggiamo sui 3mila iscritti. Dobbiamo anche tenere presente che abbiamo 240 docenti, quindi siamo già fuori parametri”.

Claudio Tranchino

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