“Una scelta che rifarei senza alcun dubbio”

“Una scelta che rifarei senza alcun dubbio”

Lorenzo, 20 anni, allievo della Scuola, racconta…

Lorenzo Benedetto ha 20 anni, è iscritto al secondo anno della Triennale di Ingegneria aerospaziale alla Federico II e, contemporaneamente, sta portando avanti un percorso di ulteriore approfondimento nell’area scientifica della Scuola Superiore Meridionale. Tra progetti per il futuro, sui quali preferisce non sbottonarsi, la gestione dei carichi imposti da una richiesta di alto rendimento che ha generato difficoltà soprattutto al primo anno, e l’esperienza del vivere assieme ai colleghi negli alloggi della SSM, il giovane allievo si racconta ad Ateneapoli. A partire da un elemento dal quale si dispiega tutto il resto: “una forte passione, questo è il mio vero motore. Mi spinge ad ampliare le mie conoscenze ben oltre i voti”.


La prima curiosità che Lorenzo snocciola riguarda la differenza tra le lezioni universitarie e quelle della Scuola. “Nel secondo caso i corsi potenziano molto le competenze. Il carico è diverso, perché è tutto molto più condensato e talvolta anche complicato da digerire, ma alla difficoltà corrisponde un interesse altrettanto forte”. Casca a pennello un aneddoto relativo alle lezioni seguite al primo anno, di Fisica I: “Durante le spiegazioni mi capitava di aver a che fare con argomenti molto tosti, a tratti difficili da afferrare, ma ne uscivo ancora più appassionato di prima”. Non solo, ancora sullo stesso esame, l’allievo parla di “esercizi che svolgevamo assieme ai docenti che avevano un’intrinseca capacità di creare modelli adeguati alla realtà. Cioè, erano semplici di per sé, ma assolutamente risolutivi per situazioni complesse e reali”. Per stare al passo con esami e lezioni di entrambi i percorsi, però, ai ragazzi è chiesto un grande sforzo: continuità, media che non può scendere sotto il 27, scadenze non differibili. Tutto per la cosiddetta eccellenza, concetto ambiguo a dire il vero. E infatti Lorenzo non nasconde che una dose di stress con la quale fare i conti esiste: “Ora sono molto più maturo e riesco a gestire i carichi, ma al primo anno non sapevo bene cosa mi aspettasse, infatti le difficoltà non sono state indifferenti. In particolare, magari si potrebbe far slittare la scadenza di settembre al mese successivo, per non provocare altro stress. Si tratta comunque di esami molto pesanti, però, ripeto, trovo tutto molto interessante e lo faccio con grande piacere”.


Alla fine della fiera, giunto al suo secondo anno di Scuola, il ventenne si ritiene “molto contento”, è una “scelta che rifarei senza alcun dubbio”. I motivi, oltre a quelli appena esposti, riguardano la dimensione esperienziale che l’Istituto regala ai suoi allievi. “Non si tratta solo di alta formazione, ma di un contesto che dà una forte spinta alla crescita personale. Vivo con i miei colleghi, e ritengo fondamentale questo stare assieme, mi confronto con persone che studiano argomenti simili e diversi ai miei. Cioè, avverto sensibilmente la commistione di aree e saperi”.
Claudio Tranchino

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