“Empatica connessione e desiderio di aiutare il prossimo”, la motivazione dell’aspirante psicologo

Con l’aumento dei fattori ambientali responsabili del disagio psichico, c’è necessità dello sviluppo di competenze adeguate. E Scienze e Tecniche di Psicologia cognitiva, Corso di Laurea che attrae un considerevole numero di diplomandi ogni anno, risponde a questa esigenza. Il prof. Gennaro Catone, curatore della lezione orientativa del 28 febbraio (in seconda sessione), nell’illustrare il percorso di studi partirà dalla spiegazione del termine Psicologia clinica, disciplina che si colloca nell’ambito “del setting sanitario. Lo psicologo clinico è infatti colui che si occupa della prevenzione del benessere della qualità di vita, della valutazione dei comportamenti a rischio e anche della motivazione e del sostenimento della persona”. Successivamente terrà “un focus sulla Psicopatologia, branca, oltre che della Psicologia clinica, anche della Psichiatria e della Neuropsichiatria infantile, che studia e classifica i disturbi mentali grazie a criteri diagnostici e ad una nosologia definita”. Inoltre, la Psicopatologia mira “alla comprensione degli stati patologici attraverso l’indagine di cause, in modo che sia possibile mettere in campo opportuni trattamenti di cura”. Due esempi quanto mai attuali: l’anoressia nervosa, un disturbo psichiatrico cronico con la più alta percentuale di morte e il cui esordio precoce può manifestarsi già nella preadolescenza” e le psicosi, gravi disturbi psichiatrici o neuropsichiatrici”. Per entrambi i casi verranno presi in esame i fattori di rischio come “pressioni socioculturali, stress, bullismo e cyberbullismo. Cause che si sommano però sempre ad una condizione di estrema fragilità del soggetto colpito”. L’ultimo aspetto trattato sarà il risultato di “varie ricerche condotte nella città metropolitana di Napoli su adolescenti di scuole secondarie di primo e secondo grado”. Una prima, basata “su questionari dedicati alla stima dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo evidenzia un 13% di episodi di cyberbullismo (“il lato oscuro degli effetti delle nuove tecnologie sui più giovani”), l’11% di vittimizzazione, il 5% della perpetrazione di atti di bullismo. La seconda, invece, ha avuto come analisi “l’aumento fra i ragazzi dell’insorgenza di sintomi ansiosi e depressivi durante il primo lockdown dovuto alla pandemia di covid 19 (marzo-maggio 2020)”. I risultati dell’indagine, realizzata in collaborazione con l’Ospedale Santobono e l’Università Luigi Vanvitelli,dimostrano un aumento del 47% della sintomatologia ansiosa e del 14% di quella depressiva”. Analizzare questi dati risulta essenziale per accrescere negli studenti quel senso “di empatica connessione e di desiderio di aiutare il prossimo. Forma di motivazione essenziale per chiunque aspiri ad esercitare la professione di psicologo”.

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Ateneapoli – n.03 – 2024 – Pagina 33

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