Discriminazione nei confronti della comunità Lgbti+: “una battaglia che va condotta quotidianamente”

Evento a Scienze Sociali promosso nell’ambito di UniDiversity, progetto europeo che mira all’inclusione in ambito accademico

Scienze sociali in prima linea contro omofobia, transfobia e bifobia. Il 17 maggio, nella sede di vico Monte di Pietà, il Dipartimento ha organizzato una lunga giornata a difesa delle comunità Lgbti+ attraverso discussioni, stand informativi e iniziative che hanno coinvolto l’intero apparato universitario: docenti, studenti e personale amministrativo, per un totale di circa 80 persone. L’evento – promosso nell’ambito di UniDiversity, progetto europeo che mira all’inclusione in ambito accademico – ha coinciso con l’omonimo appuntamento internazionale riconosciuto da Onu e Ue che, con cadenza annuale dal 2004, tenta di sensibilizzare sul tema. Ben 7 ore di programma, che hanno visto protagonisti l’Osservatorio Lgbt, impegnato da almeno dieci anni sulla questione sotto la direzione del prof. Fabio Corbisiero, gli avvocati e i ricercatori di Rete Lenford, associazione che si dedica alla tutela dei diritti delle persone omosessuali, bisessuali, transessuali ed intersessuali. I tutor, per conto del Dipartimento, sono stati il prof. Pietro Maturi e la prof.ssa Amalia Caputo, che ha spiegato: “Si è trattato di una giornata di formazione e inclusione nei contesti universitari. Ai 45 studenti partecipanti (50 i posti riservati per loro e solo per le Triennali più il riconoscimento di un credito formativo, ndr) abbiamo chiesto di esprimere la motivazione che li ha spinti a partecipare. Una buona parte ha comunicato la volontà di conoscere meglio i temi legati alle comunità lgbti+, mentre un nucleo più ristretto aveva l’intenzione di approfondire”. Ma i ragazzi del Dipartimento non sono stati solo ascoltatori: l’iter ha previsto al mattino i confronti con gli ospiti di turno e dei laboratori dedicati esclusivamente al corpo studentesco nel pomeriggio. “Noi abbiamo molte ragazze e ragazzi che si riconoscono nel mondo lgbti+, e proprio per questo sono stati parte attiva. تنزيل لعبة الروليت Ad esempio, per l’Udu, Fabio De Filippo e Antonio Auriemma hanno raccontato come la rappresentanza studentesca affronti i temi legati alla discriminazione”. 

Prima dei ragazzi, però, gli ospiti sono stati tanti, di altissimo livello, tutti pronti a sviscerare le mille sfaccettature legate al problema dell’omotransbifobia. Dopo i saluti istituzionali della prof.ssa Marina Marino, Vicedirettrice del Dipartimento, è stato il turno di Carmine Urcioli,un nostro ricercatore e giornalista che attualmente si trova in Armenia, dove viene impedito di usare il termine gay”. Dall’Armenia all’Italia, si potrebbe dire, basta poco: l’avv. Marco Geremia, afferente al Foro di Perugia e membro della Rete Lenford, ha illustrato a che punto è il nostro Paese dal punto di vista normativo. La giurisprudenza segue ciò che accade nella realtà, tuttavia il percorso, per noi, è ancora molto accidentato. Ad ogni modo, Geremia ha fatto una panoramica sulla discriminazione in quanto tale, che esiste a prescindere dalle categorie”, aggiunge Caputo. Non poteva mancare all’appuntamento la prof. العاب اون لاين مجانا ssa Antonella Liccardo che, in qualità di delegata del Rettore per il Bilancio di genere, ha raccontato alla platea tutte le iniziative che da anni il mondo federiciano porta avanti nella direzione dell’inclusività. “Le azioni che il nostro Ateneo sta compiendo per un rapporto più egualitario tra uomini e donne sono tante e tutte sostanziali – racconta Caputo – la questione riguarda certamente il corpo docenti, così come gli studenti. Esistono ancora molti Corsi di Laurea a vocazione principalmente maschile e beh, sappiamo che questo dato è imposto solo dal contesto sociale e nulla ha a che fare con le predisposizioni naturali”. Al prof. Pietro Maturi, membro dell’Osservatorio Lgbt e linguista, è toccato il compito di chiarire il peso della lingua nelle relazioni sociali con chi si ritiene appartenente a questa comunità. “Devo dire che è stato davvero interessante perché si è capito quali sono i termini da evitare e soprattutto come rivolgersi a chi magari non si riconosce nel sistema binario uomo-donna. Può essere tremendo l’utilizzo di alcune parole a sproposito”. A chiudere la prima parte, lasciando poi spazio ai laboratori, è stato il dott. Salvatore Monaco, ricercatore all’Università di Bolzano, che ha dettagliato il peso e l’importanza del progetto europeo interuniversitario UniDiversity, soffermandosi “sulle evidenze empiriche e sui dati emersi”. Un confronto che apre al futuro, perché la ricorrenza del 17 maggio è solo un momento in cui tirare le somme di quanto si è fatto e di quanto si farà. شرح لعبة بينجو Ad ottobre ci sarà un importante convegno in Dipartimento che tratterà ancora più nello specifico i risultati di UniDiversity. Sarà una sorta di guida per le pratiche inclusive”,conclude Caputo, che poi ribadisce l’impegno costante dell’Osservatorio “a livello accademico, dove, al di là di qualche pubblicazione autorevole, non c’è molta traccia di questi temi. Noi invece promuoviamo tirocini intramoenia, collaboriamo con enti pubblici, in particolare con il Comune di Napoli. Negli anni abbiamo ripreso la mappa ILGA integrandola di elementi sociologici. Senza dimenticare che siamo con e nelle scuole a parlare di discriminazione nei confronti della comunità Lgbti+”. Una frase racchiude il senso di tutto:Questa è una battaglia che va condotta quotidianamente.

Claudio Tranchino

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