Acquisti solidali per Natale: l’invito della prof.ssa Mariniello, volontaria di Emergency

Legato alla sua borsa c’è lo ‘straccetto di pace’, un lembo di tessuto bianco con il logo rosso di Emergency, simbolo del rifiuto delle guerre e dell’impegno per la costruzione di una cultura, appunto, di pace. Un simbolo della ONG costruita da Gino Strada, “a cui tengo tantissimo perché rappresenta la vocazione di chi desidera rendersi utile, ben sapendo che aiutare gli altri, in fondo, significa aiutare un po’ anche sè stessi”. Una premessa doverosa sulla scia della quale la prof.ssa Loredana Mariniello, che insegna Biochimica all’Università Federico II, racconta della sua attività di volontaria Emergency: “Il 25 novembre – è subito sul pezzo, con entusiasmo – con il Gruppo di Napoli, in via Duomo, al numero 232, abbiamo inaugurato il negozio dedicato all’acquisto solidale di regali per il periodo natalizio. Magliette, tazze, agende, borse, penne, biscotti, spezie e prodotti alimentari di aziende biologiche e sostenibili, ne abbiamo davvero per tutti i gusti. E non dimentichiamo il panettone, che si può prendere in negozio oppure ordinare. Io ne ho già prenotati diciassette per i miei colleghi di Dipartimento!”. La fa sorridere l’idea di aprire la sua vocazione al mondo universitario (insegna a Biotecnologie Biomolecolari e Industriali, al Dipartimento di Scienze Chimiche, e a Tecnologie Alimentari, ad Agraria), di poterla condividere anche con i suoi studenti, “molti dei quali sono sulla mia stessa lunghezza d’onda e – scherza – precettati all’acquisto dei panettoni!”. Proprio la docenza l’ha abituata al dialogo con un pubblico ampio e variegato: “Io sono una chiacchierona e non vedo l’ora di prendere posto allo shop. L’interazione con le persone è importante, ci dà l’opportunità di trasmettere il nostro messaggio e i valori in cui crediamo”. Alla realtà di Gino Strada, la prof.ssa Mariniello si è avvicinata qualche anno fa: “All’inizio l’ho sostenuta con delle sottoscrizioni poiché ne condivido l’etica e la mission. Strada l’ho anche conosciuto in occasione di un incontro organizzato proprio alla Federico II, una persona eccezionale, con un vissuto molto forte. E, quando l’anno scorso è venuto a mancare, ho sentito che potevo dare di più”. La docente è stata coinvolta in diversi progetti. Dall’allestimento del negozio natalizio all’organizzazione di una lotteria “che si è tenuta a settembre, in cui abbiamo messo in palio beni materiali e immateriali, come un’escursione, una lezione di yoga della risata, ma anche una bici elettrica e dei prodotti a chilometro zero”. E, un po’ più a ritroso, ricorda ‘Nessuno Escluso’ “che sosteneva gli indigenti attraverso l’invio di pacchi con generi alimentari e prodotti per la pulizia, beni di prima necessità insomma. Io mi sono occupata proprio della composizione dei pacchi, un lavoro manuale, umile e pieno di significato. Ho collaborato con tante persone diverse, dai più giovani ai pensionati e questa commistione di età, leggasi di esperienze, mi ha arricchita profondamente”. Ancora i più giovani sono al centro del suo impegno: “Mi sto formando per intervenire nelle scuole, per andare tra i banchi a parlare di pace, di guerra e di sostegno ai deboli. Temi difficili che ci invitano ad una valutazione profonda dei rapporti tra gli uomini”. Riflette: “Da brillante chirurgo quale era, Strada avrebbe potuto fare carriera a Milano, ma ha deciso di andare dove c’era bisogno. Dall’Afghanistan, di cui ora si parla sempre meno a fronte di una situazione che invece peggiora, all’Africa, fino all’Italia e ai tanti indigenti che magari abitano accanto a noi e di cui non sappiamo nulla. Ecco che sensibilizzare i giovanissimi acquisisce tutto un altro significato, perché parliamo di ragazzi e ragazze che, tornando a casa e discutendo con i genitori e con i nonni, hanno il reale potere di accendere una luce”. In Emergency, conclude, “sono entrata in punta di piedi, ma con serietà. Certo, sarebbe bello poter partecipare alle missioni estere, ma io sono una biochimica, non un medico o un infermiere. Continuerò ad impegnarmi qui, nelle attività che ho svolto finora e mi piacerebbe anche lanciare qualche proposta, come uno stand a Futuro Remoto, per il prossimo anno, in cui intercettare un pubblico ampio attraverso, ad esempio, un gioco”.

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