Quantum Karina, l’influencer della fisica

Serie di cartoni animati tradotti in undici lingue. Ideazione del prof. Francesco Sannino, docente a Fisica della Federico II e in Danimarca

Un’adolescente con i capelli color arancio ed una lunga coda di cavallo, magliette a strisce orizzontali e le preoccupazioni che scandiscono la vita di ogni sua coetanea, tra le quali la comparsa di un brufolo sul viso a poche ore dall’appuntamento con il suo ragazzo. È il personaggio protagonista della serie di cartoni animati Quantum Karina, che sono liberamente visibili su YouTube. Una ragazza come tante, ma con una caratteristica particolare:  adora la meccanica quantistica e può teletrasportarsi attraverso il cosmo. È a lei che il prof. Francesco Sannino, fisico teorico e docente al Dipartimento di Fisica dell’Università Federico II di Napoli e alla Southern Denmark University, ha affidato alcuni anni fa il compito di stimolare la curiosità delle ragazze e dei ragazzi verso atomi, elettroni, fotoni e quant’altro e di aiutarli in maniera divertente e semplice, ma senza sbavature sotto il profilo della correttezza dell’informazione scientifica, a penetrare i segreti della Fisica. Quelli che a scuola non di rado risultano astratti, distanti da noi, ostici e noiosi anche a causa di metodi di insegnamento talvolta antiquati ed inadeguati. Il progetto di Sannino è diventato realtà ed è stato finanziato nel 2016 con un contributo di circa 4 milioni di corone dalla Fondazione AP Møller e Chastine Mc-Kinney Møller. Si è avvalso nella sua fase di concretizzazione di professionisti attivi nel mondo dei cartoons e molto quotati nel paese scandinavo. Quantum Karina è diventata un personaggio molto noto – una influencer ed una youtuber, direbbero esperti ed assidui frequentatori della rete e dei social – la quale esplora argomenti impegnativi come il modello standard, la relatività speciale e la materia oscura mantenendo l’equilibrio tra scienza e intrattenimento, rigore e divertimento. Cerca la giusta lunghezza d’onda che tiene impegnati adolescenti e bambini e che stimola curiosità. Gli episodi, ciascuno dei quali dura tra uno e due minuti, sono stati doppiati e tradotti in undici lingue. Tra esse il francese, lo spagnolo, il cinese, l’inglese e l’italiano.

Tra divertimento e divulgazione scientifica

“L’idea – racconta il prof. Sannino ad Ateneapoli – era di costruire un personaggio appetibile per gli adolescenti. Non un Nerd, come si usa dire, ma una ragazzina con una vita intensa, ricca di interessi e curiosità. A volte gli studentisono prevenuti verso la Fisica perché non pensano che possa essere vissuta in maniera simpatica, per capire meglio il mondo che ci circonda. La vivono, a causa certamente anche di sistemi di insegnamento scolastico che dovrebbero essere aggiornati, come una materia noiosa, astratta, che non si capisce a cosa possa mai servire e da dove salti fuori. Quantum Karina è nata in Danimarca per sfatare questi miti. Ama la moda, ha un ragazzo che, peraltro, nella serie non si vedrà mai, è una giovane come tante e parla il linguaggio dei suoi coetanei. Vuole raccontare la sua vita, cosa c’è di affascinante intorno a lei e poi entra nel mondo della Fisica”. Tra l’idea e la realizzazione della serie dei cartoni animati, peraltro, è trascorso un certo tempo. “Gli animatori – ricorda il prof. Sannino – hanno studiato centinaia di programmi per capire quale potesse essere la formula migliore e per trovare il giusto e necessario bilanciamento tra divertimento e divulgazione scientifica. Doveva essere un cartone animato piacevole da seguire, ma ovviamente era necessario che le tematiche della Fisica fossero affrontate senza approssimazioni o svarioni. In maniera chiara, semplice ma precisa”. Il risultato è stato ottimo perché, riferisce il docente universitario, “il sito danese è stato visitato centinaia di migliaia di volte. Ho saputo di un papà che aveva una figlia la quale diceva che mai avrebbe voluto studiare Matematica e Fisica. Un bel giorno la ragazzina rientra a casa da scuola ed esclama che la Fisica nucleare è proprio bella. Il papà s’interroga, si chiede cosa possa essere accaduto ed apprende che l’insegnante della figlia aveva trasmesso in classe alcuni episodi di Quantum Karina. Ecco, il senso del progetto è esattamente quello che esemplifica molto bene la storia che ho appena raccontato”.

Il sogno: “una Walt Disney dell’educazione”

Prosegue il prof. Sannino: “Mi farebbe piacere che anche i ragazzi i italiani ne  beneficiassero. I cartoni animati potrebbero essere seguiti a scuola o magari a casa. Se vogliamo competere, è necessario che i nostri ragazzi siano formati in maniera adeguata su certe discipline ma, affinché questo possa accadere, il primo ed indispensabile passo è che provino gusto e piacere, che si divertano nell’affrontare determinati argomenti. In fondo L’Universo è la nostra casa e la Fisica ci aiuta a comprendere le regole che lo governano. È vicinissima a noi ed alla nostra quotidianità”. Il sogno di Sannino è che un giorno “si possa costruire una Walt Disney dell’educazione. Si potrebbero produrre cartoni per insegnare e per far scoccare la scintilla della curiosità in varie materie: Chimica, Economia, Storia. Letteratura e tante altre”. Il docente non è persona che si scoraggia facilmente: Ho provato a contattare la Rai ed ho scritto anche a Superquark, ma non ho avuto risposte. Un po’ mi sono stupito, anche in considerazione del fatto che i  giornali danesi hanno messo in campo una grandissima informazione su Quantum Karina. Confido, però, che anche in Italia si possano raggiungere risultati interessanti”.

Fabrizio Geremicca

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