Al Parthenope: “uno studente consapevole”

Lo studente consapevole è lo studente ideale dell’Università Parthenope. “Consapevole”, dice il Rettore, prof. Gennaro Ferrara, “di voler percorrere la propria carriera universitaria in tempi brevi e con il migliore risultato. Non ci poniamo il problema della numerosità, bensì della qualità dei nostri iscritti”. E non potrebbe essere diversamente, visto che con i suoi 18.000 e passa iscritti, distribuiti tra cinque Facoltà (Economia, Giurisprudenza, Scienze e Tecnologie, Ingegneria, Scienze Motorie) la Parthenope è oggi una delle grandi università napoletane. “Lo studente poco consapevole si lascia andare, finisce con l’abbandonare. L’abbandono è un insuccesso per lui e per noi. La qualità degli studenti, al contrario, è la qualità dell’ateneo”. 
Può capitare che a diciott’anni ci si senta disorientati e non si riesca a capire bene quale strada intraprendere, ma alla Parthenope stanno sperimentando diverse soluzioni per aiutare le aspiranti matricole a risolvere questo problema. “Curiamo molto l’orientamento in ingresso”, sottolinea il prof. Ferarra, “abbiamo contatti frequenti con le scuole. Gli studenti hanno modo di ponderare la loro scelta, discutendone con i docenti, i parenti, e venendo da noi a chiederci informazioni”. 
“Non credo
nelle vocazioni”
Ma è meglio seguire il cuore o la ragione? Meglio scegliere la laurea che ci piace o quella che sembra più appetibile da parte del mercato del lavoro? “Io non credo nelle vocazioni. Mi spiego. Personalmente ritengo che ciascuno abbia delle predisposizioni, ma nell’ambito di un’area vasta all’interno della quale si può poi orientare il proprio percorso nella direzione che piace di più. Io, ad esempio, sono un economista per necessità. Amavo gli studi umanistici: Lettere e Filosofia, Storia dell’arte. Ma mi sono laureato in Economia. Ma l’economia rientra tra gli studi sociali e guarda caso tra i miei interessi prevalenti c’è quello per la responsabilità dell’impresa e dell’imprenditore, che è un tema sociale, anche storico-filosofico. Chi invece avrebbe voluto studiare, magari, Psicologia, può approfondire l’aspetto dell’organizzazione aziendale, che ha pure risvolti psicologici. Alla fine tutto torna e si ha modo di esprimere le proprie attitudini in campi che inizialmente ne sembravano lontani”. Insomma, attenzione agli schemi costrittivi. 
Il falso limite
della matematica
E ai falsi limiti, come quello della matematica. “Ci sono tanti ragazzi che si sentono bloccati perché pensano di non essere portati per la matematica. Dico sempre loro di fare attenzione, perché può dipendere da un approccio sbagliato durante le scuole superiori. Li invito a non spaventarsi e a mettersi alla prova”. A questo proposito, la Parthenope organizza dei precorsi che consentono di fare il punto sulla propria preparazione di base e di individuare le eventuali lacune da colmare. Precorsi anche in Metodologie di apprendimento, utili per iniziare a confrontarsi con il metodo di studio universitario (quante volte si crede di “non saper studiare”?). Orientato e maturo, cosciente del fatto che dovrà impegnarsi per laurearsi presto e bene. Sono le premesse che ci parlano di uno studente brillante. 
Perché scegliere
la Parthenope
Perché questo studente dovrebbe scegliere proprio la Parthenope? “Perché nonostante l’aumento dei nostri iscritti, manteniamo un rapporto vivo tra docenti e studenti. Siamo l’ateneo che negli ultimi tempi ha bandito più concorsi per professori. Abbiamo molti docenti giovani, particolarmente vicini ai ragazzi. Abbiamo un tutoraggio specializzato per i diversamente abili (delegato del Rettore alle problematiche dei diversamente abili è il prof. Mimmo Tafuri, ndr), un comitato per le pari opportunità… In poche parole, il nostro punto di forza consiste nel fatto che mettiamo sempre e comunque lo studente al centro di tutte le nostre attività”. Il prof. Ferrara ci fa un’anticipazione sui temi di lavoro dell’ateneo per quest’anno. “Il decreto legge 112 dello scorso 25 giugno consente alle università di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Quest’anno studieremo per capire se attraverso lo strumento della Fondazione potremmo avere maggiore agilità e migliorare la qualità dell’offerta e i rapporti con le istituzioni pubbliche e private. Se la risposta fosse affermativa, saremmo senz’altro interessati a costituire la Fondazione”. 
Sara Pepe
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