Il semestre filtro resta: al lavoro un tavolo tecnico per proporre migliorie

Nessuna rivoluzione all’orizzonte: il semestre filtro per l’accesso ai Corsi di Laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria resta. Ma andrà corretto. Ed è per questo che è nato un tavolo tecnico, istituito dal Mur con decreto del 6 febbraio e attivato il 31 marzo, che riunisce 19 componenti tra rappresentanti del Ministero, del sistema universitario e della componente studentesca – 14 studenti, di cui 6 provenienti dal CNSU e 8 esterni selezionati tramite candidatura (metodo che ha generato polemiche).

Il ‘laboratorio’ è stato pensato dalla Ministra Bernini per raccogliere osservazioni e proposte al fine di migliorare la struttura del semestre filtro che, alla prima prova, ha mostrato diverse criticità (un’altra questione in gioco è la formazione medica specialistica). Non si procederà con cambiamenti radicali per due motivi: non ci sono i tempi tecnici e non sembra plausibile che Bernini bocci in toto la propria Riforma.

Ad ogni modo, la prima riunione del tavolo è avvenuta il 14 aprile proprio nella sede del dicastero, a Roma. Ateneapoli ha contattato un suo membro, lo studente federiciano Antonino Esposito, rappresentante nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) per Confederazione degli Studenti, e il prof. Orazio Taglialatela Scafati, Coordinatore della Commissione didattica della Scuola di Medicina della Federico II.

“I syllabus sono troppo corposi”

Le posizioni dei due, in sostanza, risultano allineate: i Syllabus, l’erogazione della didattica e la tipologia di prove. “Il nostro lavoro sarà basato sui dati e congiunto con tutti gli studenti – ha riferito Esposito – Porteremo al tavolo tecnico due, tre proposte alternative. L’obiettivo è ottimizzare la Riforma per limare, se non eliminare, qualsiasi criticità e portare gli studenti a settembre in aula nel migliore dei modi”.

L’analisi di come abbia impattato il semestre sulla platea studentesca è iniziato proprio durante le lezioni: “abbiamo condotto una survey nazionale che ha raccolto 7000 compilazioni: apriremo un vaso alla volta per affrontare tutti i temi”. Esposito ha richiamato alla compattezza: “se il tavolo e il ministero vedranno una componente studentesca unita, saranno più disposti ad accogliere le istanze, anche se contrari”. Ad ogni modo, non è tutto da buttare, gli aspetti da salvare ci sono, come il “maturare dei cfu e sostenere già degli esami”, anche perché “si va nella direzione di un’ottimizzazione dei primi anni di studio”.

Ciò che proprio non funziona: “vanno rivisti i Syllabus, troppo approfonditi, così come la struttura delle prove, in particolare andrebbero abolite le domande a risposta aperta, che hanno creato problemi sia agli studenti che ai docenti. Pure sui tempi delle prove stesse si deve intervenire: non è immaginabile che una prova di Chimica o di Biologia sia uguale a quella di Fisica”.

C’è stata nei giorni scorsi anche una polemica sul metodo attraverso il quale il ministero ha selezionato gli studenti esterni che partecipano al tavolo: “la mia opinione è che a volte la rappresentanza nazionale non riesce a rappresentare tutte le sfumature di ciò che succede all’interno di un ateneo, ci sono tante piccole realtà che con questa opportunità potranno dire la propria e dare un valore aggiunto”.

Tornando ai contenuti delle possibili correzioni, si è espresso in modo lapidario il prof. Taglialatela: “se avessero voluto stravolgere qualcosa si sarebbero mossi prima. Al tempo stesso, se è stato istituito un tavolo tecnico è per un’insoddisfazione di fondo per come è andato il semestre”. Entrando nel merito, queste potrebbero essere le criticità da smussare: “i syllabus sono troppo corposi, forse, per il tempo che si dedica all’insegnamento degli argomenti. I docenti hanno dovuto fare i salti mortali per spiegare tutto, fatto che poi ha ridotto i margini per aiutare gli studenti. In alternativa si dovrebbero aumentare le ore di lezione. Ma delle due l’una, è chiaro”.

Poi, altra questione: la modalità d’esame. “Posto che l’orale resta la migliore, perché ci si guarda in faccia, ma per i numeri non è praticabile, in questo caso opterei per le domande a risposta multipla, in luogo di quelle aperte, per eliminare qualsiasi ambiguità, per esempio l’utilizzo di sinonimi”. L’ultima battuta del docente è sulla bocciatura dei primi ricorsi contro il semestre filtro del Tar del Lazio.

“Come Federico II abbiamo una lunghissima esperienza in materia di organizzazioni di concorsi e delle vecchie prove di Medicina, ci affidiamo anche ad agenzie esterne per distribuzione dei compiti, abbiamo il nostro personale. Onestamente credo che qualcuno abbia provato ad approfittare della situazione per confondere le acque, se avessero avuto elementi concreti il Tar non si sarebbe espresso così. Noi abbiamo accolto ben 3800 persone e si è svolto tutto in ordine”.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 6

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