“Studiare a Scampia è una fortuna”. Musica per le orecchie di un intero quartiere. Anzi di tutta la città. A pronunciarle è stata Josephine Bianco, una studentessa di Professioni sanitarie (Infermieristica) che frequenta la struttura da un paio di anni. Ma non è l’unica a trasmettere questo messaggio. Nelle diverse interviste che Ateneapoli ha realizzato in un mercoledì mattina di metà aprile, dando la parola a studentesse e studenti – in maggioranza di Logopedia, per gli orari delle lezioni presumibilmente – il coro è unanime e fa eco alla formula vincente trovata con spontaneità dalla giovane collega: nel complesso di Viale della Resistenza si sta bene.
Al tempo stesso, sono emersi anche aspetti su cui si può certamente fare meglio. Il primo a lasciarsi intervistare è Luigi Scarpato, al primo anno proprio di Logopedia. Ha provato a tracciare un bilancio della breve esperienza universitaria vissuta fin qui: “ci si sente subito a proprio agio, anche se c’è un po’ di disorganizzazione”.
In particolare quando si tratta di calendarizzare i preappelli: “vari Corsi di Laurea devono mettersi d’accordo sulla giornata per utilizzare l’aula”. Un aspetto positivo che vuole sottolineare: “la struttura è buona, così come l’ambiente, molto accogliente”. Sulla scelta di Logopedia: “ne resto convinto, ho già svolto esami e tirocinio”.
A proposito di quest’ultimo: “rispetto allo scorso anno noi studenti siamo quasi raddoppiati di numero (si riferisce ai posti banditi, che sono stati portati a 50, ndr) e si è avvertita un po’ di disorganizzazione, anche i docenti hanno fatto un po’ difficoltà a gestire il tutto. Ci può stare”. Cristian Ranno, invece, è iscritto al primo anno della Magistrale di Infermieristica: “sono soddisfatto di come sto affrontando il mio percorso. Il complesso è nuovo, bello, pieno di comodità: mi ha colpito molto. I docenti sono disponibili; purtroppo non ho ancora trovato feeling con i colleghi, ma arriverà”.
Lo studente ha svolto la Triennale a Frattaminore, dunque ha un termine di paragone per un giudizio ad ampio spettro sul nuovo polo di Scampia: “non c’è paragone, l’altra struttura è decisamente datata. Il salto di qualità è nettissimo”. Un aspetto in cui si potrebbe migliorare: “l’organizzazione del calendario delle lezioni, si è verificato qualche accavallamento”.
Sola, in attesa che la raggiunga una sua compagna, Ilaria, una studentessa del secondo anno di Infermieristica, alla domanda su come sia stata finora la sua esperienza universitaria in quel di Scampia, ha un tempo di risposta brevissimo e utilizza un solo aggettivo: “bellissima”. Poi aggiunge: “è una delle strutture più belle che ho visto, è tutto messo veramente bene, c’è buona organizzazione”.
Purtroppo, uno dei problemi che rende affannosa la sua quotidianità è la distanza: “sono di Portici e ogni giorno ci impiego anche due ore per arrivare, perché prendo prima la Vesuviana e poi la metropolitana. Incide sulla stanchezza, ovviamente”. In questo momento, Ilaria sta frequentando le lezioni in vista degli esami di Specialistica I e II, ma non ha troppe preoccupazioni: “si studia e si va avanti”. Sul tirocinio: “è stato davvero interessante l’ultimo che ho fatto, che mi ha portato in Cardiologia, alla Mediterranea”.
Quando il tirocinio fa comprendere di aver operato la scelta giusta
Poco distante, in pausa tra una lezione e l’altra, c’è un gruppo di amiche, tutte iscritte al primo anno di Logopedia. Si racconta per prima Anna Anaclerio, che ha detto: “trovo l’ambiente molto accogliente, la struttura è avveniristica e, aggiungo, molto pulita”. Il tirocinio è stato il frangente di anno accademico che le ha fatto capire di essere nel posto giusto: “ti porta dritto nel mondo della logopedia grazie all’osservazione delle terapie, fatte talvolta dalle dottoresse, altre dalle colleghe del terzo anno. Ho visto come approcciare le famiglie, i bambini”.
Sulla aspettative: “la pratica mi ha soddisfatto a pieno, bisognerebbe migliorare un po’ sull’organizzazione, siamo in tanti”. Accanto c’è Giulia Gisolfi, che ha parlato degli esami che è riuscita a dare: “del primo semestre ho sostenuto tutti e tre gli esami, ovvero il blocco di Scienze morfofunzionali (Anatomia, Neuroanatomia e Istologia), il secondo Scienze biologiche (Biochimica, Biochimica clinica, Biologia applicata), il terzo, quello che ritengo un po’ più lontano dal nostro mondo, Scienze fisiche e statistiche (Fisica, Statistica medica, Statistica sperimentale). È stata una bella prova, ma mi ritengo molto soddisfatta.
Ho fatto la scelta giusta, in particolare l’ho capito con Anatomia e tirocinio”. Chiude il trio Martina Massaro, che elenca un pregio e un difetto dell’esperienza vissuta fin qui: “il tirocinio la cosa migliore, senza dubbio, vediamo tantissimi ambulatori, tante terapie diverse; ma l’organizzazione dovrebbe migliorare, siamo in 50 negli stessi spazi che hanno avuto i colleghi degli anni precedenti, che erano una trentina”.
Attilio, invece, è uno studente fuorisede del terzo anno di Tecniche ortopediche ha raccontato delle differenze che nota tra il Policlinico, che ha frequentato in passato, e la struttura di Scampia: “Qui i servizi sono migliori e rendono la permanenza più confortevole: riscaldamenti, organizzazione migliore, postazioni più nuove. Forse al Policlinico si riescono a incontrare più colleghi, essendoci molti più Corsi di Laurea”.
Chiacchierano Luca De Pasquale e Josephine Bianco, entrambi del secondo anno di Infermieristica. Lui ha riferito che finora “è andato tutto bene, da ogni punto di vista”, e che se proprio dovesse pensare a cosa migliorare, proporrebbe di “rendere le lezioni un po’ più interattive”.
Al momento sta seguendo le lezioni di Specialistica II, Psichiatria e infermieristica neuropsichiatrica, Materna e Infantile: “sicuramente il secondo insegnamento è quello che mi sta coinvolgendo di più”. Lei si è soffermata soprattutto sul racconto dei tirocini svolti dagli inizi a oggi. Tre in tutto, per la precisione: “negli ambulatori di Pediatria e Neonatologia, poi Ostetricia”. Se il primo è stato “il più emozionante per il sapore della novità assoluta”, l’ultimo l’ha convinta quanto a formazione: “mi sono interfacciata anche con figure diverse dall’infermiere e ho imparato tantissimo, anche nell’approccio alle pazienti e ai pazienti, soprattutto i più piccoli, ai quali devi rivolgerti utilizzando un linguaggio non tecnico, ma empatico e rassicurante. Mi sono sempre vista a lavorare con i bambini”.
Mariarosaria Mianto, come tanti altri al primo di Logopedia, si è detta “ottimista per il futuro”, anche se “questi primi mesi sono stati tosti”. Apprezza molto “il fatto di avere tanta autonomia e che la struttura mette nelle condizioni di rendere al meglio, soprattutto come qualità degli spazi”. Nessun dubbio, ha capito di aver fatto la scelta giusta “grazie al tirocinio”.
Ha chiuso Sabrina Palazzo, sempre del primo anno di Logopedia: “Mi piace tutto di quello che ho vissuto finora: struttura, lezioni, ambiente. La mia famiglia, ammetto, nutriva qualche piccolo pregiudizio sul fatto di dover studiare qui a Scampia. Non c’è nemmeno bisogno di dirlo: era ed è solo un luogo comune. Personalmente ne sono sempre stata contenta”.
Claudio Tranchino
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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 12








