Sceglierà Ingegneria Edile il primo classificato nella graduatoria finale del test di valutazione. Cosmo Di Mille, diciotto anni, di Gaeta, è uno dei tre studenti, su oltre tremila, che hanno raggiunto 100 come indice attitudinale (19 il punteggio in Matematica 1 e 8.75 in Matematica 2).
Con in tasca la maturità scientifica, Cosmo, detto Pyo, afferma addirittura di aver trovato il test “molto semplice, con domande che vertevano su questioni di base” ammette però “devo aver sbagliato una risposta nella seconda sezione di Matematica ma credo sia stato errore di calcolo”. A parte i calcoli, sembra proprio che Di Mille non abbia incontrato altre difficoltà nella prova se sostiene, senza alcuna preparazione preliminare specifica, che “anche la sezione di Chimica mi è sembrata abbastanza semplice. Per quanto riguarda la Comprensione verbale, ho lasciato alcune risposte in bianco perché ero incerto, anche se forse da un punto di vista statistico sarebbe stato utile rispondere comunque”.
Ma dov’è il segreto di tanta bravura? “A tre anni già svolgevo i calcoli coi numeri decimali senza che nessuno me li avesse spiegati”, racconta. Diplomato con 100 – “senza lode -confessa- perché al quinto anno non ho studiato molto”-, Di Mille è più che altro un autodidatta che si è formato seguendo di volta in volta le sue passioni; “seguo un po’ le orme di Leonardo da Vinci perchè- commenta scherzando- oltre ad essere portato per la matematica, ho anche un lato artistico molto sviluppato: mi occupo di grafica pubblicitaria, web design e fotografia”. Continua: “non mi ha aiutato molto la mia preparazione scolastica, anche se molti argomenti del test li avevo anche studiati a scuola. Grazie alla scuola, inoltre ho potuto partecipare alle Olimpiadi di matematica e di fisica arrivando fino alle gare nazionali. Comunque, mi interesso un po’ di tutto. Per me ogni cosa può essere una nuova fonte di conoscenza, ho molte passioni che coltivo in maniera discontinua ma sempre con buoni risultati finali”.
Anche se ancora con qualche incertezza tra la Facoltà di Ingegneria di Napoli e quella di Roma (“al 97% sceglierò Napoli – anche se ho ricevuto alcune proposte da docenti di Pisa e di Udine- perché quella della Federico II è un’importantissima scuola di ingegneria, tra le migliori d’Europa. Inoltre, amo la città, la più bella che abbia mai visto. Studiare a Napoli, mi consentirà di fare il pendolare, senza dovermi trasferire, Cosmo ha molte aspettative riguardo sua esperienza universitaria: “mi aspetto di trovare buoni professori da cui poter imparare qualcosa di nuovo che non posso trovare altrove, e di poter farmi conoscere nell’ambiente”. Cosmo si dice anche pronto ad entrare nella politica universitaria (“al liceo mi sono pure candidato come rappresentante di istituto, ma non mi hanno votato per le mie idee troppo rivoluzionarie!”).
(Va.Or.)
Con in tasca la maturità scientifica, Cosmo, detto Pyo, afferma addirittura di aver trovato il test “molto semplice, con domande che vertevano su questioni di base” ammette però “devo aver sbagliato una risposta nella seconda sezione di Matematica ma credo sia stato errore di calcolo”. A parte i calcoli, sembra proprio che Di Mille non abbia incontrato altre difficoltà nella prova se sostiene, senza alcuna preparazione preliminare specifica, che “anche la sezione di Chimica mi è sembrata abbastanza semplice. Per quanto riguarda la Comprensione verbale, ho lasciato alcune risposte in bianco perché ero incerto, anche se forse da un punto di vista statistico sarebbe stato utile rispondere comunque”.
Ma dov’è il segreto di tanta bravura? “A tre anni già svolgevo i calcoli coi numeri decimali senza che nessuno me li avesse spiegati”, racconta. Diplomato con 100 – “senza lode -confessa- perché al quinto anno non ho studiato molto”-, Di Mille è più che altro un autodidatta che si è formato seguendo di volta in volta le sue passioni; “seguo un po’ le orme di Leonardo da Vinci perchè- commenta scherzando- oltre ad essere portato per la matematica, ho anche un lato artistico molto sviluppato: mi occupo di grafica pubblicitaria, web design e fotografia”. Continua: “non mi ha aiutato molto la mia preparazione scolastica, anche se molti argomenti del test li avevo anche studiati a scuola. Grazie alla scuola, inoltre ho potuto partecipare alle Olimpiadi di matematica e di fisica arrivando fino alle gare nazionali. Comunque, mi interesso un po’ di tutto. Per me ogni cosa può essere una nuova fonte di conoscenza, ho molte passioni che coltivo in maniera discontinua ma sempre con buoni risultati finali”.
Anche se ancora con qualche incertezza tra la Facoltà di Ingegneria di Napoli e quella di Roma (“al 97% sceglierò Napoli – anche se ho ricevuto alcune proposte da docenti di Pisa e di Udine- perché quella della Federico II è un’importantissima scuola di ingegneria, tra le migliori d’Europa. Inoltre, amo la città, la più bella che abbia mai visto. Studiare a Napoli, mi consentirà di fare il pendolare, senza dovermi trasferire, Cosmo ha molte aspettative riguardo sua esperienza universitaria: “mi aspetto di trovare buoni professori da cui poter imparare qualcosa di nuovo che non posso trovare altrove, e di poter farmi conoscere nell’ambiente”. Cosmo si dice anche pronto ad entrare nella politica universitaria (“al liceo mi sono pure candidato come rappresentante di istituto, ma non mi hanno votato per le mie idee troppo rivoluzionarie!”).
(Va.Or.)
“Con una buona preparazione liceale si può affrontare il test senza problemi”. Sembra davvero rilassato Francesco Morsillo, napoletano, diciannove anni, diploma a pieni voti al Liceo scientifico Mercalli, quando spiega con quanta semplicità sia riuscito ad ottenere 100 come indice attitudinale alla prova di valutazione. Racconta: “ho avuto ottimi professori al liceo, ma ho anche dovuto studiare – diciamo in media due ore, due ore e mezza ogni giorno-”. Francesco ha partecipato alle Olimpiadi di Matematica, arrivando sempre alle qualificazioni regionali, e l’ultimo anno anche a quelle di Fisica.
Con uno studio costante al liceo e un po’ di predisposizione per la materia, dunque, non c’è neanche bisogno di trascorrere l’estate sui libri, ma ci si può presentare al test senza timori. “Non mi sono preparato per la prova, perché si trattava di tutti argomenti affrontati a scuola”. Nessuna difficoltà per le Sezioni di Matematica e Chimica, solo qualche incertezza con la Fisica “perché alcuni argomenti in classe erano stati trattati in maniera approssimativa”. Per Logica e Comprensione verbale ha ottenuto il massimo punteggio. “Credo, comunque che per affrontare questo tipo di studi occorra molta passione e preparazione”.
Francesco sceglierà il Corso di laurea in Ingegneria dell’Automazione “perché mi interessa molto l’ambito di studio e poi perché lo ritengo uno dei settori più aperti al futuro”. Il papà è ingegnere ma, assicura, “avrei scelto Ingegneria comunque perché il mio amore per questi studi è forte ed è indipendente dalle influenze che ho potuto subire in casa”.
Passione e organizzazione sembrano essere le parole d’ordine per Francesco. “Credo sia importante organizzare un buon programma di studio, non caricarsi in maniera eccessiva ma neanche lasciarsi andare. Insomma razionalizzare bene il tutto con un buon calendario di lavoro”, dice. Ha già preso contatti con la Facoltà “mi sono rivolto al servizio orientamento per avere alcuni chiarimenti e per guardarmi un po’ attorno. Ho anche incontrato alcuni docenti, e, visto il buon nome dell’Ateneo, mi aspetto che siano tutti molto qualificati. Inizierò subito a studiare e sono pronto ad affrontare un impegno nettamente superiore a quello del liceo, anche se guardando un po’ il piano di studi e sfogliando i testi mi sono reso conto che è meno difficile di quanto mi avevano prospettato. Alcuni amici, infatti, mi avevano detto che avrei dovuto sostenere dodici o tredici esami all’anno, mentre ne sono solo sette. Il mio obiettivo è di laurearmi nei tempi previsti”.
Francesco ha intenzione di compiere il percorso quinquennale e ritiene essenziale un’esperienza di studio all’estero. “Magari già dal secondo vorrei partecipare al programma Erasmus, perché la ritengo un’opportunità unica, non solo per approfondire una lingua, ma come utilissima esperienza a livello formativo”.
La giovane matricola spiega di non aver ancora progetti precisi per il suo futuro lavorativo e di aver scelto Ingegneria dell’automazione proprio perché la ritiene una laurea molto flessibile.
Con uno studio costante al liceo e un po’ di predisposizione per la materia, dunque, non c’è neanche bisogno di trascorrere l’estate sui libri, ma ci si può presentare al test senza timori. “Non mi sono preparato per la prova, perché si trattava di tutti argomenti affrontati a scuola”. Nessuna difficoltà per le Sezioni di Matematica e Chimica, solo qualche incertezza con la Fisica “perché alcuni argomenti in classe erano stati trattati in maniera approssimativa”. Per Logica e Comprensione verbale ha ottenuto il massimo punteggio. “Credo, comunque che per affrontare questo tipo di studi occorra molta passione e preparazione”.
Francesco sceglierà il Corso di laurea in Ingegneria dell’Automazione “perché mi interessa molto l’ambito di studio e poi perché lo ritengo uno dei settori più aperti al futuro”. Il papà è ingegnere ma, assicura, “avrei scelto Ingegneria comunque perché il mio amore per questi studi è forte ed è indipendente dalle influenze che ho potuto subire in casa”.
Passione e organizzazione sembrano essere le parole d’ordine per Francesco. “Credo sia importante organizzare un buon programma di studio, non caricarsi in maniera eccessiva ma neanche lasciarsi andare. Insomma razionalizzare bene il tutto con un buon calendario di lavoro”, dice. Ha già preso contatti con la Facoltà “mi sono rivolto al servizio orientamento per avere alcuni chiarimenti e per guardarmi un po’ attorno. Ho anche incontrato alcuni docenti, e, visto il buon nome dell’Ateneo, mi aspetto che siano tutti molto qualificati. Inizierò subito a studiare e sono pronto ad affrontare un impegno nettamente superiore a quello del liceo, anche se guardando un po’ il piano di studi e sfogliando i testi mi sono reso conto che è meno difficile di quanto mi avevano prospettato. Alcuni amici, infatti, mi avevano detto che avrei dovuto sostenere dodici o tredici esami all’anno, mentre ne sono solo sette. Il mio obiettivo è di laurearmi nei tempi previsti”.
Francesco ha intenzione di compiere il percorso quinquennale e ritiene essenziale un’esperienza di studio all’estero. “Magari già dal secondo vorrei partecipare al programma Erasmus, perché la ritengo un’opportunità unica, non solo per approfondire una lingua, ma come utilissima esperienza a livello formativo”.
La giovane matricola spiega di non aver ancora progetti precisi per il suo futuro lavorativo e di aver scelto Ingegneria dell’automazione proprio perché la ritiene una laurea molto flessibile.








