La Preside: per superare i test “allenatevi al problem solving, anche con i cruciverba!”

Per il prossimo anno accademico, i posti disponibili al Corso di laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche per la persona e la comunità diminuiscono di 100 unità e passano da 600 a 500, “nel rispetto – spiega la prof.ssa Alida G. Labella, Preside della Facoltà di Psicologia che ha sede al Polo scientifico di via Vivaldi, a Caserta – dei requisiti minimi imposti dalla nuove normative”. Tutti gli aspiranti psicologi che vorranno provare la carta dei test d’ingresso potranno farlo il prossimo 4 settembre (il bando sarà pubblicato a breve) presso il nuovo aulario – ampio abbastanza da contenere i tanti ragazzi che si presentano, ogni anno, alla prova di selezione – della Facoltà di Giurisprudenza, in via Perla, a S. Maria Capua Vetere. La prova consiste in ottanta quesiti a risposta multipla su argomenti di: Cultura generale, Comprensione dei testi, Abilità logico-matematica, Abilità lessicali. Il consiglio della Preside per prepararsi ai test: “allenatevi al problem solving, anche con i cruciverba! Occorre esercitarsi molto per entrare nell’ottica dei test”. 
La Facoltà casertana predispone il Corso laurea triennale in Scienze e Tecniche psicologiche per la persona e la comunità che nasce con lo scopo di formare operatori con competenze utilizzabili in specifici contesti predisposti alla promozione del benessere individuale e collettivo e alla prevenzione di disagio psico-sociale, e due Corsi di Laurea Specialistica: Psicologia clinica e dello sviluppo con 200 posti e Psicologia dei processi cognitivi e dello sviluppo funzionale con 120 posti. “Per il prossimo anno accademico – afferma la prof.ssa Carla Poderico, Presidente del Corso di Laurea triennale – non avremo ancora l’adeguamento alla 270…”, in pratica il corso di laurea comprenderà “22 esami più due idoneità (una di Inglese e una di Informatica). All’interno di ciascun anno abbiamo calibrato esami complessi con esami più semplici che consentono agli studenti una migliore organizzazione”. E’ senza dubbio che la Psicologia attira molti studenti, ma c’è una tipologia di studente più portato? “No. – risponde la Poderico – Sono del parere che non esista una studente tipo, ma certamente sono avvantaggiati coloro che hanno ottime capacità di ragionamento e che amano andare a fondo nei problemi”. Gli esami fondamentali del primo anno: Psicologia generale, Storia della psicologia, Psicologia dello sviluppo, Psicometria, Biologia, Pedagogia del ciclo di vita, Elementi di Fisiologia. “Le matricole trovano qualche difficoltà iniziale nell’orientarsi in un percorso nuovo, dove si lavora in autonomia. A ciò si aggiunge l’interesse per una materia che viene vista inizialmente come ‘aiuto per i propri simili’, ‘interpretazione dei sogni’ etc. l’impatto con le teorie, le ricerche, la metodologia crea un transitorio disagio che sparisce rapidamente soprattutto negli studenti che frequentano”. La frequenza alle lezioni non è obbligatoria, ma comunque consigliata anche se, soprattutto al primo anno, gli studenti si troveranno a seguire lezioni molto affollate, vista la scarsità di aule e di spazi in generale, situazione che va avanti da anni ma che dovrebbe finalmente risolversi con lo spostamento presso quella che dovrebbe essere la sede definitiva, presso l’edificio delle ex Poste di Caserta, dove, a breve (si spera) dovrebbero partire i lavori di ristrutturazione. “Viviamo in infrastrutture che non sono assolutamente idonee a non rendere l’università un esamificio – dice Luana Valletta, rappresentante degli studenti – perché, in realtà, l’Università dovrebbe essere molto di più. I Laboratori dove si fa ricerca sono pochi, e non c’è una mensa con gran guadagno delle rosticcerie che sono nei pressi della Facoltà”. 
Il laureato triennale in Psicologia non ha molte opportunità a livello lavorativo, anzi “alla fine del triennio nei fatti non esiste praticamente nulla, – secondo la Poderico – i neo laureati sono costretti ad iscriversi ad una specialistica per completare il percorso ed avere una possibilità effettiva di lavoro. Sembrano favoriti solo gli studenti lavoratori che con la laurea triennale possono, all’interno dell’istituzione in cui lavorano, vedere riconosciuto il titolo conseguito ed avere una progressione di carriera”. 
Maddalena Esposito
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