Tecnico di Radiologia, quali opportunità lavorative?

Il miraggio delle Professioni Sanitarie è poi davvero così effimero o può diventare realtà? Quanto si guadagna come tecnico di radiologia? E che prospettive offre il mercato? Le domande di Laura, giovane studentessa del Corso di Laurea in Tecnico di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia, che ci ha inviato una mail. Abbiamo girato i suoi quesiti ai professori Leonardo Pace, coordinatore didattico del Corso di Laurea, Antonio Dello Russo, referente dell’Orientamento per la Facoltà di Medicina. Quale futuro aspetta i neo laureati in questo Corso triennale, istituito nell’ambito delle professioni sanitarie? “Gli sbocchi occupazionali sono svariati – sottolinea il prof. Dello Russo – Si può trovare inserimento tramite concorso in una struttura pubblica, o lavorare in studi privati accreditati presso il Sistema Sanitario Nazionale: ogni  struttura privata per ricevere l’accreditamento deve, rispondere a dei requisiti di struttura e di personale, per cui ha bisogno di tecnici”. Un giovane laureato in Tecnico di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia è, quindi, abilitato a svolgere la professione e le opportunità non mancano, come spiega anche il prof. Pace: “la maggior parte degli studenti trova occupazione subito, anche in Campania, e ci sono anche casi di giovani che hanno contatti di lavoro già prima di laurearsi. Non c’è un ospedale dove non ci siano tecnici di radiologia, o strutture private che non ne abbiano bisogno”. I guadagni: “lo stipendio al netto in busta paga di un dipendente pubblico è di circa 1.400-1.500 euro – illustra il prof. Pace – A questo va aggiunto il rischio radiologico di circa 200 euro (e 15 giorni di ferie in più all’anno) e, naturalmente, gli straordinari, i notturni e gli anni di servizio: si arriva intorno ai 2.000 euro”. Molti possono scegliere di svolgere l’attività di libero professionista e quindi lavorare per più centri. Non dimentichiamoci, però, che non è consentita la doppia attività per un dipendente a contratto full time. “Invece – aggiunge Pace – oggi è consentita l’attività intra moenia, nelle strutture pubbliche, anche per il personale non medico, per cui se si lavora in una équipe per un intervento, in queste condizioni ognuno prende la sua percentuale”.
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