Officina Vanvitelli “un centro che unisce ricerca e sperimentazione nell’ambito della moda, del fashion ed in generale del design”

Università e Territorio

Il prossimo gennaio Officina Vanvitelli, la struttura che è nata all’interno delle attività del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università Vanvitelli, compirà quattro anni. La sede fu, infatti, inaugurata nel 2019 ed in quella circostanza fu conferita la laurea honoris causa a Rosita Missoni, fondatrice del celebre marchio. Sede a San Leucio, il borgo di Caserta che in epoca borbonica vantava una produzione tessile molto apprezzata, Officina Vanvitelli è un distretto leggero per la moda e il design in Campania. “Uno spazio di sperimentazione e di innovazione – così lo presenta la pagina ufficiale del Dipartimento – luogo di incontro di menti, di culture e diverse competenze. È lo spazio in cui le idee precipitano in materia solida, diventando visibili ed attive. È anche il luogo in cui si concretizza la nuova fabbrica fluttuante, capace di incorporare saperi in prodotti materiali e servizi ed avviarli nel mondo”. Si propone di colmare il divario ancora esistente tra la formazione accademica e il mondo delle aziende della moda e del design nelle sue diverse connotazioni: aziende consolidate, emergenti, start-up, spin-off, e collabora strettamente con la realtà produttiva per lo sviluppo delle nuove professioni e l’impresa del futuro. “Lo potremmo definire – dice il prof. Roberto Liberti, neo Coordinatore del Corso di Laurea Triennale in Design per la Moda, che è uno degli animatori del progetto – un centro di riferimento che unisce ricerca e sperimentazione, anche al servizio delle aziende, nell’ambito della moda, del fashion ed in generale del design. Officina Vanvitelli ha una grande sala convegni, all’interno della quale si organizzano eventi e workshop, e varie postazioni nelle quali i ricercatori lavorano per creare start up e spin off con le imprese, anche grazie a macchinari avanzati come Stratasys, per lavorare in 3D”. Quali sono i possibili esempi di fruttuosa collaborazione con le realtà produttive della moda e del design? “Poniamo il caso – illustra il prof. Liberti – che un’azienda voglia avviare la produzione di una suola innovativa. Ebbene, si rivolge a noi che realizziamo il prototipo con materiale bio dal mais. Siamo, in sostanza, un riferimento per quelle realtà produttive che vogliano puntare sulla competitività, sull’innovazione e sulla ricerca. Espongono le loro necessità e noi progettiamo e realizziamo soluzioni innovative. In questo modo riusciamo anche ad ottenere borse di studio per i nostri studenti o per i giovani laureati”. Queste attività rientrano “nell’ambito dei servizi che offriamo alle imprese e si trasformano poi in opportunità di formazione post lauream per i nostri studenti. Sono anche, naturalmente, occasioni che i giovani laureati hanno di stabilire rapporti con le imprese più innovative e competitive in una prospettiva di ricerca di lavoro. Facciamo rete, creiamo sinergie, per usare un’espressione oggi molto in voga, sia nell’ambito della formazione sia nell’ambito dell’innovazione.

Un’Academy sulla lavorazione del pellame

Gli anni della pandemia, naturalmente, non sono stati facili. Ammette il prof. Liberti: “Noi che viviamo di incontri e confronti, di scambio di idee ed esperienze, di ricerca ed innovazione a vantaggio del territorio, abbiamo attraversato un periodo particolarmente complicato. Le attività di Officina Vanvitelli, nonostante si sia cercato di fronteggiare al meglio la situazione e di non fermarsi mai del tutto, hanno inevitabilmente subito un certo rallentamento. Ora però stiamo ricominciando ad attivarci e siamo pronti a ripartire. A gennaio 2023, tra l’altro, inaugureremo un’Academy sulla lavorazione del pellame. Si chiama ‘Conscious Leather Design Academy’. Lavoreremo con le aziende. Ci sono borse di studio di Lineapelle, di Kiton, di Assocalzaturifici, di Pasubio e di altre aziende del settore. Lo scopo dell’iniziativa è trovare accessori e scarpe nella tematica della sostenibilità ambientale legata alla lavorazione della pelle. L’Academy è stata presentata a Milano nell’ultima edizione di un evento internazionale dedicato proprio alla moda ed al design e durerà sei settimane. Sarà un percorso formativo per laureandi e laureati nel design e nella moda. In attesa che parta il progetto, Officina Vanvitelli festeggia Francesca Barberio, laureata nella Magistrale in Design per l’Innovazione, con il curriculum Fashion Eco Design: “È stata finalista di Milano Moda Graduate. Trattasi di un appuntamento nato nel 2015 su iniziativa della Camera Nazionale della Moda Italiana “con l’obiettivo di celebrare e promuovere a livello nazionale ed internazionale l’eccellenza delle scuole di moda italiane”. La manifestazione si svolge ogni anno a settembre in concomitanza con la Milano Fashion Week e prevede due sezioni, di cui una realizzata insieme a YKK, partner principale dell’evento. “Per noi della Vanvitelli che ci occupiamo di moda e design – sottolinea Liberti – è stata una grande soddisfazione, perché lì si confronta il fior fiore degli studenti. Tra l’altro non è la prima volta che i nostri ragazzi ottengono risultati lusinghieri a Milano Moda Graduate. A testimonianza della validità di un progetto culturale che abbiamo avviato ormai alcuni anni fa, ma che si è continuamente rinnovato e che trae linfa anche dal costante rapporto dei Corsi di Laurea con Officina Vanvitelli e con la ricerca orientata al territorio ed alle imprese che quest’ultima porta avanti”.

Fabrizio Geremicca

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