Green pass anche per praticare le discipline individuali e all’aperto

Ha riaperto i battenti il Centro Universitario Sportivo (CUS) di Napoli. Riattivate quasi tutte le discipline, con orari di apertura estesi a tutta la giornata. Giovani e adulti tornano a praticare nella massima sicurezza l’esercizio sportivo nel Complesso di via Campegna. Naturalmente, è obbligatorio rispettare tutte le regole imposte dal Ministero della Salute per la prevenzione del contagio da Covid-19, quindi misurare la temperatura agli ingressi dei locali, indossare sempre la mascherina negli ambienti comuni, inclusi gli spogliatoi, essere sempre muniti di green pass e compilare il modulo di autocertificazione ogni 14 giorni. Inoltre, per una migliore organizzazione dei servizi, è sempre obbligatoria la prenotazione per svolgere gli allenamenti di qualsiasi disciplina. 
Dal 20 settembre sono stati estesi gli orari per praticare nuoto libero (dal lunedì al venerdì, dalle 7.00 alle 15.00 e dalle 20.00 alle 21.00; il sabato si può accedere dalle 7.00 alle 15.00, mentre la domenica dalle 8.00 alle 14.00); sono ripresi anche i corsi di nuoto per adulti e bambini, acquagym e idrostation. La palestra fitness osserva questi orari: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.00 alle 22.30; martedì e giovedì dalle 8.00 alle 22.00; infine, sabato e domenica dalle 8.00 alle 13.30. Dal 20 è ripartito anche il corso per bambini e adulti di danza aerea su tessuti (il pomeriggio nelle giornate di mercoledì e venerdì). Al CUS ogni sport trova il suo spazio e dal 27 settembre ripartiranno anche i corsi di karate, tai chi, judo, yoga, pallacanestro e pallavolo, calcio a cinque, lotta e molto altro.
“Puntiamo a ripartire nella massima normalità, per quanto possibile, nonostante i disagi della pandemia siano ancora ben tangibili. Abbiamo deciso di estendere il controllo del green pass a tutti i settori, compresi gli sport come il tennis e l’atletica leggera che si tengono in maniera individuale e all’esterno, per non limitare l’utilizzo degli spogliatoi e dei servizi solo ad alcuni soci. Questa decisione ha inciso ulteriormente sull’adesione di diverse persone, che per scelta e motivi diversi non vogliono vaccinarsi. Una decurtazione che si aggiunge soltanto ad un forte calo degli iscritti rispetto ai numeri che si registravano nel periodo precedente a questa situazione”, spiega il dott. Maurizio Pupo, Segretario Generale del CUS. Ad una diminuzione delle entrate non corrisponde, però, un calo delle spese che, al contrario, tra costi di gestione ordinari e quelli straordinari, come la sanificazione di tutti gli ambienti e il personale necessario quotidianamente per i controlli all’entrata dei soci, mettono in forte difficoltà i responsabili del CUS. “Un terzo del personale è ancora in cassa integrazione. Stiamo cercando di mantenerci a galla e speriamo di riuscirci riaprendo al massimo delle possibilità tutti i settori sportivi. Si tratta però di una scommessa, perché, se dovesse esserci un ritorno dei numeri del contagio che conosciamo e si dovesse tornare a nuove scelte drastiche, dopo quasi due anni di chiusura non immagino come sarebbe possibile gestirla mantenendo lo stesso servizio”, continua Pupo, che invita i giovani a tornare ad interessarsi allo sport, riconoscendo il ruolo importantissimo che ricopre nella vita di tutti. Praticare sport non deve limitarsi al solo ambito agonistico e professionale, sottolinea il Segretario Generale, perché dalla salute del corpo deriva anche, e soprattutto, la salute psicologica. Un periodo come quello appena vissuto ha inciso profondamente su molti aspetti della vita, dei giovani soprattutto, tra cui la socialità: “l’uomo ha bisogno di muoversi e di stare insieme alle altre persone. Sono queste le due nature della salute di ognuno. Dobbiamo riabituarci a fare sport, a posare i telefoni e andare a correre, sfogarsi mettendo in esercizio il corpo”, dice Pupo. In questo senso, anche le istituzioni, compresa quella universitaria, hanno un ruolo importante “perché non basta elogiare l’importanza dello sport. Alle parole si devono associare i fatti, organizzare iniziative che stimolino i giovani a riavvicinarsi all’esercizio fisico, a farne comprendere l’importanza”. 
 
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