Il Cus premia i suoi migliori atleti

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Matricole e laureandi uniti dalla passione per lo sport

Qualcuno si è laureato da poco, qualcun altro ha appena iniziato il proprio percorso universitario e, naturalmente, c’è chi è a metà dell’opera. Diversi fattori accomunano quattro dei vari studenti premiati dal Cus in occasione dell’Assemblea del 27 aprile, che si sono raccontati brevemente ad Ateneapoli: federiciani doc e capaci di abbinare al talento tanta dedizione e disciplina. Si tratta di Alessandro Scocca, guardia nella pallacanestro; Claudia e Franco Tramaglino, fratelli nella vita e nell’atletica; Gerardina Toraldo, judoka. Percorsi e obiettivi diversi, ma una forte passione per i rispettivi sport. “Ricevere questo premio mi rende molto orgoglioso – spiega Alessandro, 23enne beneventano impegnato con la Magistrale in Ingegneria strutturale e geotecnicaportare in alto il nome della nostra Università è una grande soddisfazione”. Sulle qualità che l’hanno contraddistinto, il giovane non ha dubbi: “di sicuro è stata premiata la mia costanza, ormai da tre anni faccio parte del Cus Napoli, sia della squadra che gioca in Promozione che di quella strettamente universitaria”. A ben vedere, sondando i trascorsi di Alessandro, lo sport gli scorre nelle vene, grazie ad “una famiglia di sportivi che mi ha spinto sempre a praticarne. Al basket mi sono avvicinato all’età di 13 anni, da allora non ho più smesso, anche perché lo sport è una grandissima valvola di sfogo. Quando salgo sul parquet dimentico tutto, non penso che attaccherò le scarpe al chiodo dopo l’Università, al di là del mio livello”. Battuta finale sul Cnu: “Ci divertiremo tanto, ma di fronte avremo selezioni molto forti, sarà dura”. Fresca di laurea in Ingegneria Chimica con 110 e lode, Gerardina, 24 anni, categoria 52 del Judo. Già una dimensione diversa, come testimonia il colloquio di lavoro previsto subito dopo l’intervista: “È molto probabile che prossimamente non sarò più a Napoli, anche per questo la mia partecipazione ai Campionati è in forte dubbio”. Dovesse essere così, sarebbe certamente una grande perdita per la selezione napoletana. Sicura, disciplinata nei toni, disponibile al sacrificio, la 24enne dipinge il Judo come stile di vita: se non avessi praticato Judo non mi sarei laureata con il massimo dei voti. Questo sport ti impone disciplina, ti impone di ottimizzare i tempi. Quando ci si allena bisogna dare tutto, quindi, prima di mettere piede sul tatami, dovevo concentrarmi al meglio per non lasciare nulla al caso. Anche quando si è stanchi e non si hanno energie, la mentalità che trasmette il Judo permette di andare oltre le difficoltà”. Autocontrollo e spirito di sacrificio:qualità, queste, che Gerardina ha assorbito a tal punto da rappresentare il vero motivo del premio. “Sono contenta perché penso che il Maestro Parlati abbia apprezzato proprio questo in me, i sacrifici fatti. Il premio va oltre gli allenamenti e l’agonismo”. Come nel caso di Alessandro, anche la 24enne non ha mai fatto a meno dello sport. “Mi sono avvicinata al judo nel 2017, al primo anno di università. Tuttavia l’avevo già praticato da piccola, abbandonandolo per la pallanuoto, che ho seguito per 11 anni di agonismo. Poi, ecco di nuovo il Tatami al secondo semestre”. Chiudono i fratelli Tramaglino, entrambi 19 anni, impegnati in due percorsi universitari differenti: Claudia, specializzata in salto in lungo e triplo, iscritta al primo anno di Beni Culturali curriculum economico-gestionale, Franco, ancora in cerca della propria specificità sportiva, al primo anno di Economia e Commercio. La prima si dice ovviamente “molto contenta del premio ricevuto, credo mi abbiano scelta per la dedizione e l’impegno profusi sia nello studio che nell’attività fisica”. La partecipazione al Cnu è ancora in dubbio, considerato che le selezioni si terranno a breve, ma “l’augurio è che la nostra rappresentativa dia il massimo e porti a casa qualche medaglia”. Sul futuro, le idee sono molto chiare: “ci vedo solo la realizzazione dei miei studi al momento, ma sarò sempre grata allo sport, che pratico fin da bambina, prima arti marziali e poi in terza media è arrivata l’atletica. Mi ha trasmesso molti valori e soprattutto mi dà la possibilità di diversificare il mio tempo”. Lungo la stessa scia, cioè di una vita passata a fare sport, anche Franco, che dopo un abboccamento da piccolo con le arti marziali, ha speso tanti anni sui campi da calcio, in parte nelle palestre e poi sui circuiti di atletica: “Agli allenamenti, nell’ultimo anno, non sono mai mancato. Penso sia balzato all’occhio questo aspetto, voglio migliorare costantemente e non è un caso, ho sempre vissuto i miei impegni in funzione dello sport, per me è del tutto naturale. Non riuscirà a partecipare ai Campionati Universitari, ma, a quanto pare, il cuore sarà a Cassino: “Tra coloro che andranno ci sono tanti amici. I loro successi sono anche i miei, quindi spero vivamente che riescano ad imporsi e a raggiungere traguardi importanti. Per loro e per tutto il Cus Napoli”.