“I nostri studenti sono molto competitivi”

“Tutti i Corsi di Laurea di Economia hanno uno sviluppo nella Magistrale, quindi bisogna ragionare sui cinque anni”. A parlare agli studenti interessati all’Area economica presentata al Salone dello Studente è il professore di Economia Aziendale della Federico II Roberto Maglio, che aggiunge: “la laurea in Economia Aziendale apre tanti scenari per il futuro. Da due anni l’accesso è a numero chiuso, ma vi tranquillizzo, non c’è una grande difficoltà a superare il test. Nel passato recente, i candidati hanno superato di poco il numero di posti messi a disposizione dal Dipartimento. Salvo disastri nel compito, insomma, potete fare questi studi”. Il docente fornisce agli studenti la ricetta per fare al meglio il proprio dovere: “è fondamentale studiare fin da subito, sia in aula che a casa. I primi anni sono i più difficili perché si sente il salto tra liceo e università. Successivamente si acquisisce il metodo di studio e si va avanti. Non è un caso che i voti della Magistrale siano quasi sempre superiori a quelli della Triennale”. Anche gli economisti, spesso, devono cercare fortuna altrove: “purtroppo non sempre il nostro territorio permette di assorbire i nostri laureati. Però i nostri studenti sono molto competitivi. L’aver studiato in condizioni più difficili dà a loro una marcia in più sul mondo del lavoro, perché diventano più flessibili rispetto ai più coccolati colleghi di atenei privati”. 
Il professore di Economia e Gestione delle Imprese Francesco Calza fa riferimento alle origini dell’Università Parthenope (nata nel 1919 con l’istituzione del Regio Istituto Navale) per spiegare il modus cogitandi dell’Ateneo che rappresenta: “il nostro obiettivo è di guardare l’orizzonte e ampliare i nostri confini, puntando a una dimensione internazionale”. Lo studio è pensato in un modo preciso: “i Corsi di Laurea servono per arricchire le vostre competenze e, in modo più modesto, anche per trovare lavoro. La nostra ambizione è quella di formare laureati che possano lavorare sul territorio. Non sempre ci riusciamo, forse anche perché, facendo autocritica, non siamo abbastanza bravi”. Agli studenti è richiesto impegno: “nei primi tre anni lo studio è omogeneo in tutti i Corsi di Laurea che hanno una dicitura economica. Studierete Matematica, Statistica, Management, Diritto e Lingua straniera. Voi siete liberi di venire o non venire, di fare l’esame o non farlo. La scelta, ovviamente, dipende dai vostri obiettivi”. 
Studiare in questa città conviene. Il parere è del professore di Economia degli intermediari finanziari alla Federico II Stefano Ecchia: “Non guardate le graduatorie che stilano i giornali su scala nazionale, spesso sono basate su criteri poco condivisibili. La nostra qualità è determinata dai programmi e dai docenti. Se fate un Master o un dottorato le possibilità di lavoro ci sono e sono di ottimo livello”. Saper fare i conti non basta: “dovete avere una cultura generale, in Economia è fondamentale. Le nostre non sono scienze deterministiche. Queste discipline stanno a metà tra scienza e arte, intuizione e fattore umano”. Si tratta di studi molto eterogenei che nascono dalla fusione con altre discipline: “oggi si studia molto l’applicazione della Psicologia all’Economia. Ci sono dei contenuti umanistici necessari per interpretare più razionalmente il comportamento umano. I criteri deterministici sono solo delle linee guida del ragionamento umano, poi intervengono altri fattori. Le Neuroscienze, ad esempio, hanno studiato una parte del cervello, detta Amìgdala, che è coinvolta quando si fanno scelte che non assecondano la teoria economica”. A uno studente che gli chiede se, con la crisi, non ci sarebbe bisogno di nuove leve in quest’ambito, il docente risponde: “Ci sono dei vertici che sicuramente hanno agevolato certi comportamenti che stanno alla base della crisi. Il ricambio generazionale è una cosa sulla quale sono d’accordo. La rottamazione è apertura, purché il cambio sia adeguato. Ecco perché voi dovete avere delle basi solide. La cosa importante è l’applicazione concettuale al problema”. Infine, un suggerimento: “siate intelligenti, preparati e capaci di adattarvi il più possibile al cambiamento”. Una importante frontiera dell’economia odierna è rappresentata dal turismo, come spiega la professoressa del Suor Orsola Benincasa Paola Villani che al Salone racconta il Corso di Scienze del Turismo: “chi sceglie questo settore lavora a creare emozioni, a far vivere esperienze. Nell’economia c’è una forte componente emotiva, motivo per il quale Gardaland fa gli stessi visitatori di Pompei, purtroppo”. Preciso è il profilo di chi dovrebbe scegliere questo Corso: “consiglio questi studi a chi vuole fare Economia ma potrebbe sentirsi un po’ stretto in quella disciplina specifica. Il turismo offre sicuramente un quadro più ampio”. Infine, un consiglio per riflettere nel migliore dei modi sul proprio futuro: “voi non dovete scegliere il Corso di Laurea, ma la carriera, cercando di mediare tra quello che piace e quello che il mercato del lavoro offre”. 
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