“Lascerò una Facoltà compatta”

Giunto al termine del suo secondo mandato il Preside della Facoltà di Lingue, Domenico Silvestri, si prepara a lasciare il testimone al suo successore.
Tra qualche mese Silvestri lascerà la sua poltrona alla presidenza dell’ottavo piano di Palazzo del Mediterraneo dopo sei anni di lavoro al vertice di una delle più affollate Facoltà dell’Orientale, con i suoi 4327 iscritti e 810 immatricolati per l’anno accademico 2006/07.
Cresciuta nei numeri e nei servizi, la Facoltà conserva, dunque, l’eredità del lavoro svolto in questi ultimi anni. “Lascerò una Facoltà molto unita- dichiara il Silvestri- che ha una grande varietà di voci e competenze e nessun contrasto grave, ma con una volontà di confronto e costruzione comune”.
Il mandato scadrà ufficialmente il 31 ottobre ma è già tempo di tracciare un bilancio, descrivere come è cambiata Lingue e cosa ancora c’è da fare. Sono due le novità importanti introdotte durante la presidenza Silvestri: una sul fronte dell’innovazione tecnologica e l’altra su quello della classe docente. Adeguare la burocrazia ai nuovi sistemi informatici è stato, infatti, uno degli obiettivi verso cui si è diretta la Facoltà. Un processo ancora in via di completamento. “L’informatizzazione si converte in una maggiore disponibilità di servizi in tempo reale – spiega Silvestri- Potere accedere ai dati sulla propria carriera o poter controllare e verificare il proprio piano di studio on–line è un enorme passo avanti”. Aggiunge: “non è stata ancora realizzata, però, la verbalizzazione informatica degli esami”. La possibilità di verbalizzare l’esame on line al termine di ogni seduta, contestualmente alla compilazione della camicia in forma cartacea, consentirebbe un maggior rigore e controllo anche per i docenti, quindi maggiore sicurezza agli studenti. “La responsabilità di questo ritardo non è mia, né della presidenza- commenta- ma è una disattenzione dell’Ateneo che non ha investito in risorse umane con competenze informatiche, quindi non ci sono le persone che possono gestire il processo”.
Investire sulle risorse umane, invece, sembra essere stata una caratteristica determinante della presidenza di Silvestri: in questi anni è stato operato un vero e proprio ricambio generazionale nella classe docente. Attraverso la promozione di tutte le forme possibili di trasferimenti e concorsi, sono stati incardinati in organico 30 nuovi docenti. “L’età media dei nostri docenti è la più alta d’Europa – sottolinea il Preside- L’introduzione di nuove unità ha profondamente rinnovato ed arricchito la Facoltà, in tutte le sue aree disciplinari. Bisogna ricordare che Lingue non ha solo lo scopo di introdurre allo studio di due idiomi stranieri, ma anche quello di un continuo aggiornamento culturale. Per questo è necessario un corpo docente vivace ed attivo”.
Sul piano della docenza certo non sono stati risolti tutti i problemi se si pensa che su 160 professori, 80 sono in organico ed altri 80 sono precari. “Lo scoglio più difficile da superare in questi anni- confessa il prof. Silvestri- è stato constatare che le risorse per l’università non fanno altro che diminuire. I concorsi sono bloccati. Inoltre, quando vengono assunti ricercatori questi sono subito impiegati nella docenza sottraendo spazio alla ricerca”. Insomma, gli obiettivi centrati in questi anni acquistano più valore se inseriti in un contesto di crisi generale del sistema.
I punti fermi del progetto Silvestri: “l’apprendimento di due lingue  allo stesso titolo, un principio che ha mantenuto sempre compatta la Facoltà. Un altro punto forte è stata la convivenza e complementarità delle tre dimensioni della Facoltà: la Letteratura, che con le sue grandi dimensioni rappresenta l’aspetto tradizionale;  le Culture, su cui si ha sempre maggiore interesse in un mondo in cui la dimensione umanistica è primaria e globale; i Linguaggi Multimediali su cui si è investito molto. A queste tre anime corrispondono tre specifici Collegi didattici”.
Ma anche se Lingue ha un suo specifico e fermo profilo, non ci può essere reale sviluppo se l’Ateneo di appartenenza non ha ben definito la sua identità. 
“L’Orientale è composto da quattro Facoltà – sottolinea Silvestri-  e tre sono, di fatto, di Lingue e Letterature. L’Ateneo farebbe un reale investimento sulle lingue se queste non venissero messe in concorrenza tra loro, generando anche confusione.  Le lingue orientali sarebbero anche favorite da un’interazione maggiore con quelle occidentali, perché non possiamo chiedere ai ragazzi di studiare solo due lingue orientali in un mondo globalizzato”.
Da un Preside eletto per ben due volte all’unanimità, un consiglio ed un augurio per il successore: “lavorare con i colleghi e per i colleghi, con gli studenti e per gli studenti, con l’Orientale e per l’Orientale individuando il suo posto strategico per la forza di tutti”.
Valentina Orellana
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