“Non sottovalutate il costo dei materiali”

“Seguire i corsi al primo anno è importante, perché l’esame di Istituzioni Matematiche non è facile da superare. Se sei presente a lezione, il professore ti permette una prova intercorso prima di quella scritta. Poi passi all’orale, se la superi. La difficoltà dipende molto dal modo del docente di affrontare la materia, anche per Scienze delle Costruzioni che diventa più nozionistico, o più scorrevole a seconda di chi lo insegna”, rivela Alessandro Chianese, al quarto anno di Architettura. “La disciplina che più mi ha appassionato è stata Storia dell’Architettura moderna, al primo semestre del primo anno, perché t’illustra l’evolversi della materia dall’età classica e il suo significato più profondo”. Il tirocinio è obbligatorio: “dobbiamo terminare 200 ore durante un semestre a scelta, a partire dal terzo anno”. Esistono punti ristoro nel Dipartimento, ma non un parcheggio: “abbiamo una buvette con panini e piatti caldi, che permette i buoni mensa ADISU. Non ci sono aule studio, ma una biblioteca ben fornita di testi specialistici. Arrivare con mezzi privati alla sede non è difficile, ma il Dipartimento non prevede un parcheggio. Ti devi affidare a quelli nelle vicinanze ad un prezzo di due euro per l’intera giornata. Se vuoi venire a piedi, la metro Nord Est, che incrocia con la Linea 1 di Piscinola, ti lascia ad Aversa Centro, dopodichè impieghi dieci minuti per arrivare”. Durante il percorso di studi è possibile partecipare a viaggi studio: “al terzo anno siamo stati a Berlino, dove abbiamo visitato numerosi musei ed edifici importanti sotto il profilo architettonico. L’Università fornisce un rimborso spese parziale”.
Al primo anno di Design e Comunicazione, Roberta Casolare: “il primo impatto è stato positivo, poi, durante il percorso, ho avuto qualche problema con alcuni docenti. Ad esempio, per Storia del Design abbiamo appreso poco e niente in aula, e all’esame il docente ha chiesto di portare foto e commento della nostra abitazione, più un’immagine di un monumento a scelta da discutere. Disegno tecnico, invece, è stato un corso molto interessante”. Per Industrial Design: “abbiamo elaborato la costruzione di una sedia a computer e realizzato un modellino in cartone. Il corso di abilità informatiche ti dà modo di scaricare programmi che occorrono alla realizzazione di un progetto, ma non ne spiega il funzionamento in maniera dettagliata”. Sei sessioni d’esame in totale: “due a luglio, due di recupero a settembre, due a febbraio. Non rilassatevi dopo la sessione invernale, o rischiate di restare indietro come è successo a me. Le aule S, dove seguiamo, sono pulite e capienti e abbiamo un bar all’interno dell’edificio”. Come attività ulteriori, che esulano dal percorso canonico: “la Fiera del mobile di Milano, alla quale molti hanno partecipato, ma a spese proprie”. Seguire è obbligatorio: “alcuni docenti prendono le presenze, altri no”.
Non si è trovata benissimo, per quanto riguarda l’organizzazione degli esami, Federica Della Rotonda, al primo anno di Design per la moda: “date di esami e programmi vengono comunicati ad una settimana dalla prova. Gli esami più interessanti arrivano dopo il primo semestre, nel quale si affrontano quelli di base. Per Progettazione abbiamo prodotto un plastico, prendendo spunto da un artista a scelta, e realizzato dei libricini su reticoli (figure geometriche da sviluppare)”. Per Disegno di Moda: “ci è stato chiesto di realizzare la presentazione di una scarpa. La difficoltà sta nel fatto che il docente non fornisce linee guida o step da seguire, per cui fai una serie di errori, che ti vengono corretti prima dell’esame, fino ad arrivare al modello giusto”. I corsi si seguono nelle aule S5 e P4: “alcuni sono in comune con Architettura, tant’è vero che, se volessimo proseguire con questo indirizzo dopo la Triennale, avremmo solo otto esami da recuperare”. Problema da non sottovalutare “è il costo dei materiali. Per ogni esame occorrono: album da disegno, matite e carton plume, ad esempio. La realizzazione di un book fotografico per rivista è costata 50 euro, spesa media per ogni prova, che secondo me dovrebbe essere in parte sostenuta dal Dipartimento, poiché le tasse sono elevate. Si ammortizza un po’ il costo attraverso il download dei manuali”.
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