“Si dovrebbero riorganizzare i tempi da dedicare a queste materie”

“Non è vero che bocciamo a raffica. Il punto è che gli studenti arrivano spesso a sostenere l’esame con noi due o tre anni dopo l’anno nel quale avrebbero dovuto affrontarlo. Si arretrano questi esami perché non hanno il tempo di studiarli. Sono oberati di esercitazioni, correzioni e laboratori su altre materie”, dice il prof. Giulio Zuccaro, uno dei veterani tra i docenti di Scienza delle Costruzioni ad Architettura. Racconta: “quando ero assistente del prof. Paolo Belli superava l’esame uno studente su due. Oggi se ne mando a casa uno è molto. Questo perché, quando arrivano dopo che si sono liberati delle altre incombenze, sono preparati, hanno studiato. Dunque, il punto non è che superano in pochi l’esame di Scienza delle costruzioni, ma che lo superano tardi. Prima affrontano altro, quello che reputano più interessante o più attinente alla scelta di studiare Architettura, poi la mia materia. Eppure progettare non è solo disegnare, la struttura è l’anima dell’architettura. Gli archetipi strutturali sono importanti per progettare l’architettura. Lo studente deve capire che il controllo della struttura per lui equivale al controllo della forma architettonica”. Prosegue: “Negli ultimi anni devo dare atto ad Antonella Di Luggo, a Marella Santangelo ed in generale alla nuova generazione miei ex studenti, di progettisti e coordinatori, di avere molto insistito su questo aspetto. Ne abbiamo parlato anche con il Direttore del Dipartimento Michelangelo Russo. C’è una diversa consapevolezza, da parte dei progettisti, del ruolo delle discipline tecniche. Il punto, però, è che si dovrebbero riorganizzare i tempi da dedicare a queste materie”. Insiste su questo aspetto: “Quando ho seguito Scienza delle costruzioni ad Architettura da studente erano riservate alla materia quattro lezioni di 2 ore a settimana. Nove mesi di corso, 240 ore di lezione frontale. Ora sessanta ore alla Magistrale in Progettazione ed 80 alla 5Ue. Ovvio che con un terzo o un quarto del tempo a disposizione i ragazzi compiono scelte anche in relazione al numero di crediti. Scelgono i 12 del laboratorio di Composizione e non i sei di Scienze. Bisognerebbe dare più spazio in termini di crediti a Scienza delle costruzioni”. I corsi integrativi che sono iniziati da poco, dice, “sono una brillante idea della prof.ssa Di Luggo. Non bisogna vederli come un Bignami però. I ragazzi non pensino di risolvere con sedici ore. Li abbiamo strutturati in modo che integrino il corso e chi li frequenterà non sosterrà poi l’esame con i docenti a contratto i quali tengono le lezioni integrative. Non possiamo fornire scorciatoie. Stiamo avendo molte richieste e credo che saranno frequentati non solo dai ragazzi in corso, ma da alcuni che hanno perso il treno, non hanno seguito”. Conclude: “Tengo anche a sottolineare che non ho mai bocciato nessuno perché non aveva frequentato il corso. Ho sempre verificato se fosse o meno preparato. Si può preparare un esame di Scienza delle costruzioni anche se non si è seguito il corso, soprattutto ora che ci sono molti materiali didattici, le registrazioni e quant’altro. Certamente, però, è molto più faticoso rispetto a quanto sia per chi frequenta regolarmente, una lezione dopo l’altra. Porta via più tempo. Insomma, seguire la lezione e le esercitazioni è un buon investimento”.
Scienze e Tecnologie della Chimica Industriale
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