Insegnamenti strutturali che trovano applicazione nel post-laurea

Ad Architettura alcuni giorni fa sono cominciati i moduli per attività didattica integrativa (8 incontri da due ore) per ciascun canale dei corsi di Fondamenti di Scienza delle Costruzioni e di Scienza delle Costruzioni. In particolare: i moduli per Fondamenti di Scienza si svolgono il giovedì dalle 15.00 alle 17.00 sui canali Teams dei professori Babilio, Corbi, De Cicco; quelli per Scienza delle Costruzioni si tengono il venerdì dalle 9.00 alle 11.00 per i corsi dei professori Ceraldi e Zuccaro, mentre per quello del prof. Marotti, il mercoledì dalle 9.00 alle 11.00. Partecipano sia gli studenti in corso sia quelli degli anni precedenti in debito di esame. Fondamenti di Scienza delle Costruzioni e Scienza delle Costruzioni sono stati l’incubo di generazioni di studenti di Architettura. Non pochi si trascinavano questi esami fin quasi alla fine del percorso di studio ed accumulavano forti ritardi nel conseguimento della laurea proprio a causa, o almeno anche a causa, di queste discipline. C’è stato chi, stando ai racconti che si sono tramandati per generazioni di futuri architetti, fino al punto di diventare quasi leggende, ha ripetuto uno o entrambi gli esami anche tre, quattro e perfino cinque volte prima di strappare, magari, un diciotto con i denti e passare oltre. “La situazione oggi è però profondamente mutata – dice il prof. Francesco Marotti De Sciarra –  e lo si capisce dal numero di studenti che ci si ritrova ai corsi. Per la quinquennale sono una novantina per ciascuno dei tre canali formativi. Pochi in più rispetto al numero di iscritti in corso al terzo anno. Vuol dire che i fuori corso, che naturalmente non sono scomparsi, non sono più la folla di un tempo. Insomma, mi pare che siano stati realizzati progressi”. Merito, a detta del docente, in primis “di un cambiamento di sensibilità da parte dei professori e di una rivisitazione dei programmi. È cambiato il modo di insegnare, c’è stato un avvicinamento di ciò che si insegna al mondo reale. I programmi, poi, non sono più quelli di quando ho studiato io. Si sono adeguati e modificati e, soprattutto, si è proceduto ad una integrazione efficace dei due insegnamenti con quello che è a monte e quello che è a valle. C’è una maggiore continuità. C’è stato anche da parte dei docenti un maggiore coordinamento che sicuramente ha giovato al percorso”. Quanto agli studenti, prosegue il professore, “hanno compreso l’importanza di queste materie inserite nel percorso dei futuri architetti. Scienza e Fondamenti sono insegnamenti strutturali che trovano applicazione in Tecnica, in Restauro e nell’attività post lauream degli studenti. Ragazze e ragazzi hanno compreso che le discipline hanno una utilità, non sono una vessazione avulsa dalla formazione e dal percorso di studi che hanno scelto. Un architetto che non abbia padronanza dei concetti che si studiano a Scienza delle Costruzioni sarà un professionista con importanti lacune”.
“Frequenza, studio costante, esercitazioni”
Il fatto che oggi questi insegnamenti non siano più, o almeno non siano più come una volta, l’incubo di tanti studenti non significa, naturalmente, che siano diventati improvvisamente due esami facili o da sottovalutare. “Sono materie – riflette il docente – nelle quali entrare con una certa gradualità. Il consiglio che mi sento di dare è di seguire con assoluta meticolosità e costanza. Ad Architettura a ciclo unico sono corsi annuali e questo, se si comincia a studiare da subito e non si perdono le lezioni e le esercitazioni, può essere un vantaggio. C’è più tempo per assimilare. Se si accumula ritardo, poi bisogna prepararsi in maniera autonoma con appunti e ricevimenti. Fattibile, ma certamente più faticoso e difficile”. Gli argomenti più ostici per gli studenti? “Non saprei dire. Sono argomenti tutti collegati, non ci sono parti di programma fini a se stesse. È un blocco unico. Questo rafforza il discorso di procedere passo dopo passo. Così lo abbiamo pensato”. Il corso di tutoraggio, sottolinea, “è una opportunità per verificare se si è capito tutto o ci sono cose poco chiare”. In epoca di pandemia e di corsi su piattaforma informatica, per un docente ci sono particolari difficoltà ad insegnare on-line Fondamenti di Scienza delle Costruzioni e Scienza delle Costruzioni? “Non mi pare – risponde il prof. Marotti – ed anche noi ci siamo adattati bene all’insegnamento a distanza. Ci sono certamente più problemi per gli esami progettuali e per i laboratori”.
Infine un ricordo di quando era studente e si trovò alle prese con Scienza delle Costruzioni nella Facoltà di Ingegneria dell’Ateneo federiciano. “Avevo – racconta – il prof. Luigi Adriani, che certamente era un docente esigente, il quale non faceva sconti a nessuno. Se non eri ben preparato, non passavi. Era un esame ostico e molto lungo. Sia come programma, sia come durata della prova finale. Non si scendeva mai sotto l’ora e la media era una ora e mezza. Adriani voleva appurare se davvero il candidato era entrato nella materia, non si accontentava certo di un esame superficiale”. Al futuro professore Marotti andò molto bene. “Presi trenta al primo colpo – ricorda – e fu una sensazione bellissima. Misi in atto durante i mesi del corso quello che ho suggerito poc’anzi agli studenti di oggi: frequenza molto assidua, studio costante, esercitazioni”.
Fabrizio Geremicca
Scienze e Tecnologie della Chimica Industriale
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