“Uno stato di incertezza perenne”

“Se gli studenti vengono abituati ad un modo di studiare serrato e veloce, è chiaro che diventa difficile approfondire gli argomenti”, afferma il prof. Guido Cella, Presidente del Corso di Laurea in Economia Aziendale. Agli studenti del suo Corso di Laurea che lamentano una cattiva impostazione degli esami (le loro testimonianze in un articolo sullo scorso numero di Ateneapoli), soprattutto per quanto riguarda i test scritti, troppo riduttivi per esami invece discorsivi, il professore risponde: “io sono un sostenitore della prova scritta, intesa come un insieme di quesiti cui gli studenti devono rispondere in maniera argomentata. La prova orale, per me, è la discussione della prova scritta. Credo che i test a scelta multipla non siano adeguati”. Ma i veri problemi dice il professore, sono altri: “viviamo una situazione confusa. Ci siamo dati delle regole che poi, e mi includo nel novero, non siamo in grado di applicare”. Il professore illustra una serie di esempi di situazioni paradossali verificatesi in questi mesi. Studenti trasferiti da altri atenei che, a causa dei diversi parametri, si sono visti convalidare un numero di crediti superiori a quelli dell’ateneo di provenienza e senza aver sostenuto esami che, invece, gli studenti federiciani devono, obbligatoriamente, sostenere. Corsi che si accavallano e gli studenti non sanno con chi devono seguire. Se seguono con un professore diverso l’esame potrebbe non essere convalidato devono cambiare il piano di studi: la procedura è lunga e ogni modifica richiede il pagamento di una marca da bollo. Senza contare gli studenti che arrivano al biennio specialistico e hanno già esaurito tutte le alternative loro proposte. “I ragazzi vivono in uno stato di incertezza perenne. Per questo proporrò di semplificare il piano di studi, almeno al triennio, e di ricompattare gli esami”, conclude Cella.
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