600 delegati a Napoli per il congresso della Società Linguistica Europea

Scelta dalla Societas Linguistica Europaea per il 49esimo Annual Meeting la Federico II si conferma un Ateneo con una lunga tradizione negli studi Linguistici del Dipartimento di Studi Umanistici, che si è avvalso del contributo di docenti di spicco, del calibro del compianto Alberto Varvaro. Motivo per il quale dal 31 agosto al 3 settembre
si è svolto a Napoli l’importante appuntamento che ha visto protagonisti 600 delegati, in prevalenza stranieri, provenienti dalle più prestigiose Università del mondo, con la presenza dei più autorevoli studiosi di Linguistica teorica e applicata, distribuiti in 21 workshop e 14 sessioni parallele, con la presentazione di 487 papers, dislocati in tre sedi: il Centro Congressi Federico II, Palazzo du Mesnil e l’Hotel Royal Continental. “Il Rettore Gaetano Manfredi ha sostenuto l’iniziativa, insieme al Pro-Rettore Arturo De Vivo, che ne ha seguito l’organizzazione dalle fasi iniziali. Il convegno è stato aperto dal Vice-Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Luigi Musella e dalla Rettrice dell’Orientale Elda Morlicchio. Ci terrei a sottolineare che la S(ocietas) L(inguistica) E(uropaea) è la più importante associazione europea di Linguistica, fondata nel 1965 per creare contatti tra i linguisti delle due zone della Cortina di Ferro, che ha diviso l’Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale alla fine della Guerra Fredda”, precisa la prof.ssa Michela Cennamo, impegnata nell’organizzazione dell’importante meeting. La SLE
intende promuovere lo studio scientifico del linguaggio in tutti i suoi aspetti: “realizzato nello specifico attraverso incontri annuali di senior scholars e di giovani studiosi, generalmente nelle più importanti Università europee. Quest’anno ha avuto l’onore di essere scelta come sede del convegno la nostra Università, in riconoscimento della sua importanza internazionale. Il convegno si è articolato in workshop specialistici su aspetti teorici e applicativi dello studio del linguaggio, in sessioni più generali, rivolte soprattutto ai linguisti più giovani, e in tre sessioni plenarie, che quest’anno hanno affrontati i temi degli ‛Universali linguistici’ con Martin Haspelmath del Max Planck Institute-SHH Jena/Leipzig, ‛dell’Accordo verbo-soggetto nell’italo- Romanzo’ con Delia Bentley di Manchester e delle ‛Lingue Artificiali’ con Marc van Oostendorp del Meertens Institute, Amsterdam”. Riscontro molto positivo per la tavola rotonda sul multilinguismo svoltasi il primo settembre: “l’argomento è di estrema rilevanza, in Europa e
nel resto del mondo e quanto mai attuale dopo la Brexit. Moderata dalla prof.ssa Barbara Turchetta dell’Università per stranieri di Perugia (delegata MIUR al gruppo di lavoro MAECI/MIUR per la costituzione di un Portale della Lingua Italiana nel mondo e per la valutazione della qualità dei corsi di lingua italiana all’estero), ha riunito tre prospettive di ricerca, illustrate dagli studiosi più autorevoli nel mondo di queste tematiche: la dimensione neurocognitiva e acquisizionale, rappresentata dalla prof.ssa Antonella Sorace, dell’Università di Edimburgo, che
si è concentrata sull’interessante fenomeno dell’attrito linguistico; la prospettiva relativa alla documentazione,
descrizione e rivitalizzazione delle lingue, esposta dal prof. Durk Gorter, dell’Università dei Paesi Baschi, il cui intervento si è focalizzato sui parlanti multilingue delle lingue europee minoritarie; gli aspetti sociolinguistici e politici, alla luce degli attuali scenari europei, presentati dalla prof.ssa Suzanne Romaine, del Centre for Advanced Studies Freiburg/Università delle Hawaii”. I risultati dei lavori dei convegni SLE generalmente sono pubblicati in volumi e nelle due riviste della Societas, Folia Linguistica e Folia Linguistica Historica, per la casa editrice Mouton de Gruyter.
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