700-800 studenti del vecchio ordinamento da rimettere in carreggiata

Più di 90mila euro. E’ la cifra che la Facoltà di Giurisprudenza ha deciso di destinare alla realizzazione di corsi di recupero e iniziative di supporto alla didattica. “L’obiettivo dei corsi di recupero, in partenza dopo le vacanze di Pasqua, è aiutare le matricole di primo anno con evidenti carenze che si portano dietro dalle scuole superiori, – spiega il Preside prof. Lorenzo Chieffi – oltre che supportare i fuoricorso che sono bloccati alle prove, più complicate, di quarto e quinto anno”. Procedura civile, Procedura penale, Diritto commerciale, Diritto privato. In linea di massima, sono questi gli esami che causano ansie e problemi ai futuri dottori in Giurisprudenza. “Abbiamo – afferma Chieffi – tra i settecento e gli ottocento iscritti appartenenti al Vecchio Ordinamento (laurea quadriennale) che, ormai, non frequentano più la Facoltà. C’è persino una percentuale di studenti che non paga le tasse, si sono allontanati dall’Università e dallo studio. A questo punto, speriamo che vengano a seguire i corsi di recupero che stiamo pubblicizzando anche sul sito internet di Facoltà (www.giurisprudenza.unina2.it)”. 
Tra i corsi in partenza, Diritto processuale civile. Abbiamo chiesto al prof. Gian Paolo Califano quali sono le difficoltà maggiori in cui incappano gli studenti. “Procedura civile è una materia complessa, che contempla lo studio di norme dettate dal legislatore, per cui c’è bisogno di impegno e sforzo mnemonico”. C’è da dire, inoltre, che il programma è abbastanza vasto. Diviso in quattro parti, comprende: i principi, il processo di cognizione, il processo di esecuzione e i procedimenti speciali. “Si tratta di una materia tecnica – continua Califano – e, spesso, gli studenti si scontrano con la prima parte, quella relativa allo studio dei principi”. Seguire le lezioni, però, significa, nella maggior parte dei casi, superare l’esame. “Resta l’importante problema dei fuoricorso che, a mio avviso, hanno una scarsa attitudine allo studio”. Passiamo ora ad un esame di primo anno: Istituzioni di Diritto pubblico, uno degli scogli per le matricole (insieme a Diritto privato). “Premesso che il programma d’esame è abbastanza ampio, – afferma il prof. Andrea Patroni Griffi – la maggioranza degli studenti che non riesce a superare l’esame è costituita da coloro che non frequentano, anzi si presentano solo il giorno dell’esame”. A livello didattico, le difficoltà maggiori riguardano lo studio delle fonti del diritto. “Fino a qualche anno fa, questo argomento veniva approfondito nella parte speciale. Attualmente, invece, rientra nel manuale”. Il consiglio del prof. Patroni Griffi ai ragazzi: “Esercitate il vostro diritto allo studio! Seguite le lezioni in maniera partecipata, chiedete approfondimenti, venite al ricevimento, perché richiedere una spiegazione su un argomento significa anche sapersi confrontare, e, infine, sfruttate questa occasione dei corsi di recupero”.
(Ma.Es.)
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