Comunicatori si nasce o si diventa? Si diventa: di questo ne sono convinti gli studenti del corso di Laurea in Culture Digitali e della Comunicazione attivato ormai da tre anni presso la Facoltà di Sociologia della Federico II.
Il corso di Laurea Triennale, unico in Italia, affianca il tradizionale Corso in Sociologia nell’offerta didattica della Facoltà federiciana e si propone, in maniera del tutto innovativa, di formare delle figure professionali facilmente spendibili in un campo in crescita come quello del digitale e delle comunicazioni.
“Gli sbocchi lavorativi per i laureati in Culture Digitali – spiega il professor Enrico Rebeggiani, docente del Corso – sono legati ad un mondo che è sempre più ricco di opportunità connesse alla comunicazione e al digitale. Ci sono infinite occupazioni ed inoltre questo è un settore che finora è stato coperto esclusivamente da facoltà tecniche-scientifico e meno esposto alla concorrenza internazionale”.
Per Culture Digitali è previsto il numero programmato: 205 le immatricolazioni fissate per l’anno accademico 2006/2007, da stabilirsi in base ai risultati del test d’ingresso costituito da ottanta domande a risposta multipla che vertono su argomenti di scienze umane e sociali, lingua italiana, informatica, inglese o francese.
«Inizialmente mi sono un po’ spaventato per l’esame d’ammissione – racconta Armando, studente del primo anno – poi, però, si è rivelato abbastanza semplice e comunque sono contentissimo della scelta che ho fatto sia per l’offerta didattica sia per il rapporto con i docenti”.
L’offerta didattica si articola in un primo anno denominato ‘Fondamenti Epistemologici’ in cui si formano le basi dei nuovi comunicatori, un secondo anno dal nome ‘I Saperi Comunicativi’, durante il quale si entra nel vivo dello studio sulla comunicazione e sulle nuove tecnologie informatiche e il terzo anno di Implementazione/ Professionalizzazione.
La Facoltà offre un laboratorio didattico-informatico, un centro di calcolo, la biblioteca e il centro audiovisuale.
Il Corso mette in mostra un organico d’eccezione tra cui il professor Derrick de Kerckhove, allievo dell’eminente sociologo e teorico della comunicazione Marshall McLuan, Davide Pittèri, esperto in Marketing ed in Organizzazione Eventi e Pubblicità, Pasquale D’Alessandro vicedirettore di Rai3.
«Io consiglierei ad un neo-diplomato questo percorso di studi – afferma Francesco, laureando ventiduenne – non solo perché può appassionare un po’ tutti quelli che amano questo settore, ma anche perché qui abbiamo la possibilità di incontrare persone che lavorano in questo campo, ascoltare le lezioni non solo di teorici ma anche di professionisti che operano, per esempio, nella Rai. Io sono stato iscritto per un anno al Corso in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola e ritengo che lì non ci sia un vero progetto culturale alle spalle come succede da noi, anche perché credo che per un comunicatore il legame con la sociologia sia inscindibile”.
Nonostante l’entusiasmo di molti studenti non sembrano però mancare i problemi, legati evidentemente, proprio alla recente attivazione del Corso.
«L’inconveniente di essere tra i primi iscritti a questo Corso di Laurea è per esempio – sottolinea Grazia, studentessa del terzo anno e laureanda – quello di non vedere ancora attivate le lauree specialistiche. Io non so cosa fare dopo la laurea, che spero di conseguire ad ottobre: scegliere il master, una laurea specialistica di Sociologia o aspettare un anno finché non partiranno le specialistiche anche da noi”.
Infatti, gli studenti che termineranno quest’anno il corso potranno scegliere soltanto tra le Lauree Specialistiche di Sociologia, che però non sono completamente in linea con i loro studi, oppure frequentare un Master in Linguaggi Televisivi, gratuito e sponsorizzato dalla Rai, che la Presidenza si è impegnata ad attivare.
«Io credo – aggiunge Roberta, anche lei al terzo anno – che superati questi tre anni di rodaggio le cose non possono che migliorare. Ad esempio noi chiediamo che vengano inserite più ore di laboratorio, adesso ne facciamo solo 24, e che vengano ridotti i programmi di esami come Sociologia, Metodologia della Ricerca Sociale e Tecniche della ricerca sociale che sono sproporzionatamente lunghi e non danno nessuna formazione professionale. La Preside Amaturo è sempre molto disponibile e pronta ad accogliere le nostre richieste quindi per i neo iscritti la strada sarà in discesa”.
Il consiglio da dare ai ragazzi che vogliono iscriversi al corso in Culture Digitali è quello di avere tanta intraprendenza e voglia di fare, e di ponderare bene la loro scelta magari venendo a frequentare qualche corso prima di iscriversi.
«Questo è un Corso – conclude il professor Rebeggiani – che ha grandi potenzialità e può crescere così come sta crescendo nella vita quotidiana e nell’economia della società contemporanea la rilevanza dei temi che affrontano i nostri studenti, anche se, purtroppo, dobbiamo sempre fare i conti con un ritardo generale del Paese in questo settore»
Valentina Orellana
Il corso di Laurea Triennale, unico in Italia, affianca il tradizionale Corso in Sociologia nell’offerta didattica della Facoltà federiciana e si propone, in maniera del tutto innovativa, di formare delle figure professionali facilmente spendibili in un campo in crescita come quello del digitale e delle comunicazioni.
“Gli sbocchi lavorativi per i laureati in Culture Digitali – spiega il professor Enrico Rebeggiani, docente del Corso – sono legati ad un mondo che è sempre più ricco di opportunità connesse alla comunicazione e al digitale. Ci sono infinite occupazioni ed inoltre questo è un settore che finora è stato coperto esclusivamente da facoltà tecniche-scientifico e meno esposto alla concorrenza internazionale”.
Per Culture Digitali è previsto il numero programmato: 205 le immatricolazioni fissate per l’anno accademico 2006/2007, da stabilirsi in base ai risultati del test d’ingresso costituito da ottanta domande a risposta multipla che vertono su argomenti di scienze umane e sociali, lingua italiana, informatica, inglese o francese.
«Inizialmente mi sono un po’ spaventato per l’esame d’ammissione – racconta Armando, studente del primo anno – poi, però, si è rivelato abbastanza semplice e comunque sono contentissimo della scelta che ho fatto sia per l’offerta didattica sia per il rapporto con i docenti”.
L’offerta didattica si articola in un primo anno denominato ‘Fondamenti Epistemologici’ in cui si formano le basi dei nuovi comunicatori, un secondo anno dal nome ‘I Saperi Comunicativi’, durante il quale si entra nel vivo dello studio sulla comunicazione e sulle nuove tecnologie informatiche e il terzo anno di Implementazione/ Professionalizzazione.
La Facoltà offre un laboratorio didattico-informatico, un centro di calcolo, la biblioteca e il centro audiovisuale.
Il Corso mette in mostra un organico d’eccezione tra cui il professor Derrick de Kerckhove, allievo dell’eminente sociologo e teorico della comunicazione Marshall McLuan, Davide Pittèri, esperto in Marketing ed in Organizzazione Eventi e Pubblicità, Pasquale D’Alessandro vicedirettore di Rai3.
«Io consiglierei ad un neo-diplomato questo percorso di studi – afferma Francesco, laureando ventiduenne – non solo perché può appassionare un po’ tutti quelli che amano questo settore, ma anche perché qui abbiamo la possibilità di incontrare persone che lavorano in questo campo, ascoltare le lezioni non solo di teorici ma anche di professionisti che operano, per esempio, nella Rai. Io sono stato iscritto per un anno al Corso in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola e ritengo che lì non ci sia un vero progetto culturale alle spalle come succede da noi, anche perché credo che per un comunicatore il legame con la sociologia sia inscindibile”.
Nonostante l’entusiasmo di molti studenti non sembrano però mancare i problemi, legati evidentemente, proprio alla recente attivazione del Corso.
«L’inconveniente di essere tra i primi iscritti a questo Corso di Laurea è per esempio – sottolinea Grazia, studentessa del terzo anno e laureanda – quello di non vedere ancora attivate le lauree specialistiche. Io non so cosa fare dopo la laurea, che spero di conseguire ad ottobre: scegliere il master, una laurea specialistica di Sociologia o aspettare un anno finché non partiranno le specialistiche anche da noi”.
Infatti, gli studenti che termineranno quest’anno il corso potranno scegliere soltanto tra le Lauree Specialistiche di Sociologia, che però non sono completamente in linea con i loro studi, oppure frequentare un Master in Linguaggi Televisivi, gratuito e sponsorizzato dalla Rai, che la Presidenza si è impegnata ad attivare.
«Io credo – aggiunge Roberta, anche lei al terzo anno – che superati questi tre anni di rodaggio le cose non possono che migliorare. Ad esempio noi chiediamo che vengano inserite più ore di laboratorio, adesso ne facciamo solo 24, e che vengano ridotti i programmi di esami come Sociologia, Metodologia della Ricerca Sociale e Tecniche della ricerca sociale che sono sproporzionatamente lunghi e non danno nessuna formazione professionale. La Preside Amaturo è sempre molto disponibile e pronta ad accogliere le nostre richieste quindi per i neo iscritti la strada sarà in discesa”.
Il consiglio da dare ai ragazzi che vogliono iscriversi al corso in Culture Digitali è quello di avere tanta intraprendenza e voglia di fare, e di ponderare bene la loro scelta magari venendo a frequentare qualche corso prima di iscriversi.
«Questo è un Corso – conclude il professor Rebeggiani – che ha grandi potenzialità e può crescere così come sta crescendo nella vita quotidiana e nell’economia della società contemporanea la rilevanza dei temi che affrontano i nostri studenti, anche se, purtroppo, dobbiamo sempre fare i conti con un ritardo generale del Paese in questo settore»
Valentina Orellana








