A Giurisprudenza “i primi mesi sono difficili”

Il mercato del lavoro annaspa sotto la mole dei laureati in Giurisprudenza. “In Italia non c’è bisogno di avvocati – avverte il prof. Angelo Puglisi, docente di Giurisprudenza della Federico II – In Campania ci sono più toghe che nell’intera Francia. Un dato allarmante se si pensa che le iscrizioni alle Facoltà giuridiche aumentano ogni anno”. Tuttavia non bisogna disperare. “L’orizzonte del diritto è così vasto che – tra ragioni economiche e sociali – il Paese ha bisogno dell’intervento di saperi che abbiano una base giuridica. Tra qui a cinque anni, quando vi sarete laureati, si spera vi sia una ripartenza dell’economia. In questo caso dovrete essere pronti a cogliere il momento, candidandovi ad essere classe dirigenziale”, aggiunge il docente rivolto alla platea di studenti intervenuti alla presentazione delle Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche. Se il valore della formazione impartita è fuori discussione, non si nascondono le difficoltà. “A chi di voi mi chiede se l’affollamento rende la Facoltà invivibile devo rispondere positivamente. I primi mesi sono difficili e chi non è preparato può avere l’impulso di andar via. Però la situazione cambia dopo alcune settimane, la frequenza cala e la Facoltà si assesta. L’importante è chiedere aiuto ai docenti”. Pensiero condiviso dal prof. Andrea Patroni Griffi, Seconda Università: “L’importante è frequentare le lezioni e avere un rapporto diretto con il docente. Prima dell’iscrizione, vi invito a seguire qualche lezione di Diritto Privato o Costituzionale. In questo modo si riesce a capire se il diritto è nelle proprie corde. Non si può dire di voler fare il magistrato se alla base non si sa cosa sia realmente studiare diritto”. Da qui l’invito agli studenti di recarsi in Facoltà: “Per toccare con mano il mondo giuridico. La scelta, una volta effettuata, è definitiva e, in un mondo così competitivo, se non si ha una precisa vocazione si rischia di restare ai margini. Non scegliete Giurisprudenza perché non sapete cosa fare. La Facoltà è generalista ma si caratterizza per l’omogeneità degli insegnamenti. Lo studio senza passione potrebbe risultare noioso a chi abbia fatto una scelta affrettata”. Ha una spiccata connotazione economica la Facoltà giuridica dell’Università Parthenope. “Attraversiamo la crisi del settore – spiega il prof. Marco Esposito – caratterizzando il corso di studi con aspetti economici del mondo giuridico. Offriamo la possibilità di diventare giurista d’impresa, una figura in continua espansione. Chi viene da noi dovrà avere voglia di sperimentarsi, distaccandosi dagli stereotipi delle professioni classiche”. E per chi avesse problemi con la matematica? “All’inizio di ogni anno accademico, sono previste lezioni aggiuntive che valutano il punto di partenza di ogni singolo iscritto. La nostra Facoltà, molto giovane e dinamica, segue passo dopo passo gli studenti, cercando di ridurre al minimo il numero dei fuoricorso”. Numero programmato al Suor Orsola Benincasa: ogni anno sono ammessi solo 150 studenti. “La dimensione umana è il nostro punto di forza – dice la prof.ssa Roberta Morone – Lavorare con numeri così contenuti ci consente di essere vicini ad ogni studente”. La particolarità: corsi indirizzati alla scrittura giuridica. “I nostri ragazzi, fin dal primo anno, si accostano al linguaggio giuridico in una duplice veste: imparano a dialogare e a scrivere di diritto. Quest’aspetto è molto importante per la formazione. Basti pensare che un’alta percentuale di laureati ai concorsi pubblici viene respinta perché non sa scrivere in modo opportuno”. 
Studi interdisciplinari
 a Scienze 
Politiche
Taglio decisamente interdisciplinare per le Facoltà di Scienze Politiche. “I nostri studenti riceveranno una preparazione flessibile – dice il prof. Armando Vittoria, docente della Federico II – in quanto la Facoltà non è monotematica, ma ricca di spunti e riflessioni. In un mercato del lavoro così intransigente, occorre sperimentare il proprio talento, per questo bisogna cercare qualcosa che piace e che dia la possibilità di spaziare in più campi. Scienze Politiche è quello che fa per voi se non avete scelto un percorso preciso. Vi dà la possibilità di avere competenze versatili e un profilo internazionale-linguistico, spendibile anche per chi voglia lavorare all’estero, nel settore delle carriere diplomatiche”. Iscriversi a Studi Politici “vuol dire essere curiosi del mondo – afferma il prof. Aldo Amirante, Seconda Università – Se prestate attenzione al nostro piano di studi, vedrete la propensione verso l’internazionale. Questa Facoltà apre nuovi orizzonti. Scegliere qualcosa di diverso può diventare un’arma vincente nel post-laurea”. Studi internazionalistici con la possibilità di apprendere lingue come il giapponese o l’arabo a L’Orientale. “Stimoli diversi, una propensione per le relazioni pubbliche, il piacere di confrontarsi con realtà internazionali: questa l’offerta per le matricole”, spiega il prof. Tullio Menini. I requisiti: mente aperta e disponibilità a viaggiare. “La carriera diplomatica non è accessibile a tutti, per questo consiglio di visitare diversi Paesi al fine di trovare ulteriori profili. Un laureato in Scienze Politiche non deve fermarsi alle carriere classiche. Grazie alla flessibilità degli studi deve cercare mestieri inusuali”, conclude il docente.
- Advertisement -




Articoli Correlati