“Accendere un fuoco e mettere in movimento”, la finalità dell’insegnamento per Massimo Recalcati

Il sapere come luce che spazza via le ombre, dando senso a ciò che sembra incomprensibile. L’insegnamento che non sazia, lascia affamati, spinge l’allievo a chiederne ancora e ancora. È il 19 gennaio. Al Policlinico collinare si riflette su “L’amore per il sapere” attraverso le parole di Massimo Recalcati, psichiatra e psicanalista dell’Università di Pavia e Verona. La pratica medica e il ragionamento filosofico, pedagogico e psicoanalitico si riscoprono vicini, fusi nelle parole di un relatore che, per studi ed esperienze, spazia tra i diversi temi, tra argomentazioni dettagliate e citazioni a memoria. Nell’Aula Magna Gaetano Salvatore di posti liberi nemmeno l’ombra, piano superiore compreso. Sotto lo stesso tetto si ritrovano docenti e studenti universitari e delle scuole superiori. Gli aspiranti medici convivono con coetanei iscritti ad altri Corsi di Laurea. È il caso di Luciano, studente di Ingegneria alla Federico II: “mi ha sorpreso che un incontro del genere sia stato organizzato qua a Medicina. Ho trovato l’incontro per caso sul sito dell’Università. È stato bello andare oltre i soliti convegni ingegneristici per affrontare comunque una materia ostica”. Ad attirarlo, il nome del relatore: “ho scoperto il prof. Recalcati grazie a un amico che mi ha fatto leggere uno dei suoi libri sull’insegnamento, argomento che ha trattato proprio oggi. Sono rimasto colpito. Mi piace il suo modo di affrontare le questioni più svariate, passando dalla famiglia a Socrate”. Luciano è in compagnia di Cosimo, suo collega: “è stato un incontro piacevole. Seguo molto Recalcati in tv, mi è utile per stare calmo agli esami. Lo spunto più interessante di oggi sta nel ripristinare il ruolo del maestro e riscoprire il concetto di illuminazione che passa attraverso l’insegnamento. Un’idea che un po’ si è persa a Ingegneria dove tendiamo a immagazzinare lezioni”. Studia Filosofia, invece, Martina: “conoscevo la biografia di Recalcati e i suoi studi filosofici. È stata una buona occasione per portare una visione umanistica in un Corso di Laurea prettamente scientifico”. Del convegno “ho apprezzato molto i suoi riferimenti a Platone, a Socrate e a un incontro dialogico che è alla base di tutti i saperi, compresa la pratica medica”. Sono venuti in treno da Maddaloni gli alunni del Liceo Scientifico Cortese. Un’alunna: “non credevo si potesse parlare in questo modo del rapporto tra paziente e medico. Mi è piaciuto tanto”. Aveva familiarità con gli ambienti Margherita, studentessa di Medicina iscritta al terzo anno: “da studentessa di Medicina ho capito che è importante studiare non solo le malattie, ma curare il rapporto con il paziente. Il relatore mi ha fatto un’ottima impressione. Ha parlato del processo di insegnamento come processo di illuminazione. Spero di incontrare a lezione questo tipo di luce”. Una esperienza della luce che, come ha spiegato Recalcati, si realizza quando “le parole del Maestro svelano qualcosa di impensato per noi fino a quel momento”. Merito dell’insegnamento che ha, nella sua stessa etimologia, il “lasciare il segno”. Nel rispetto di un sapere la cui finalità non è “riempire, ma accendere un fuoco e mettere in movimento”. Argomenti ascoltati con interesse da chi l’insegnamento lo vive quotidianamente da una parte e dall’altra della cattedra. È il caso del prof. Luigi Califano che, in qualità di Presidente, ha dato ai presenti il benvenuto alla Scuola di Medicina  e portato i saluti del Rettore. Scuola che, come sottolineato dal Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Vincenzo Viggiani, “coopera con l’AOU per iniziative che uniscono didattica, ricerca e assistenza”. Moderatori della giornata i professori Andrea De Bartolomeis e Alfredo Guarino, i quali hanno lasciato spazio per ulteriori interventi al Presidente della Società Italiana di Pedagogia Medica Fabrizio Consorti, che ha affrontato il tema “navigare la complessità”, alla Responsabile dell’Ufficio Formazione Unico e coordinatore scientifico dell’evento Isabella Continisio, al prof. Cesare Formisano, che ha consegnato a Recalcati la medaglia della Scuola di Medicina, e a Mario Bottone, Ricercatore di Psicologia Clinica alla Federico II che ha approfondito alcuni argomenti affrontati da Recalcati. Due ore, tra interventi, approfondimenti, domande e autografi. Due ore di amore per il sapere. Un sapere che, come luce, spazza via le ombre, dando senso a ciò che sembra incomprensibile. 
Ciro Baldini
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