Accorpati Storia e Istituzioni del diritto romano

Con la futura riforma dell’ordinamento didattico, Giurisprudenza si prepara a modificare l’assetto di alcuni insegnamenti fondamentali. A partire da settembre 2020, Storia del diritto romano diventerà un unico esame con Istituzioni di diritto romano, si accorperà in questo modo il diritto pubblico romano a quello privato. Sarà attivato, dunque, un nuovo insegnamento che si chiamerà Storia del diritto romano privato e pubblico (la denominazione è da definire) che sostituirà al primo semestre i ‘vecchi’ esami di Storia ed Istituzioni che fino ad ora sono state discipline separate con esami separati. La prima impressione rimanda l’immagine di un ‘ridimensionamento’ delle discipline storiche. Si può parlare in questi termini? “Non c’è alcun ridimensionamento – risponde la prof.ssa Carla Masi Doria, docente di Storia del diritto romano – Piuttosto un modo nuovo di vedere il diritto romano, una modalità diversa, e siamo grati al Direttore Sandro Staiano per questa sfida. Storia ed Istituzioni saranno accorpati con i relativi programmi di diritto pubblico e privato romano”. Le radici romanistiche del diritto europeo si ritroveranno “al terzo anno di studi, dove Storia del diritto romano sarà una materia alternativa con Storia della giustizia. Si potrà scegliere deliberatamente se optare per l’uno o per l’altro insegnamento, secondo i propri interessi”. La svolta si avrà, poi, con gli indirizzi di studio che i giuristi saranno chiamati a scegliere. Sarà istituito “un percorso intitolato ‘Cultura e tradizione giuridica’ dove ci si concentrerà maggiormente su queste discipline. È previsto, inoltre, un altro esame di diritto romano al V anno, nonché una serie di esami opzionali disseminati nei diversi piani di studio”. I vecchi complementari troveranno casa altrove: “Non sappiamo ancora come saremo ripartiti tra esami e docenti. Questo cambiamento può considerarsi come un rilancio del diritto romano, la disciplina diventerà obbligatoria in alcuni casi e vi saranno maggiori crediti da acquisire nell’insieme”. Sarà una sfida nuova per tutti: “Mi auguro che possa essere accolta bene dagli studenti. Non so se, però, avranno la maturità sufficiente per scegliere un piano futuro”. Anche secondo il prof. Cosimo Cascione, il cambiamento è un’opportunità. “In un contesto diverso con la riforma – dice il docente di Storia del diritto romano – presentare il diritto romano in una veste nuova ed innovativa è un’opportunità da non sottovalutare. Il diritto romano è una materia fondamentale e deve adeguarsi alle nuove competenze che si richiedono agli studenti”. Al professore non piace che si usi la parola accorpamento fra discipline. “Non siamo di fronte all’accorpamento fra Storia ed Istituzioni, ci troviamo a presentare una disciplina nuova e quindi sarà diversa. Anche questa è una sfida per tutti noi storici”. Il bilancio fino ad ora sembra essere positivo: “Sono fiducioso e speranzoso, quello che faremo sarà sempre a beneficio degli studenti. Ora siamo in una fase di divenire, ma il nostro modo di rapportarci agli impegni e ai progetti non cambierà”. La prof.ssa Masi e il prof. Cascione da poco hanno concluso le selezioni per formare la prossima squadra che parteciperà (dall’1 al 5 aprile) alla International Roman Law Moot Court Competition, la simulazione di diritto processuale romano. “Partirà una squadra tutta al femminile, ci stiamo già allenando in questi giorni – racconta la prof.ssa Masi – Ci sfideremo all’Eberhard Karls Universität Tübingen, in Germania, un’Università molto prestigiosa, una delle più importanti in Europa. Le ragazze sono molto motivate e saranno l’unica squadra italiana, fra le 8 presenti, a partecipare alla manifestazione”.
Susy Lubrano
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