Ad Architettura è quasi pareggio

Cinquecentoventicinque candidati per cinquecento posti, ad Architettura, per le prove di ammissione al primo anno svoltesi lunedì 4 settembre a Monte Sant’Angelo. Le graduatorie sono state pubblicate mercoledì 13 settembre. In pratica, tra rinunciatari ed incerti, nessuno, tra quelli veramente motivati che hanno partecipato alla prova, resterà fuori. “Questo è ormai un dato che si conferma da qualche anno”, ricorda il professor Arcangelo Cesarano, Preside della Facoltà. “Che gli aspiranti architetti siano in leggero calo non mi meraviglia; mi auguro che i numeri più contenuti possano aiutarci a garantire una didattica meglio organizzata”. I corsi inizieranno il prossimo 16 ottobre. Non sarà attivato un altro primo anno del corso di didattica sperimentale, complice l’emergenza che caratterizza la facoltà in materia di spazi. ”Non abbiamo aule tali da garantire ad altri cento studenti le condizioni di didattica ottimale che caratterizzano il corso sperimentale. Certo, l’ideale sarebbe riuscire a trasferire a tutti la lezione dei corsi sperimentali, che è questa: se ai ragazzi assicuriamo un’aula adeguata, laboratori efficienti, attrezzature idonee, il rendimento mediamente è molto più elevato”. L’anno accademico che va ad iniziare, per la facoltà, sarà caratterizzato dall’inizio dei lavori al palazzo di via Roma. “Sono indispensabili al fine di adeguare, nei limiti del possibile, la struttura alle nostre esigenze. La ristrutturazione inizierà a gennaio; a dicembre ci trasferiremo provvisoriamente in via Mezzocannone. Sono spazi obsoleti, perché io ricordo che quando ero studente già ospitavano la facoltà di Ingegneria. Tuttavia, per quanto possa apparire paradossale, garantiscono condizioni migliori rispetto a quelle che avremo in via Roma, a lavori ultimati. Consentiranno, tra l’altro, di eliminare finalmente le lezioni nei cinema; eravamo ormai l’ultima facoltà della Federico II costretta a questa penosa situazione”. Tra palazzo Gravina, palazzo Latilla, via Roma prima e via Mezzocannone poi, i circa settemila iscritti (tremila fuoricorso) ad Architettura si apprestano ad iniziare il nuovo anno accademico, che si augurano possa coincidere con l’integrale applicazione del regolamento didattico approvato ormai quasi un anno fa. Dovrebbe garantire il rispetto di una serie di obblighi da parte dei docenti: puntualità alle lezioni ed al ricevimento, divieto di anticipare le date degli esami, calendario annuale o quantomeno semestrale delle prove, per citare qualche esempio. Nel corso del precedente anno accademico non sempre è stato rispettato; il Preside adesso chiama i colleghi ad un’assunzione di responsabilità: ”quest’anno lo applicheremo integralmente, ma serve la collaborazione di tutti”.  
Quello che va ad iniziare sarà anche l’ultimo anno prima della riforma, il cosiddetto tre più due. “Ci riguarda marginalmente, perché l’ordinamento a livello europeo impone che un architetto si laurei in cinque anni. Tuttavia alcune novità vorrei attuarle: eliminare uno dei due sbarramenti, lasciando in vigore solo quello al terzo anno; garantire a chi non vuole fare l’architetto, ma il designer o l’urbanista, una uscita intermedia, che lo immetta in un altro percorso formativo”. 
Fabrizio Geremicca
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