Alla scoperta della pittura cinese con la studiosa d’arte Elena Macrì

Dall’Asia a L’Orientale, un itinerario alla scoperta della storia dell’arte cinese attraverso una delle sue più affascinanti e rappresentative manifestazioni culturali. È dedicato alla pittura a inchiostro e alla calligrafia il nuovo ciclo di conferenze, cominciato lo scorso 14 novembre, su iniziativa dell’Istituto Confucio di Napoli. A far luce in questo viaggio attraverso la tradizione, le opere e i linguaggi estetici che caratterizzano la pittura tradizionale in Cina, che è sin dall’epoca arcaica ancora ampiamente praticata, interverrà la studiosa e storica dell’arte cinese Elena Macrì. “Un percorso a più tappe – lo definisce – per fornire un’introduzione all’arte pittorica originaria di questa cultura nel tentativo di comprendere attraverso il valore comunicativo delle immagini i tratti più profondi che contraddistinguono l’identità e l’anima della Cina”. Sinologa di formazione, laureata a L’Orientale, dove ha conseguito in seguito il dottorato di ricerca, la docente racconta: “Tutto è cominciato durante i miei studi universitari in Lingue e Civiltà Orientali, quando iniziai a maturare un interesse verso la produzione artistica proveniente dai territori dell’Estremo Oriente e del Sud-est Asiatico”. Dopo aver approfondito gli aspetti teorici, “ho deciso di confrontarmi direttamente con le pratiche del fare artistico relazionato all’inchiostro, studiando prima all’Accademia di Belle Arti di Hangzhou e in seguito all’Accademia di Nanchino”. Già curatrice di mostre e autrice di pubblicazioni scientifiche, ha di recente ideato una piattaforma di studio (_inkhub, su Instagram) in cui esplora i processi creativi legati alle potenzialità nell’uso dell’inchiostro. Questi incontri, rivolti a tutti gli studenti, costituiscono in particolare “per gli aspiranti sinologi uno spunto per capire che nello studio del cinese – così come di ogni altra lingua – non si possa prescindere da un approfondimento sull’orizzonte culturale del Paese in cui quella lingua è veicolo di espressione”. Un approfondimento non sempre possibile nell’ambito delle lezioni ordinarie e che, invece, vede dalla sua nascita, dodici anni fa, impegnato in prima linea l’Istituto Confucio in importanti eventi, tra cui si ricorderà il Capodanno Cinese, al fine di promuovere sul territorio una lingua e cultura che proprio a L’Orientale vanta la più antica tradizione d’insegnamento in Europa. Il ciclo seminariale sarà, inoltre, per tutti gli altri curiosi “un’occasione per esplorare la conoscenza di un Paese straniero, e in generale affrontare un discorso sull’educazione visiva: ‘cosa può esprimere un’immagine? Di quale concetto si fa portatore un simbolo?’, alcune delle domande a cui proveremo a rispondere”, racconta Macrì, anche attraverso una storicizzazione delle opere. Potrebbe anzi essere un valore aggiunto dell’iniziativa l’idea di rivolgersi a un pubblico eterogeneo. “Un argomento molto fertile di discussione, in questi casi, potrebbe essere quello dei rimandi tra l’arte dell’Oriente e l’Occidente”. In effetti, “la produzione artistica è comprensibile solo quando la si rapporta al contesto culturale che l’ha prodotta, si pensi alle avanguardie del Novecento. È come un rebus: ciascuna opera va decifrata con le nozioni a propria disposizione”, dalla storia alla speculazione estetica e alla critica d’arte. È fondamentale che ogni fruitore sappia, prima di tutto, che “la pittura a inchiostro è un codice visivo, e in quanto tale presenta diversi livelli di lettura. Funziona, cioè, proprio come una lingua. Anziché tradurre il mondo concreto in parole, nell’ambito pittorico i significati e i messaggi si esprimono attraverso l’immagine”. Cinque in tutto gli appuntamenti (i prossimi il 28 novembre, il 5 e il 12 dicembre) che si terranno nel Museo Orientale ‘Umberto Scerrato’ di Palazzo Du Mesnil, una sede scelta non a caso “perché è importante, nell’ambito dei seminari, far procedere su strade parallele i presupposti teorici con la visione e l’approccio dal vivo alle opere”. Nelle sale del Museo sono conservate, infatti, le riproduzioni di importanti dipinti cinesi. “Non sono degli originali, bensì copie che sono state donate diversi anni fa al nostro Ateneo, poiché in Cina tutt’oggi esiste un settore specifico del commercio che ripropone i paesaggi e le iconografie presenti nelle opere più famose”. In questa location d’eccezione i partecipanti potranno, dunque, toccare con mano “ciò che forse hanno finora visto soltanto in foto e prendere parte a un’esperienza molto suggestiva. Nella tradizione occidentale, siamo abituati a porci ‘di fronte’ al quadro che osserviamo. In questo caso, il particolare formato del ‘rotolo disteso’ pone l’osservatore in una diversa prospettiva, anche dal punto di vista spaziale”. Come nella lettura di un libro, la narrazione si svolge su un piano orizzontale. “Ed è per questo che quando si parla di pittura a inchiostro si pensa immediatamente anche calligrafia. La pittura è, prima di tutto, un’arte del tratto, esattamente come la scrittura dei caratteri con cui condivide origini ed evoluzione. Nella lingua cinese, infatti, un dipinto non soltanto si osserva, si legge”. Quali sono allora le peculiarità più evidenti di un’arte che è insieme grafica e pittorica? Innanzitutto, i materiali. “Farò delle dimostrazioni per far capire, ad esempio, come si impugna il pennello. Perché è dall’utilizzo di strumenti e tecniche che derivano stili, generi e tutti i princìpi formali nella creazione: i giochi di polarità, le pennellate, le linee, i toni monocromatici”. Ed ecco che si andrà nel corso degli incontri alla ricerca di una chiave interpretativa di questa nobile forma d’arte. “Illustreremo, ad esempio, i legami tra la pittura e concetti propri della filosofia naturale antica della Cina. Per fare un esempio, nella pittura cinese è ricorrente l’immagine di un’orchidea, o di un bambù, che sono soggetti pittorici ricorrenti ma non per la loro bellezza. È nella raffigurazione simbolica di quei fiori che l’artista vuole esprimere il proprio universo interiore, i sentimenti e le qualità spirituali, in una sua precisa visione della realtà, intesa a volte nelle sue percezioni più autentiche".
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