Anche quest’anno il test di autovalutazione è online

Insegna Geografia politica ed economica e Geografia dell’Asia e dell’Africa presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Coordinatrice da qualche mese della Triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, la prof.ssa Libera D’Alessandro. Scelto ogni anno da centinaia di studenti (con un trend in aumento nell’ultimo anno, con l’ingresso anche di alcuni studenti lavoratori), in virtù delle sue particolarità, il Corso offre un percorso più generalista e due suddivisioni prettamente areali, con un forte impianto linguistico-culturale, che fungono da raccordo con le attività condotte negli altri due Dipartimenti. “Due anni fa abbiamo introdotto un nuovo curriculum per Europa e Americhe, che affianca il percorso più tradizionale e quello Asia-Africa. Non vi saranno modifiche sostanziali per il prossimo anno accademico, se non nell’aggiunta di ulteriori discipline per esami a scelta libera incentrati su contesti areali nuovi”. È previsto come sempre un test obbligatorio di autovalutazione – il cui esito non preclude la possibilità di iscriversi al Corso di Laurea – articolato su quesiti a risposta multipla che, in considerazione della peculiare situazione in cui ci troviamo, come lo scorso anno “si svolgerà online e sarà attivo per tutta la fase di pre-immatricolazione”, fino a dicembre. Diversamente da quando la prova attitudinale si svolgeva in presenza in un’unica data di settembre, “abbiamo preferito prolungare il periodo per sostenere il test, perché si è trattato di un anno particolare e alcuni studenti potrebbero aver bisogno di più tempo per calibrare con attenzione la loro scelta”. Verte su quesiti di italiano, storia, geografia, logica e cultura generale e serve come strumento all’immatricolando per valutare le conoscenze pregresse, acquisite a scuola. Uno strumento, dunque, di autovalutazione che si aggancia nella fase dell’iscrizione alla partecipazione ai corsi di potenziamento, i quali cominceranno invece prima dell’inizio dei corsi ufficiali del primo semestre per evitare sovrapposizioni, di diritto pubblico, storia contemporanea, e in e-learning di economia politica: peraltro, insegnamenti comuni ai tre curricula. “Nei prossimi mesi probabilmente faremo delle ulteriori integrazioni attraverso forme di tutoraggio. Intanto, è bene far capire agli studenti che hanno la possibilità di approcciare l’Università già prima che l’anno accademico vero e propri inizi e che questi corsi preliminari costituiscono un modo per immettersi più facilmente nel percorso formativo”. In fase di orientamento all’ingresso, più che sulle competenze e sulle nozioni occorre insistere sulle metodologie. Ossia capire “come si studia all’Università”. Naturalmente, non esiste una sola risposta. “Dipende da quello che si sceglie”. Chi viene a L’Orientale deve, però, avere ben chiaro che l’oggetto del suo studio non sarà mai isolato dal contesto “poiché i docenti di ogni disciplina hanno interesse a coltivare un confronto costante con la realtà globale tutta, declinata in alcuni casi con focus più specifico su alcune aree geopolitiche: è questa la marcia in più, l’interdisciplinarità. Le discipline – di matrice storica, economica, politologica, giuridica, socioculturale e così via – dialogano anche tra loro, come i fenomeni nel mondo reale”: una realtà sempre più complessa e in rapido mutamento che richiede allo studente di oggi la capacità di acquisire teorie e metodi per superare sfide e fenomeni del tutto nuovi che hanno una ripercussione notevole nel mondo lavorativo. “Nel corso di quest’anno il covid ha, per esempio, generato un altro modo di studiare e lavorare: dad e smart working”. D’altronde, “la pandemia ha messo in evidenza anche alcuni meccanismi ed effetti connessi ai processi di globalizzazione e internazionalizzazione. Ciò significa che saranno richiesti professionisti in grado di coglierli nel prossimo futuro”.
Ed è solo all’Università che si fortificano le competenze formative e quelle professionali, “motivo per cui insistiamo in questo Corso anche sulle doti pratiche, con i laboratori attivi al secondo anno, e con i tirocini destinati invece ai soli studenti del terzo anno”.
Il suggerimento finale rivolto a tutti: “consultare il Manifesto degli studi, perché andare a vedere concretamente le discipline che si studiano – e quindi gli esami che bisognerà sostenere – nella loro articolazione annuale può semplificare la decisione, ma anche evitare che la progressione delle carriere subisca ritardi o un ripensamento al secondo o terzo anno”.
Sabrina Sabatino

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