Andrea, 110 e lode e menzione speciale

Andrea ha una passione forte che coltiva dall’adolescenza: il teatro. La sua carriera di studente ad Economia volge ormai al termine: è tempo di scegliere l’argomento della tesi di laurea. Un momento delicato. Perché non conciliare hobby ed impegno universitario? Dall’idea al progetto, il passo è breve se si ha la fortuna di incontrare un docente sensibile, pronto a cogliere le sollecitazioni degli allievi.        
“Lo studente mi ha raccontato della sua passione, il teatro. Quindi ho pensato alla possibilità di lavorare su un evento artistico rivisitato in chiave economica- dice la professoressa Gabriella Cundari, docente di Politica dell’ambiente -. Ho individuato un’area interna depressa rivalutata da un evento”. La scelta è caduta su Giffoni Film Festival -“mi è venuta quest’idea perché in quel periodo era in corso il Festival di Spoleto”, ricorda la docente-. E la scelta si è rivelata vincente. La tesi (“Le vie nuove per lo sviluppo delle aree interne. Il caso Giffoni Vallepiana”) è stata accolta con grande interesse dagli organizzatori della manifestazione (sulla rassegna del cinema per ragazzi di Giffoni ne erano già state realizzate ma nessuna in quest’ottica) e Andrea Palmieri –il cognome del neo dottore- in seduta di laurea oltre ad ottenere il massimo dei voti con lode e menzione speciale, ha anche agguantato una promessa per il futuro: la pubblicazione del lavoro. E qualcosina in più…       
“Faccio teatro da quando avevo dodici anni, ho frequentato un laboratorio; dal ’95 sono in una compagnia di Trecase, “G.R.G. teatro”, che porta in scena commedie del teatro classico napoletano (Eduardo, Scarpetta), un gruppo dilettantistico ma che ha realizzato diversi spettacoli nei comuni dell’area vesuviana”, racconta Andrea, 24 anni a marzo, di Torre Annunziata, iscritto ad Economia dal 1994-95. Superato il primo impatto con la Facoltà -Matematica e Storia Economica, l’esordio con gli esami-, Andrea apprezza particolarmente le discipline dell’area geografica e storica; poi sceglie il piano            
internazionale (“perché ti consente di spaziare in più contesti”). Arrivato il momento di chiedere la tesi, nel novembre del ’98, decide di impegnarsi in un lavoro sperimentale. Una buona tesi –dice- “è una gratificazione dopo anni d’università, e poi può essere utile per introdurti nel mondo del lavoro”. L’argomento lo concorda con la professoressa Cundari. E comincia a lavorare.  Nessun libro di riferimento -tranne qualche testo in inglese-, il lavoro si è concentrato -soprattutto negli ultimi sei mesi- nella ricerca del materiale presso l’ente Giffoni Film Festival ed il Comune. Andrea ha dimostrato, dati alla mano, come dal 1971, anno di nascita della rassegna, le attività commerciali sul territorio siano cresciute in quantità e qualità.  Sul modello di Giffoni, ha poi costruito un evento per il suo paese, Torre Annunziata, dall’accattivante titolo “Gioplonti: l’urbe dell’arte in erba”, un contenitore di tutte le manifestazioni artistiche prodotte e realizzate dai giovani. Particolarmente curata la parte relativa alla fattibilità economica dell’iniziativa (sponsor, partnership). Una bella idea che probabilmente non resterà sulla carta. Andrea già pensa a quest’estate – ma deve fare i conti con i tempi del servizio militare che sta svolgendo ad Avellino-.       
Torniamo a Giffoni. L’interesse dell’Ente Film Festival è tale che il Direttore Artistico Claudio Gubitosi è correlatore, con il professor Francesco Lucarelli, della tesi. Presente al momento della discussione anche il Presidente Andria. E in quella sede si consuma il coup de théatre per Andrea: il 110 e lode (partiva da 101 di media), la menzione speciale (!) e l’annuncio di Gubitosi: la tesi sarà pubblicata (!!). E non è finita qua: ha avuto una proposta di collaborazione dall’Ente per la costituzione della Cittadella del cinema, un progetto già in fase avanzata – gli altri partner sono il Comune di Giffoni e l’Alcatel-  che sarà anche un luogo di formazione alle professioni tipiche della cinematografia. 
Una domanda. Andrea, ma cosa vuoi fare da grande?. Il sogno: “entrare in un organismo internazionale”.  L’immediato: “lavorare nell’industria culturale”.  
Il senso pratico: “Non disdegno i settori che offrono più opportunità, come quello delle telecomunicazioni”.
- Advertisement -





Articoli Correlati