Annalaura e Antonio, dottorandi all’estero ancora prima della laurea in Matematica

Sono cresciuti con l’amore per la Matematica e una voglia di fare ricerca tanto forte da ottenere l’ammissione al Dottorato presso prestigiose Università straniere. Addirittura ancor prima di avere in tasca la Laurea Magistrale. Sono Annalaura Stingo e Antonio De Rosa. Entrambi laureati nell’ottobre scorso alla Federico II, entrambi 23enni. 
“Durante il primo anno di Laurea Magistrale, il relatore della mia tesi, ora trasferitosi a Trieste, mi informò su borse di studio messe a disposizione da una Università di Parigi e riservate agli studenti stranieri – racconta Annalaura che è originaria di Afragola – Inviai la candidatura. Ad aprile sono stata ammessa ed a settembre sono partita per il secondo anno di Magistrale e Master francese a Parigi, all’Université Paris XIII”. Un anno intenso fra corsi in università diverse (“appena arrivata ho cominciato a seguire lezioni basate su veri argomenti di ricerca; il mese di gennaio è stato infernale perché l’organizzazione degli esami è diversa: si concentrano tutti in una o due settimane con una sola settimana di recupero a giugno”) e un vero tour de force che l’ha portata a conquistare, nel giro di un’estate, due titoli Magistrali, uno francese ed uno italiano, e l’ammissione al Dottorato di Ricerca presso lo stesso Ateneo parigino (“mi hanno accettata perché avevo buoni voti ed ero considerata interna”) per approfondire le tematiche legate alle Equazioni a Derivate Parziali. Anche il Dottorato è diverso, non sono previsti esami e si lavora fin dall’inizio sugli argomenti d’interesse, seguendo solo alcuni corsi. Per Annalaura, la Matematica è un mestiere di famiglia, dal momento che la madre, come anche il nonno prima di lei, insegna Matematica al liceo: “nonostante questo, pensavo di iscrivermi altrove, poi partecipai ad una presentazione del Corso di Laurea in Ingegneria Aerospaziale e fui presa dal panico. Pensai ad una mia parente che dopo un anno aveva cambiato Facoltà e decisi che non volevo perdere tempo”. Nel futuro c’è l’obiettivo di una carriera accademica: “ho scoperto che insegnare mi piace, ma a persone interessate. Per il momento non penso di rientrare, ma sono fiera dell’Università di Napoli e della preparazione che ho ricevuto nel campo dell’Analisi”. Positive anche le impressioni sul sistema francese: “ci sono molte più opportunità di quante non ce ne siano in Italia, come le borse per studenti stranieri, pagati per studiare. Anche le borse di dottorato sono più numerose, meglio retribuite e sostenute da forti investimenti statali”. Un consiglio per gli studenti più giovani: “non si dovrebbe aver paura di partire. Noi veniamo abituati a restare a casa a lungo, i grandi cambiamenti ci spaventano. Lo ero anche io, ma, se ti accettano e ti danno carta bianca, non puoi rifiutare. Basta smanettare in rete, perché a partire dal secondo semestre le università cominciano a pubblicare i bandi e parlare con i propri docenti, con qualcuno che possa indirizzare e fornire una lettera di presentazione”. Annalaura segnala però anche dei gravi disagi legati alla burocrazia: “l’Université Paris XIII non è gemellata con la nostra e in segreteria non volevano accettare che restassi iscritta alla Federico II, pur andando a Parigi per un anno. Sostenevano che non si può essere, contemporaneamente, studenti in due Atenei e volevano che annullassi l’iscrizione a Napoli per farmi in seguito convalidare gli esami. Avrei perso un anno. Così l’esperienza è stata associata ad un Erasmus, ma nemmeno questa soluzione inizialmente è stata accettata, sempre perché si trattava di un Ateneo non gemellato. Alla fine è andato tutto bene, ma ho avuto ansie esagerate”.
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Antonio ama la Matematica fin dai tempi della scuola, quando ha ottenuto una menzione d’onore alla fase nazionale delle Olimpiadi della Matematica.   “Sebbene tutti me lo sconsigliassero, per ragioni occupazionali mi sono iscritto a questo Corso di Laurea. Durante il Triennio ho cercato di fare del mio meglio, senza, però, mai chiudermi al mondo e ad altri interessi”, racconta. Antonio, infatti, è un patito di sport: ciclismo, podismo, nuoto, arti marziali, snowboard. Ne ha praticati davvero tanti. Eppure si è laureato in tre anni con la media del trenta e ben dodici lodi. Poi al primo ano di Magistrale, sollecitato dal relatore di tesi, si candida alle borse di Master per studenti stranieri presso un Ateneo belga e presso le Università parigine XIII e XI optando, infine, per quest’ultima ed il suo Master che, ogni anno, ammette solo quattordici ragazzi provenienti da tutto il mondo. “Ho vinto tutte e tre le borse ma ho scelto l’offerta formativa per me più interessante”. Il primo anno è stato molto difficile fra esami a Parigi e Napoli, ma decide ugualmente di sfruttare ogni possibilità per lavorare nella ricerca. Viene ammesso ad uno stage di quattro mesi all’École Polytechnique e vince una borsa come assistente di ricerca all’Università di Zurigo, dove si trova in questo momento: “un polo nevralgico per il mio settore di studio sulla Teoria Geometrica della Misura ed il Calcolo delle Variazioni. Lavoro e partecipo al Dottorato in un gruppo eccezionale. Il percorso è impegnativo, conduco una vita dedicata ma non sono un topo di biblioteca. Conservo il tempo per le serate con gli amici e le corse nei boschi”. Non nasconde che l’impatto con la capitale francese è stato ‘forte’: “la lontananza della famiglia e la responsabilità di curare tutti gli aspetti della vita, compresi quelli pratici come la banca e l’assicurazione. Inoltre, non avevo mai studiato il francese, ma adesso lo padroneggio benissimo. Ora sono alle prese con il tedesco, ho già preso anche una lezione in questa lingua, mi hanno detto che è andata bene”. A chi è ancora agli inizi ricorda che: “il percorso è impegnativo ma carico di soddisfazioni e l’accademia napoletana è molto nota e rinomata all’estero. I nostri professori sono davvero molto conosciuti e mi hanno dato una preparazione ottima per affrontare le sfide di un mondo molto competitivo che aiuta ad avere una visione più ampia della ricerca non per scappare dall’Italia, ma per avere la possibilità di tornare a dare il proprio contributo con nuove conoscenze”. Il suo consiglio: “Parlate con quante più persone possibile, tenete sempre ‘l’orecchio a terra’, siate elastici e aperti ad ogni opportunità”.
Simona Pasquale
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