Antonio, neo laureato in Economia, premiato per la sua tesi, si racconta…

La parola chiave nella sua esperienza è ‘passione’. Antonio Canciello,  laureato in Economia alla Vanvitelli (Management e Controllo) nel dicembre 2018, con la sua tesi di laurea è tra i vincitori del premio annuale dell’Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri (Unrae). Un traguardo di alto profilo nel settore dell’automotive, che può significare molto per l’avvio della sua carriera. In palio, infatti, oltre a milleduecento euro, vi sono l’accesso a uno stage formativo presso importanti case automobilistiche e la possibilità di intraprendere il Master Market Automotive promosso dall’Accademia Editoriale Domus e da Quattroruote. Un’opportunità dunque unica nel suo genere per chi, come Antonio, nutre da sempre una forte attrazione per il mondo dell’automobile. Ed è stata proprio la passione a portarlo a scoprire il concorso: “conosco l’associazione da anni poiché, essendo molto appassionato di automobili e del settore manifatturiero e commerciale in senso lato, ogni inizio settimana alle ore diciotto vado a controllare le ultime statistiche di settore. In una di queste occasioni ho notato la pubblicazione del bando di concorso e ho deciso di partecipare”. Per poi apprendere con grande emozione, lo scorso ottobre, di essere rientrato tra i dieci vincitori. Ora attende la cerimonia di consegna del premio (prevista a Roma in primavera).
A fargli conquistare l’ambito podio, la tesi di laurea incentrata sul settore automobilistico, in particolare sul piano industriale della FCA (Fiat-Chrysler Automobiles) 2018-2022, relatore il prof. Nicola Moscariello, correlatore il prof. Corrado Cuccurullo: “ho analizzato questa progettazione che, al momento della sua divulgazione, aveva suscitato diverse polemiche”. Sente di dovere molto al Dipartimento: “è stato principalmente grazie al sostegno dei docenti, in particolare di alcuni, come il prof. Francesco Izzo, oggi Direttore del Dipartimento, che ho sviluppato la passione per il settore dell’economia aziendale e delle corporazioni. Quando ho contattato il prof. Izzo per comunicargli l’esito del concorso, ha accolto la notizia in modo molto entusiastico”. Antonio apprezza il clima che si respira nel Dipartimento che lo ha accolto dal 2013: “nonostante conti un cospicuo numero di studenti, è un super-liceo dove ognuno si conosce e dove è possibile avere un rapporto differente con i professori”. E sembra già rimpianga gli anni dell’università che certo “si vivono con una certa ansia, per gli esami che sembrano interminabili e per la mole di materiale da studiare” ma “il mondo lavorativo è molto più pressante e si devono rispettare delle scadenze senza proroghe”. Nel suo percorso universitario non ha mai avuto particolari difficoltà, “anche se alcuni esami sono stati più ostici di altri; nel mio caso, essendo più incline alle discipline economico-aziendali, mi risultavano più complesse le materie in ambito giuridico e giurisprudenziale, come Diritto Commerciale”. I programmi per il futuro: “il mio percorso ha seguito una certa coerenza nel settore dell’automotive, credo quindi di continuare su questa strada. Attualmente sono impiegato per un’azienda, la ‘Casco s.p.a.’, che opera nel settore dei ricambi after-market, cioè del trattamento di pezzi e accessori di ricambio non originali per veicoli. Nel caso in cui avessi possibilità di scegliere, mi piacerebbe lavorare anche nell’ambito del fashion e della moda, essendo, in ordine di importanza, la mia seconda grande passione”. Un consiglio agli studenti: “sto raggiungendo risultati grazie alla passione; è questo il fattore fondamentale in tutto ciò che si fa. Il mio suggerimento è dunque quello di seguire le proprie inclinazioni e di avere un attaccamento passionale rispetto alle proprie ambizioni”.
La vittoria di Antonio è, ovviamente, anche un nuovo fiore all’occhiello per il Dipartimento. “Non avevo dubbi che Antonio ci avrebbe resi fieri, lo ricordo piacevolmente come uno degli studenti più attivi. Il premio che ha vinto è molto prestigioso nel nostro settore e richiede una certa competenza”, commenta con soddisfazione il prof. Francesco Izzo.
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