Area Industriale: la versatilità della formazione di base è una ricchezza

È la classe più numerosa, sia in termini di studenti che di docenti. L’area Industriale racchiude sette Corsi di Laurea Triennali (Ingegneria Aerospaziale, Ingegneria Meccanica, Ingegneria Navale, Ingegneria Chimica, Ingegneria dei Materiali, Ingegneria Gestionale per la Logistica e la Produzione, Ingegneria Elettrica) dagli obiettivi e dagli interessi molto diversi fra loro, ma accomunati da una storia lunga, profondamente radicata nel tessuto industriale locale e nazionale. “Basta pensare ai poli di Pomigliano e Nola, così importanti per i settori meccanici ed aerospaziali e alla cantieristica navale, nonostante il momento di difficoltà. Molto sviluppati sono anche i settori della chimica, dei nuovi materiali, dell’automotive e della meccanica di precisione”, dice il prof. Antonio Moccia, Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica. Al confine con il settore dell’Informazione c’è il Corso di ambito Elettrico e, trasversale a tutte queste anime, quello Gestionale. Tutti i Corsi di Laurea presentano un’ossatura comune, costituita dagli insegnamenti di Matematica, Fisica, Chimica, Informatica ed Elettrotecnica (o Ingegneria Elettrica) “pertanto il primo anno è facilmente ‘riciclabile’, anche per chi viene da altre aree dell’Ingegneria, perché gli esami di indirizzo verranno, per quanto possibile, assimilati tra quelli a scelta”. Nel prosieguo, i percorsi si differenziano specializzandosi nell’affrontare, da punti di vista diversi, problemi comuni, attinenti per lo più alla Fluidodinamica ed ai Propulsori. La radice comune è riconosciuta anche dal mondo del lavoro, in cui specialisti di estrazione diversa lavorano spesso fianco a fianco. “Le prospettive occupazionali sono mediamente buone ma, nonostante il buon tessuto industriale e i tanti tirocini aziendali che riusciamo ad offrire, spesso i laureati sono costretti a cercare lavoro altrove, al Nord e all’estero”. La vita lavorativa comincia, in genere, in un ufficio tecnico. Dopo aver accumulato sufficiente esperienza, molti diventano imprenditori. “La diversificazione del lavoro consente anche sbocchi nel marketing e nel management, con maggiori gratificazioni economiche. In generale, credo sia importante sottolineare che l’ingegnere non è più uno specialista solitario. Oggi si lavora in gruppo, su progetti integrati. Il mondo del lavoro cambia molto rapidamente ed è importante acquisire una visione più ampia, interessandosi agli aspetti di base di tutti i settori. La versatilità della formazione di base è una ricchezza che scuola e università non possono perdere”.
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