Aule sovraffollate, rapporti con i docenti, servizi carenti, didattica disorganizzata

E’ bastata una domanda a scatenare nervosismi e malumori tra gli studenti dell’Università Federico II. 
“Cosa vorresti cambiare della facoltà in cui studi?”. Dal quesito posto sono scaturite critiche, proposte, richieste da rivolgere al candidato Rettore, ai Presidi delle varie facoltà e ai Presidenti di Polo, insieme a qualche nota positiva. Il primo problema che salta all’occhio, recandosi in tutte le strutture universitarie dell’ateneo, è il sovraffollamento delle aule. Dappertutto gli studenti sono costretti ad arrivare prima dell’orario delle lezioni per accaparrarsi un posto. Disagi anche per la carenza di punti ristoro (i pasti spesso si consumano nei cortili, per i corridoi o seduti sulle scale) ed aule studio. 
“Mancano aule e
punti di ristoro”
“Qui non ci sono punti di ristoro – dicono Andrea, 23 anni, e Antonio, iscritti entrambi al quarto anno di Lettere e Filosofia – Mangiamo in cortile. In ogni caso, pensiamo che la questione più urgente sia quella riguardante le aule-studio. Ce ne sono due ma non sono abbastanza ampie da contenere l’afflusso giornaliero. A ciò si aggiunge il fatto che molti studenti di Sociologia e Giurisprudenza vengono a studiare qui avendo a disposizione, nelle loro strutture, spazi ancora più ridotti. Ciò non fa che creare sovraffollamento e una conseguente confusione a causa della quale diventa poi impossibile studiare”. D’accordo con loro è Alessandra, 27 anni, studentessa fuori corso. “Studio in questa facoltà da sette anni, – dice – sono abituata alla folla di persone che popola aule, corridoi e cortile. Secondo me, il problema potrebbe essere risolto tenendo maggiormente conto degli studenti del vecchio ordinamento. Se i docenti fossero più disponibili nell’assegnare le tesi, io, come tutti gli altri studenti del vecchio ordinamento, riuscirei a completare il mio percorso di studi più velocemente”. 
“Insoddisfacente
il rapporto
con i docenti”
Dalle parole di Alessandra traspare una certa insoddisfazione relativa al suo rapporto con i docenti. Insoddisfazione che tra gli studenti di Giurisprudenza si avverte in misura ancora maggiore. “Instaurare un rapporto docente-allievo è difficilissimo – dicono Ettore, 27 anni, ed Emiliano, 26, entrambi studenti fuori corso – sia per il gran numero di iscritti, sia perché i docenti sono sempre occupatissimi. Spesso, negli orari di ricevimento non ci sono e riuscire a farsi assegnare la tesi diventa un’impresa. Se dovessimo definire in una parola il rapporto con i nostri docenti, diremmo ‘pessimo’”. Della stessa opinione sono Marcella, iscritta al terzo anno, e Valentina, al primo anno fuori corso, che aggiungono amareggiate: “I docenti non sono per niente comprensivi, sono disponibili ad assegnare le tesi solo in presenza di voti alti. Alcune volte, ci sembra che venga dato davvero scarso rilievo a noi studenti. Per esempio, pur non essendoci punti ristoro, si pretende che i distributori automatici di snack siano ad uso esclusivo del personale docente. Lo stesso vale per l’uso degli ascensori”. Antonio, studente fuori corso, pensa che un’urgente richiesta da porre al Preside Scudiero sia l’abolizione degli appelli alternati: “essere bocciati significa dover attendere la sessione successiva per poter ripetere l’esame”. “Una bella perdita di tempo – aggiunge Paolo, studente fuori corso –  soprattutto per gli studenti del vecchio ordinamento che, come me, sono già indietro con gli esami”.
Migliorare
l’organizzazione degli appelli d’esame
Una migliore organizzazione degli appelli d’esame è la richiesta, invece, che accomuna gli studenti di Scienze Politiche e Scienze dell’Architettura. “Le date d’esame dovrebbero essere più distaccate tra loro – dice Carla Esposito, studentessa fuori corso di Scienze Politiche – ma non dobbiamo dimenticare l’impegno del Preside Feola che, per agevolare gli studenti del vecchio ordinamento, ha istituito sessioni extra-ordinarie, ad aprile per esempio”. Dello stesso parere è Dario D’errico, anch’egli studente fuori corso: “Le sessioni fissate per noi studenti del vecchio ordinamento mi hanno dato l’opportunità di sostenere più esami e ora sono quasi al termine del mio percorso di studi”. La medesima richiesta viene proposta dagli studenti di Scienze dell’Architettura. I ragazzi sono contenti della nuova sede a via Toledo e non possono fare a meno di parlarne. “Siamo passati dalla situazione precaria di palazzo Gravina, dove non c’erano posti sufficienti per seguire le lezioni, a questa nuova sede completa perfino di aule studio (anche se affollate); – dicono Matteo e Antonio, studenti del terzo anno – l’unica pecca di questa nuova struttura è la mancanza di aule informatiche”. 
I malumori vengono fuori quando si parla dell’organizzazione didattica, e soprattutto di ‘sbarramento’ e dell’attivazione di solo due corsi della Laurea Specialistica. Simona Scognamiglio, studentessa al terzo anno, spiega: “L’anno scorso non sono riuscita a raggiungere il numero di crediti sufficienti per passare al terzo anno, in questo modo risulto iscritta ‘a contratto’. Ciò significa che il proseguimento della mia carriera universitaria si baserà su un piano di studi, elaborato dai Presidenti dei Corsi di Laurea, identico a quello di tutti gli altri studenti che vivono questa mia stessa situazione. Non lo trovo per niente giusto, credo piuttosto che ognuno debba fare le sue scelte”. Stefania Poeta e Roberta Nasti, studentesse del terzo anno, hanno, invece, una richiesta pratica per il Presidente del loro Corso di laurea, Antonio Lavaggi. “Vorremmo proporre di proporzionare meglio il numero dei crediti alla difficoltà dei relativi esami. Per esempio, ci sembra irragionevole dare quattro crediti ad esami corposi, come Statica ed Estimo”. Gli animi si scaldano quando si parla dei Corsi di Laurea Specialistica. “Sto per laurearmi e, per i prossimi due anni, mi piacerebbe scegliere il corso di Recupero – spiega Roberto, 23 anni – ma a Napoli non è stato attivato. Sarò costretto a spostarmi e cambiare città per studiare ciò che davvero mi appassiona e mi interessa”. Al dibattito si aggiunge Matteo, 23 anni, studente fuori sede. “Arrivo da Lecce – dice – e per me le difficoltà sono triplicate, visto che non esiste alcun supporto per i fuori sede”. 
Monte S. Angelo:
organizzazione, didattica e navetta
i problemi
Passando al complesso di Monte S. Angelo, vengono fuori ancora critiche riguardanti l’organizzazione didattica. Andrea e Cesare, iscritti al primo anno del Corso di Laurea in Economia Aziendale, si chiedono come sia possibile rispettare un planning settimanale in base al quale ci sono corsi fissati alla stessa ora. “Le lezioni si sovrappongono – dicono – quindi ci risulta praticamente impossibile seguire tutti i corsi. Ciò significa rinunciare per forza di cose ad un insegnamento. La stessa questione si ripropone nelle sessioni d’esame, durante le quali spesso accade di trovare accavallamenti: esami di primo anno lo stesso giorno, alla stessa ora”. Renato Carlea, studente fuori corso di Biologia generale, affronta un’altra questione: l’accorpamento dei curricula di specializzazione da cinque a due e la successiva eliminazione dei corsi dei curricula aboliti. “Io ho scelto l’indirizzo di Biologia Generale. Purtroppo, circa due anni fa, è stato abolito. Ora mi ritrovo a dover sostenere esami complicati senza aver occasione di seguire un corso. La difficoltà risulta raddoppiata”.
All’esterno ci sono folti gruppi di ragazzi che attendono di spostarsi da un’aula all’altra per lo svolgimento delle attività didattiche, aspettano una navetta interna che pare non arrivi. “Vorremmo chiedere al Preside Basile di potenziare il servizio navetta. Per raggiungere le aule T e seguire i corsi, si può usufruire di questo servizio – spiegano Vincenzo e Tommaso, al primo anno di Economia delle imprese nei mercati -. Purtroppo l’autobus passa raramente e siamo spesso costretti a proseguire a piedi per arrivare in tempo”.
I reclami degli studenti di Ingegneria non riguardano la didattica, bensì la mancanza di servizi igienico-sanitari. “Più volte abbiamo fatto presente al Preside Naso questo problema, ma non è stato risolto – dice Francesco Prota, studente fuori corso -. Vedremo se il nuovo Preside, il prof. Cosenza, prenderà in considerazione le nostre esigenze”.
Maddalena Esposito
- Advertisement -





Articoli Correlati