La SUN al voto per il rettore

57 anni, a Medicina da sempre, dai tempi del prof. Marmo, il terrore dell’esame di Farmacologia, a Preside dal 1 novembre 1998, Franco Rossi è il candidato unico al Rettorato della Sun. Dove si voterà il 16 e 17 maggio. Alle urne saranno in 687 fra docenti, ricercatori e rappresentanti di studenti e personale tecnico-amministrativo. In un programma di 52 pagine le linee guida della sua candidatura. “Si parte da cosa è l’Università, agli studenti a cui intendo dedicare una particolare attenzione”. “Siamo una Facoltà di Medicina, se non ci occupiamo degli studenti dovremmo fare un altro mestiere”. Aprire “uno sportello lavoro: perché dobbiamo seguire gli studenti fino all’ingresso nel mondo del lavoro, instaurando anche un dialogo con gli imprenditori e le Camere di Commercio”. E poi: “la ricerca e l’internazionalizzazione”.
L’Università nel nostro paese: “Gli atenei sono comunità di saperi. È il posto dove si crea una classe dirigente e professionale. Dobbiamo far capire al paese quanto è importante l’Università, con ricerca di qualità e didattica di qualità”. Che tipo di ricerca? “quella di base e applicata con trasferimento tecnologico. La ricerca, quella di base, è tipica dei laboratori universitari e va sostenuta. Ma anche un sapere e una ricerca utili per la salute dei pazienti e nel campo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico”. 
I fondi. “Vengono dall’FFO, dalle tasse universitarie e dalla Regione. Immaginare un aumento delle tasse per il nostro bacino di utenza è cosa impensabile. Dunque, dobbiamo pensare all’incremento attraverso la formazione continua”. 
Spazio ai giovani. “Spazio ai dottorati, ai ricercatori, ai ricercatori a contratto. Per fare questo l’Università deve anche meglio saper vendere le sue ricerche e la sua attrazione”.
Altro aspetto: “spingere molto sull’internazionalizzazione. Promuovere dottorati di ricerca in comune con l’estero, incrementare gli scambi di studenti e docenti. Però abbiamo bisogno di migliorare l’accoglienza. In attesa delle Case dello studente e delle residenze in via di realizzazione, nel frattempo occorre mettere in rete servizi di ospitalità presenti nei comuni sedi di università del casertano, anche con un accreditamento delle strutture esistenti (pensioni, abitazioni, etc.)”. “Chiederemo alla Regione di potenziare e migliorare la rete dei trasporti tra le sedi casertane e i luoghi di provenienza degli studenti”.
Edilizia. “Occorre uno sviluppo armonico delle facoltà: Ingegneria, Lettere, Psicologia e Medicina di Napoli. Portare a completamento la sede di Medicina di Caserta. Ma vanno incrementati anche il numero dei docenti legati ai requisiti minimi che altrimenti è impossibile rispettare a Scienze, a Biologia, Lettere. Così a Giurisprudenza che potrebbe espandersi molto di più, se riuscisse ad avere più docenti e naturalmente docenti giovani”.
Il territorio. “Il rapporto va ampliato e migliorato. L’Università a Caserta può sviluppare il territorio, anche con i Centri di Competenza, i Tecno-distretti e la collaborazione tra Università – Imprese ed enti locali. Così anche con l’ISAC, per il controllo delle acque”. “Anche potenziando le attività del CURE, presieduto dal prof. Ingrosso”. 
La valutazione. “Va incrementata, insieme all’autovalutazione. La valutazione esterna della ricerca è importante proprio per i rapporti con l’esterno”.
La squadra. “Il Rettore da solo non può farcela. Occorre dunque un impegno collegiale che credo vada portato avanti con una squadra istituzionale fatta di docenti, Presidi e ProRettori, in collegamento stretto con i Direttori di tutti i Dipartimenti. Del resto, è così che in 12-13 anni siamo diventati un ateneo di 28-29.000 studenti, con la collaborazione di tutti”. “Dobbiamo dare l’opportunità ai giovani bravi di rimanere nell’ateneo e creare le condizioni idonee per la loro crescita”. “È un nostro  compito istituzionale”. Ancora i giovani, quindi.
Come affronta una tappa così importante della sua vita? “Mi sento molto sereno, molto caricato, ho incontrato in 4 mesi tanta gente che ha voglia di fare, giovani e meno giovani – a parte i soliti veleni che ci sono dappertutto. Ma anche il pensare positivo delle istituzioni, tanto entusiasmo, dal Vescovo Nogaro, ai Presidenti di Provincia e Regione, la Camera di Commercio, la stampa”. “Ci sono grandi aspettative. Come forse è giusto che sia. Mi sento sereno, sono conscio delle difficoltà, ho entusiasmo, anche per la  tanta voglia positiva che ho riscontrato in giro”. In bocca al lupo.
Paolo Iannotti
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