Bando Erasmus al Federico II, domande entro il 15 marzo

Venti anni fa dalla Federico II non partivano più di cento studenti per le destinazioni Erasmus, oggi l’ateneo federiciano manda in giro per l’Europa mediamente cinquecento ragazzi l’anno. E ne accoglie circa trecento provenienti dall’estero. Il programma Erasmus funziona, cresce e migliora di anno in anno. E’ stato pubblicato in questi giorni il bando di selezione per le borse Erasmus anno accademico 2007/08: coloro che vogliono parteciparvi devono compilare la relativa domanda sul sito dell’ateneo www.unina.it, stamparla fino al 15 marzo e presentarla alla presidenza della propria facoltà entro il 16 marzo. 
Il supporto a favore di chi intende partire è forte. La Federico II è riuscita a conquistare negli anni un primato in questo campo, nonostante l’ufficio Programmi Internazionali dell’Ateneo lavori con due soli dipendenti. L’impegno dei Direttori amministrativi che si sono succeduti negli ultimi anni, il dott. Tommaso Pelosi prima e la dott.ssa Maria Liguori poi, unitamente agli sforzi del capo dell’Ufficio dott.ssa Antonietta D’Auria e della delegata alla mobilità internazionale prof.ssa Laura Fucci, hanno creato una rete di assistenza validissima sia per chi parte che per chi arriva. Viene data agli studenti in uscita la possibilità di frequentare gratuitamente corsi intensivi di preparazione linguistica di 60 ore per francese, tedesco, spagnolo. E’ predisposto un vademecum con l’elenco di tutte le regole che il borsista Erasmus è tenuto a rispettare. Si assicura un sostegno economico al quale partecipano più soggetti: l’università, il ministero, l’Adisu. Lo svolgimento di un periodo di studi in un’università estera viene reso possibile in primo luogo dall’Agenzia Nazionale LLP (Lifelong Learning Programme) che eroga appositi contributi. Quest’anno il contributo mensile è pari a 200 euro. Può sembrare poco, ma si tratta di una cifra opportunamente integrata da Università e Regione. Un esempio. Per l’anno 2005/06 sono state erogate dall’Agenzia Nazionale 120 euro al mese, cui però si aggiungevano: un contributo una tantum di 100 euro per studente, circa 60 euro mensili di contributo da parte dell’ateneo, 91 euro al mese messe a disposizione dal Miur, 380 euro al mese più 100 di spese viaggio ai soli aventi diritto Adisu. Insomma, complessivamente gli studenti meritevoli e disagiati hanno ottenuto una borsa Erasmus di 650 euro circa al mese. 
Anche l’attenzione riservata agli studenti in entrata è grande. Per i ragazzi stranieri è stato predisposto un “Welcome Kit” che contiene mappe, brochoure informative, indirizzi, blocchetti per gli appunti. All’organizzazione dell’accoglienza prende parte inoltre una società che offre servizi studiati apposta per gli studenti provenienti dall’estero. Si chiama Performance ed ha sede in via Duomo. Fornisce assistenza nella vita pratica di tutti i giorni, compresa quella legale per l’eventuale stipula di contratti di fitto di appartamenti dove soggiornare. Per dare un’idea dell’impegno con cui Performance si occupa degli studenti Erasmus, basta dire che è riuscita ad ottenere dall’ANM, l’Azienda Napoletana di Mobilità, una fermata del pullman in via Duomo, chiamata, appunto, Fermata Erasmus. L’Ateneo federiciano non è da meno: basti ricordare che nel primo semestre dell’anno 2005/06 è stata accolta, proveniente dall’Università di Santiago de Compostela, una studentessa di Psicologia disabile. La commissione di coordinamento per l’inclusione degli studenti disabili ha redatto un progetto denominato “L’accoglienza possibile” nel quale, oltre al supporto psicologico, pedagogico, tecnico e umano, ha costituito una rete informale tra gli operatori dell’area della disabilità di ateneo, dell’Adisu Federico II e dell’Asl Napoli 1. Il risultato è stato un’accoglienza globale che ha compreso l’assistenza sanitaria, il supporto tecnico-assistenziale e gli aspetti logistici come il trasporto in taxi, l’accompagnamento alle lezioni e il servizio prendi appunti. Si capisce dunque perché la Federico II ha ottenuto risultati di eccellenza a livello nazionale in materia di mobilità internazionale. Quest’anno sono ben 291 le convenzioni con le università europee, mentre si contano 50 convenzioni con università di Paesi extraeuropei. 
Ricordiamo che il soggiorno Erasmus consente di svolgere le seguenti attività presso le università partner:  frequenza di corsi ed il sostenimento dei relativi esami, preparazione della tesi, svolgimento di attività di ricerca. Possono candidarsi al soggiorno di studio presso università straniere (durata da tre a dodici mesi), gli studenti iscritti ad anni successivi al primo; gli iscritti al primo anno della triennale, purché abbiano conseguito non meno di quindici crediti al momento della  presentazione della domanda; gli iscritti al primo anno della specialistica; gli specializzandi, i dottorandi.
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