Biologia attiva due nuove Magistrali in inglese e nuovi indirizzi in Neuroscienze e Biologia Forense

“I nuovi percorsi formativi che abbiamo implementato – due nuove Lauree Magistrali in inglese e i curricula in Neuroscienze e Biologia forense – nascono dall’esigenza di fornire ai nostri studenti una didattica maggiormente correlata alle linee di ricerca del nostro Dipartimento, partendo dal presupposto che una buona didattica nasce da un legame diretto con una buona ricerca. Poiché la nostra attività di ricerca è sempre attenta agli sviluppi più attuali delle conoscenze e delle esigenze della nostra società in costante evoluzione, la stretta connessione con l’offerta didattica farà sì che i nostri studenti avranno accesso a Corsi Magistrali particolarmente in linea con le richieste del mercato del lavoro”, afferma il prof. Gionata De Vico, neo Direttore del Dipartimento di Biologia.
La nuova offerta formativa per l’anno accademico 2021/2022 è stata presentata in due incontri pomeridiani dedicati: il 13 aprile alle Magistrali in Marine Biology and Aquaculture e Scienze Naturali e il 15 aprile per Scienze Biologiche, Biologia e Biology of Extreme Environments.
Scienze Biologiche, sotto la guida della Coordinatrice, la prof.ssa Simonetta Giordano, aggiunge agli indirizzi esistenti di Bio-diagnostica, Biosicurezza e Biologia Ambientale quello di Neuroscienze. Sottolinea il prof. De Vico: “si tratta di un indirizzo nuovo che abbiamo inserito in quanto molti dei nostri colleghi, ricercatori e docenti, sono impegnati in questo settore. Ci sembrava quindi opportuno creare un percorso che formasse biologi con conoscenze specifiche in questo ambito, trattandosi di una richiesta proveniente sia dagli studenti che dai docenti”. Il laureato in Neuroscienze ha una preparazione focalizzata soprattutto sul sistema nervoso e sulle malattie degenerative del sistema nervoso centrale e periferico. Sarà una figura professionale interessante tanto per le industrie chimiche, farmaceutiche e biotecnologiche che per le aziende coinvolte, ad esempio, nella produzione di nuovi farmaci neurologici. Biologia Forense è invece una novità del Corso di Laurea in Biologia, la cui Coordinatrice è la prof.ssa Viola Calabrò, che già comprendeva gli indirizzi di Biologia molecolare e cellulare, Biologia del differenziamento e della riproduzione e Biologia della nutrizione. “Biologia forense adesso è un percorso di laurea, ma gli studenti lo conoscono già molto bene in quanto, per diverso tempo, è stato un Master post-laurea. Visto il successo nel recente passato abbiamo voluto strutturarlo come percorso formativo”, spiega il prof. De Vico, che tra gli sbocchi lavorativi di questo indirizzo inserisce la possibilità di lavorare per la polizia scientifica, nei RIS e come Consulente Tecnico d’Ufficio in indagini per Pubblici Ministeri o come Consulente Tecnico di Parte per avvocati di parte. A caratterizzare dal punto di vista didattico il percorso sono materie come Botanica forense, Biologia molecolare forense e Metagenomica forense.
Ambienti estremi ed extraterrestri
Grande novità del prossimo anno accademico è il Corso di Laurea in Biology of Extreme Environments, il primo della sua tipologia in Italia e in Europa, al momento in attesa del decreto di accreditamento. A farsi promotore di questa iniziativa è stato il ricercatore in Microbiologia Donato Giovannelli, offrendo agli studenti l’occasione di entrare a far parte di una futura generazione di biologi che guarda alla Terra ma non solo. L’intento è formare figure scientifiche completamente nuove per l’Italia e ha come oggetto principale di studio gli ambienti estremi, come quelli polari e sub-polari, le sorgenti idrotermali terrestri e marine, spingendosi fino agli ambienti extraterrestri. Si tratta di una branca degli studi di Biologia ancora considerata di nicchia, ma sempre più in rapida espansione. Gli ambienti estremi, infatti, sono di grande interesse per le risorse naturali disponibili per la futura composizione di nuovi farmaci, come fonti di energia e molti altri impieghi. Sono inoltre campi di studio interessanti per considerare il lungo percorso di evoluzione avuto dalla Terra e come spunto di ricerca per analoghe condizioni esistenti su altri pianeti dell’Universo, che potrebbero comportare la presenza di altri organismi viventi. Il Corso di Laurea si struttura in due curricula: Biological Resources, incentrato sulle componenti strutturali degli ambienti estremi e sulla loro risposta ai cambiamenti climatici, e Astrobiology, il cui focus è invece sugli ambienti estremi come modello di supporto per la ricerca astrobiologica e lo studio di ambienti extraterrestri. “In particolare il settore dell’Astrobiologia si presenta come trainante per il prossimo futuro e molti dei nostri colleghi sono impegnati in questa branca, hanno contatti con la NASA e altri centri di ricerca che si occupano dello sviluppo di metodologie e terapie che possono essere condotte esclusivamente sulle stazioni orbitanti”, sottolinea il prof. De Vico che cita, a titolo esemplificativo, il recente studio condotto dal prof. Geppino Falco, docente di Biologia Applicata, sulla possibilità di utilizzare nella cura per l’osteoporosi il resveratrolo, un estratto della foglia di vite Aglianico che contribuirebbe a rallentare l’apoptosi, cioè la morte precoce delle cellule che compongono la struttura ossea del corpo. L’esperimento sarà condotto sulla Stazione Spaziale Internazionale durante la prossima missione aerospaziale perché le condizioni di microgravità e di assenza di peso aumentano l’invecchiamento cellulare delle ossa e sarà quindi possibile valutare con maggiore sicurezza l’efficacia di questo bio-collagene. Molte delle materie che costituiscono i due diversi curricula sono uguali, da Introduction to Earth System Sciences a Biochemistry and molecular adaptation to extreme environments, con l’obiettivo di una formazione teorica comune. A distinguerli sono invece materie più specifiche, come Applied microbiology of extremophiles per il curriculum di Biological Resources e Physiology and Nutrition in Space Conditions per quello di Astrobiology.
Un aspetto completamente rinnovato e riorganizzato per i due Corsi di Laurea di Biologia delle produzioni e degli ambienti acquatici e di Biology and ecology of the marine environment and sustainable use of the marine resources, accorpati in un unico nuovo percorso di studio. Spiega il prof. De Vico: “abbiamo rinnovato i percorsi di biologia marina per sfruttare al massimo le possibilità offerte da questa branca e sottolineare l’importanza della tecnica dell’acquacoltura” proponendo agli studenti il Corso di Laurea in Marine biology and aquaculture che vede la prof.ssa Anna Di Cosmo impegnata come Coordinatrice. L’acquacoltura è la coltivazione dell’acqua salata, salmastra o dolce allo scopo della raccolta di diverse tipologie di pesce. Continua il Direttore: “è probabilmente una soluzione a cui ricorreremo sempre più spesso a causa anche del riscaldamento globale. Ci sono inoltre molti settori biomedici interessati all’ambiente marino per alcune specifiche risorse, come ad esempio le alghe, importante fonte di sostanze biologiche attive, i batteri o altri organismi marini, fonti di nuove molecole e potenziali nuovi alimenti che in Occidente ancora non consumiamo ma che potremmo”. Caratterizzano il Corso di Laurea in Marine Biology and aquaculture anche esami sulla pesca sostenibile e sull’acquacoltura sostenibile, in un contesto come quello odierno sempre più sensibile alla tematica dell’ecosostenibilità, ambientale e alimentare, e critico nei confronti del sovra-sfruttamento delle risorse alimentari del mare. Il Corso di Laurea si distingue in due diversi curricula: Marine Biology e Aquaculture. Questo percorso vuole formare specialisti della conservazione marina, capaci di monitorare gli ambienti acquatici per proteggerli dal crescente inquinamento, che può colpire negativamente non solo la fauna marina ma anche la salute umana, e specialisti ambientali idonei a sviluppare soluzioni per ripulire gli ambienti marini e preparati nella prevenzione dell’ambiente nel contesto della One Ocean, One Health: “teniamo molto al concetto della One Health che è il quadro culturale in cui dovranno crescere i futuri medici, biologi e agronomi. Con il COVID abbiamo visto come tutto sia interconnesso, come sia centrale la salute globale di uomo, animale, pianta e ambiente in generale”, sottolinea il prof. De Vico. Altri sbocchi professionali sono poi quello di specialista della biodiversità marina, esperto di acquacoltura e quello di manager di risorse marine, una figura capace di coordinare le ricerche scientifiche o lo sviluppo di specifici prodotti rispettando tempi e budget richiesti dai clienti.
Agnese Salemi

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