Bisogna aprirsi alle “scienze del bios”

Il Corso di Studi Triennale in Filosofia ha un nuovo Coordinatore. Si tratta di Gianluca Giannini, professore associato di Filosofia Morale. Attualmente anche membro del Consiglio della Scuola in Scienze Umane e Sociali e della Commissione Orientamento del Dipartimento, Giannini dice di non voler perdere tempo – “a dimostrazione che i filosofi non sono dei chiacchieroni”, scherza – e prova ad imprimere subito la propria linea di pensiero. “Filosofia deve darsi un obiettivo a medio lungo termine. Urge aprirsi ulteriormente alla ricezione di studenti e avere un dialogo molto più serrato con le scienze del bios”. Insomma, l’intento è chiaro: avviare un percorso propedeutico per un’apertura al mondo del lavoro su più fronti. “Sicuramente per la Triennale l’aspettativa è conseguire la Magistrale – continua – ma dobbiamo offrire una preparazione già predisposta ad andare oltre l’insegnamento nei licei, dove entra solo il 38% dei nostri laureati. Dati Almalaurea alla mano, a quanto pare, si avrebbe l’evidenza che i filosofi cominciano ad invadere campi disparati del mondo del lavoro. Dalle risorse umane alla gestione aziendale, per finire con il giornalismo, inteso come divulgazione scientifica”.
Le riforme interne
Il prossimo Consiglio, che avrà luogo il 26 maggio, sarà già decisivo per dare il via ai processi di riforme interne auspicate da Giannini. Sono quattro le linee direttrici; tutte “da realizzare il prima possibile”. Orientamento in entrata e in uscita; un sito internet interamente dedicato al CdS di Filosofia; attività di tutorato permanenti che guidino gli studenti (soprattutto le matricole); accesso alle professioni tramite tirocini. Il comune denominatore, nemmeno a dirlo dopo il nefasto anno monopolizzato dal Covid, è una necessità intrinseca: “ridurre la distanza tra professori e studenti”. Dunque, spazio subito ad un’area web apposita – con la quale si potrebbe partire già prima dell’estate prossima – perché “scuole e studenti del liceo fanno fatica a reperire informazioni. Non dimentichiamo che il nostro Dipartimento raccoglie ben 18 Corsi di Laurea e, per quanto possa essere fatto bene l’attuale sito, potrebbe risultare abbastanza dispersivo”. Ma, affinché Filosofia diventi ancora più appetibile, urge rivedere pure le dinamiche relative all’orientamento in entrata. “Credo vada ripreso il vecchio progetto F2S – Federico II nella Scuola (un’iniziativa nata nel 2017 con l’obiettivo di migliorare e potenziare l’orientamento formativo nel passaggio Scuola-Università, ndr) riportando i nostri docenti universitari a parlare di offerta formativa nelle scuole. In secondo luogo, proveremo pure ad amplificare il One-to-One (pratica commerciale con la quale, in questo caso, si rafforzerebbe il legame tra singolo e Università, ndr)”. Nella fattispecie, verranno nominati tre docenti-tutor che si occuperanno di “raccogliere le diverse richieste di conduzione di studenti del primo e secondo anno”. Accanto a questi, verranno selezionati anche dieci studenti-senior – soprattutto del terzo anno, ai quali verranno riconosciuti crediti formativi – “che possano accompagnare i colleghi più giovani nel percorso, un po’ come vuole il modello anglosassone, e aiutarli a risolvere problemi che per una matricola potrebbero sembrare insormontabili”. Ma l’avvicinamento tra le parti auspicato da Giannini dovrà essere permanente. Con il nuovo anno accademico, infatti, si avrà a che fare con forse più di 200 matricole, studenti del secondo anno che non hanno mai messo piede all’Università; e con quelli del terzo che invece hanno varcato la soglia di Porta di Massa per non più di dieci settimane in totale e che avranno bisogno di maggiore supporto in fase di stesura dell’elaborato finale – “creeremo un’officina della tesi. Un ciclo di seminari su come strutturare il proprio lavoro”. Ecco quindi spiegata “la necessità fisiologica di ridurre le distanze, avremo di fronte una platea di 600/700 studenti, Covid permettendo, che non ha mai vissuto pienamente l’Ateneo”. Ultima riforma da mettere a punto, la revisione dell’orientamento in uscita. “Ho già chiesto al professore Alessandro Arienzo (Storia delle dottrine politiche e Filosofia Politica) di organizzare incontri con le parti sociali e il mondo del lavoro per varare, in un futuro non troppo remoto, tirocini presso case editrici, riviste di settore e giornali”, ancora Giannini.
Offerta formativa
L’offerta formativa non si discosterà dagli anni precedenti. Tre anni di studio, ognuno dei quali con doppio semestre, per un totale di 180 crediti da conseguire. Alla base, una visione che vuole fondere due caratteristiche genetiche della filosofia: “una tradizione antichissima e la spinta all’innovazione”. Un connubio che ha già avuto un suo riscontro pratico nell’atteggiamento del vecchio Dipartimento “Aliotta”, “anima ispiratrice di innovativi corsi di dottorato sulla bioetica; di centri di studi jaspersiani, e quelli politici all’avanguardia; senza dimenticare la partecipazione diretta e cofondativa di Master, centri sperimentali per studi sull’intelligenza artificiale. Non a caso il DSU attraverso la sezione di Filosofia parteciperà ad un dottorato nazionale in I.A.”. Ad ogni modo il primo anno consterà di sei insegnamenti: tre obbligatori e tre a scelta tra altrettanti gruppi. Sulla medesima falsariga anche il secondo anno. Chiude il terzo anno, composto da cinque insegnamenti più l’elaborato finale, e l’obbligo di conseguire. A fare da contorno, per un ulteriore approfondimento di contenuti e tematiche, i seminari che l’intero Dipartimento offre agli studenti.
Claudio Tranchino
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