Brutte sorprese per le matricole agli esami di Costituzionale

Qualche problema agli esami di Diritto Costituzionale, cattedra del prof. Sandro Staiano. Le matricole affrontano il primo esame difficile. E spesso sono deluse dal risultato. Bocciature e voti bassi fungono da spauracchio per il semestre successivo. Ci si chiede: se non si è riusciti a superare Costituzionale, come si farà per Privato? La disciplina, forse sottovalutata, miete ben più vittime di quanto si pensi. “Non avevamo mai pensato a Costituzionale come ad un esame difficile- racconta Enzo- Ci hanno sempre suggerito di non preoccuparci, ma la realtà smentisce ogni diceria. Io, ad esempio, sono stato bocciato perché avevo delle lacune sulla costituzione del Parlamento. So che è un argomento importante, ma gli assistenti non sono andati oltre”. Dello stesso parere Silvia, bocciata perché ha fatto confusione tra gli articoli della Costituzione: “avrei preferito che i collaboratori mi ponessero più domande su ogni argomento trattato. Non ricordavo l’articolo specifico ma avevo capito la connessione tra i vari argomenti. Niente da fare, in questo esame se non conosci la Costituzione non vai avanti”. Gli articoli da memorizzare sono la preoccupazione maggiore. “Non direi che bisogna imparare a memoria- dice Francesca, primo 27 della giornata- piuttosto bisogna comprendere il ragionamento sotteso a ciascuna norma. Il mio primo impatto è stato positivo, gli argomenti sono semplici ma lo studio deve essere costante e approfondito. Citare la Costituzione a memoria non equivale alla buona riuscita della prova”. Stessa situazione alla cattedra del prof. Antonio D’Aloia. “L’esame non è difficile- sottolinea Marco- ma i collaboratori ed il professore sono molto esigenti. Il mio 23 non rispecchia una scarsa preparazione, ma domande mirate e precise che una matricola di certo non può argomentare”. “Quello che ci manca- aggiunge Vanessa- non è la capacità di studiare, ma un metodo che consenta di acquisire il diritto senza troppi sforzi. Chi come me proviene da studi scientifici, ha una maggiore difficoltà nel maneggiare un manuale di diritto. Non abbiamo gli strumenti e le nostre bocciature lo confermano. L’università non potrà ancora per molto fare orecchio da mercante”. 
Qualcosa è cambiato invece per Economia Politica. La collocazione al secondo semestre ha permesso agli studenti di acquisire maggiori conoscenze e quindi maggiori possibilità nell’affrontare la disciplina. Agli esami del prof. Gaetano Cuomo, a parte qualche incidente di percorso, tutto sembra andare per il meglio. “Siamo del quarto anno- dicono Giusy ed Alessia- e quindi abbiamo aspettato un po’ prima di sentirci pronte. Però oggi tutto è andato bene e i nostri voti (23 e 25) rispecchiano la nostra preparazione. Non leghiamo molto con le materie scientifiche ma l’aver studiato assieme ci ha aiutato”. I voti non saranno eccellenti ma per lo meno il numero dei bocciati è relativamente basso. “Purtroppo oggi non è andata- racconta Valerio-  Ho dato tanta importanza alle formule ed ai grafici da aver sottovalutato il procedimento che porta ad essi. Non credo che per superare l’esame bisogna conoscere le formule, i collaboratori non le hanno chieste quasi mai, piuttosto è importante ricostruire il grafico attraverso il ragionamento che ne è alla base. Ora devo aspettare giugno, una bocciatura a febbraio non consente di poter riprovare l’esame a marzo. Sarà una grande perdita di tempo”. 
Commerciale,
c’è chi parla
di svolta epocale
L’appello di marzo, anche se non è accessibile a tutti, è comunque quello in cui si riversa la maggior parte degli studenti. “Coloro che devono sostenere un esame importante si preparano fino all’ultima data disponibile- conferma Gennaro, studente del terzo anno- perché se si è bocciati lo si riprova comunque a giugno. Quest’anno, poi, ci sarà la rotazione delle cattedre e quindi a marzo regnerà il caos. Molti studenti provano l’esame con il professore che sta per lasciare l’insegnamento. E’ successo anche a me,  oggi ho provato l’esame di Diritto Commerciale con il prof. Giuseppe Guizzi e per mia fortuna è andata bene”. In effetti durante le sedute d’esame di questa cattedra l’ambiente appare più rilassato. La materia è sempre vasta e molto difficile, ma i professori appaiono più disponibili a dialogare durante lo svolgimento della prova. Parla di “svolta quasi epocale”, Ornella, studentessa del quarto anno. “I professori non ti mandano via alla prima risposta sbagliata, ma ti aiutano e cercano di scoprire il perché della lacuna. Certo l’esito non sarà un 30, ma meglio 18 che una bocciatura da libretto”, dice. Sono molti gli studenti che la pensano in questo modo. “Ho aspettato che la cattedra ruotasse- ammette Tania- perché mi sembrava di avere un’opportunità in più. Ho studiato tantissimo per tre mesi in modo ininterrotto anche otto ore al giorno pur di evitare la bocciatura. In effetti sono soddisfatta, al primo appello ho preso un bel 25, meglio non poteva andare”. Non mancano però voci fuori dal coro. “L’ambiente è cambiato ma solo presso alcune cattedre – incalza Pietro- Quelle più temute rimangono sempre immobili nelle loro posizioni. Certo, il numero di bocciati è diminuito e se ne deve prendere atto, ma i voti bassi testimoniano la difficoltà del diritto societario. Oggi sono stato bocciato e non c’è alcuna possibilità di ritornare a marzo, dovrò sostenere l’esame con un altro professore e con manuali diversi. Una perdita di tempo e denaro di cui i docenti dovrebbero tener conto”. 
Susy Lubrano
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