Campus invernali, una settimana intensa di sport e socialità

Due sono le destinazioni tra cui gli amanti della neve possono scegliere per trascorrere una settimana bianca nei campi nazionali patrocinati dal CUSI: Fai della Paganella in Trentino e Zoldo in Veneto. Per prendere confidenza con gli sci c’è tempo sino a metà aprile.
I pacchetti, riservati a studenti e dipendenti dell’Università e del Cus, includono 6 giorni di pensione completa, 5 lezioni di sci da 2 ore, ski-pass e assicurazione.
Le quote variano, a seconda del periodo prescelto, da un minimo di 322 euro per la settimana dal 9 al 14 aprile ad un massimo di 690 per quella a cavallo di Capodanno a Fai della Paganella e da un minimo di 375 euro per la prima settimana di dicembre, ai 605 per quella a cavallo di Capodanno a Zoldo. E’ bene precisare che viaggio e noleggio di sci e scarponi non sono inclusi nel prezzo.
Non è detto, però, che ai campus si rechino soltanto gli amanti dello sport. Per coloro che non sciano e che quindi non hanno bisogno di scuola sci e ski-pass, la riduzione va dai 145 ai 170 euro.
Le lezioni di sci si svolgono con non più di 10-12 allievi per maestro. Il primo livello è sempre il più affollato mentre ai corsi più avanzati il numero di iscritti si assottiglia. A fine settimana vengono organizzate una gara per tutti i partecipanti e una piccola cerimonia per la consegna degli attestati su cui è indicato il livello di bravura raggiunto.
Per i corsi di snowboard occorre versare 14 euro in più in Trentino e 25 in Veneto dove l’offerta prevede anche corsi avanzati di freestyle per chi vuole cimentarsi in salti, rotazioni e piroette acrobatiche.
A Zoldo probabilmente si incontreranno universitari provenienti da altri Paesi europei perché il Comune ha siglato un contratto triennale con l’EUSA (European University Sports Association). Il comprensorio, inoltre, ha una particolarità: la presenza di 4 piste di risalita e di uno snowpark illuminati e aperti anche di sera fino alle 23.
Pietro Schiattarella, studente di Economia aziendale, ha inaugurato quest’anno i campus invernali recandosi dal 7 al 14 dicembre a Fai della Paganella. “Il paesino è carino, caratteristico. Il soggiorno è organizzato bene. Gli alberghi sono piccoli ma ben attrezzati. Il mio aveva anche sauna e bagno turco per una settimana rilassante oltre che piena di sport”. E’ la terza volta che Pietro partecipa ad un campus invernale: “si conoscono studenti di tutt’Italia, l’anno scorso eravamo almeno una settantina. Questa volta, invece, scegliendo di andare ad inizio dicembre, ho trovato meno affluenza”.
Quando Pietro, sei anni fa, scoprì le settimane bianche organizzate dal Cusi, ne rimase veramente colpito: “allora c’era un unico albergo molto grande. Gli studenti erano tutti assieme, era davvero bello. Ora vengono distribuiti nelle tante strutture. Si è un po’ persa la magia iniziale ma è ancora una cosa carinissima”.
La mattina ci si incontra con gli altri ragazzi sulle piste e la sera si creano occasioni per riunire i vari gruppi che risiedono in differenti hotel. La scelta è tra una partita di pallavolo nel Palazzetto dello sport, una pattinata sul ghiaccio, un film o un pub. E’ una settimana intensa di sport e socialità. Ma non tutti gli studenti sono a conoscenza di questa opportunità. “L’anno scorso, quando ho proposto il Campus alla mia ragazza lei non ne conosceva l’esistenza. Queste vacanze andrebbero pubblicizzate di più. Sono un’occasione da non perdere sia per quello che offrono, sia per quello che costano”, raccomanda Pietro.
“I prezzi sono convenienti. Già solo l’albergo costa quasi quanto tutta la cifra – afferma Francesca Nastro, al II anno della Specialistica in Scienze Politiche – L’anno scorso a fine febbraio mi sono capitate delle belle giornate. Quest’anno sono stata sfortunata perché ho potuto sciare poco per le pessime condizioni meteo. C’era troppa neve, gli impianti sono rimasti chiusi due giorni”. Francesca non è una sciatrice provetta e sotto la nevicata e con la visibilità ridotta per la nebbia non se la è sentita di cimentarsi sulle piste: “Ho approfittato del brutto tempo per andare per mercatini a Trento, a Bolzano, per visitare le città, fare passeggiate nei boschi”. Per camminare sui sentieri ricoperti di neve fresca l’ideale è fittare le racchette da neve: “le ho chieste in prestito all’albergatore per incamminarmi verso un belvedere. E’ stato faticoso perché si affondava fino al ginocchio ma molto bello”. Un pizzico di delusione solo per lo scarso impegno degli animatori: “Peccato che non ci sia un programma ben definito delle attività serali. Alla fine con gli altri ragazzi ci siamo autogestiti decidendo cosa fare di volta in volta. Quando si è in tanti si può uscire ma è divertente anche  rimanere in albergo a giocare”.
La studentessa è al suo secondo campus invernale: “l’anno scorso vi sono stata a febbraio. C’erano molti studenti provenienti dalla Puglia, dal Lazio, dalla Sicilia, ma anche dal Nord. Ed anche qualche tecnico-amministrativo e qualche professore di altre Regioni”. Soprattutto se si scelgono le settimane più affollate è davvero facile fare amicizia con colleghi di tutt’Italia: “Al rientro dalla vacanza si cerca di rimanere in contatto con i nuovi amici, poi mano a mano ci si perde di vista. A meno che non ci si riorganizzi assieme l’anno successivo”.
A Francesca piacerebbe ritornare in Trentino l’anno prossimo ma non esclude di provare anche i campi estivi: “Avevo già pensato di andarci due anni fa ma a fine luglio non erano stati ancora organizzati e così ho lasciato perdere. Le convenzioni furono pubblicate solo ad inizio agosto. Sarebbe carino quest’estate fare una settimana di vela in Sicilia o in Sardegna”.
Manuela Pitterà
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